Tour de France © ASO
Tour de France © ASO

Cosa accadrà al Tour de France?

Mai lo sport mondiale avrebbe immaginato di ritrovarsi in una condizione di totale impasse come quella che sta vivendo, a tutti i livelli, a causa della pandemia da Covid-19. Quando si dice “a tutti i livelli” non si intendono eccezioni: dalle Olimpiadi, rinviate al 2021 (un caso senza precedenti!) all’ultima delle manifestazioni locali, tutto è bloccato.

Compreso nel novero delle discipline che si trovano a dover reinventare di sana pianta i propri calendari c’è ovviamente anche il ciclismo, i cui gestori e organizzatori si trovano ad affrontare un situazione ancor più delicata rispetto a quella che è in essere in altri sport: in una fase di transizione quale quella che ci attenderà nel momento in cui faticosamente i tornei si riattiveranno, una partita di calcio (o di tennis) si potrà infatti anche disputare a porte chiuse, nell’attesa che tutti possano tornare a circolare liberamente in una fase successiva. Ma una gara ciclistica? Sarà complicato contemperare tutte le esigenze di sicurezza necessarie per evitare assembramenti: per questo motivo è facile pensare che il ciclismo potrà ripartire un po’ dopo rispetto ad altre discipline.

Il Tour de France finisce con l’essere il principale indiziato per la “ripresa delle ostilità”, e nel momento in cui tutto è fermo le scommesse sul ciclismo potrebbero appunto concentrarsi su quale gara riporterà i corridori in strada. Ripartire dalla Grande Boucle avrebbe anche un forte senso simbolico: il ciclismo che ricomincia proprio dalla sua corsa più importante.

E sarebbe peraltro molto curioso (e intrigante!) vedere come i protagonisti annunciati affronterebbero la competizione: solitamente ci si arriva dopo mesi di avvicinamento pedalato, ma quest’anno non solo mancano le gare, ma è pure complicato per i ciclisti allenarsi, per cui un po’ tutti arriverebbero al Tour in condizioni di forma approssimative. In questo contesto diventa praticamente un azzardo valutare le potenzialità dei principali favoriti alla maglia gialla, e la sorpresa è sempre dietro l’angolo: Egan Bernal, il campione uscente, dovrebbe provare a difendere il titolo del 2019, ma il suo compagno di squadra Chris Froome sarà d’accordo? E l’altro loro compagno Richard Carapaz, vincitore del Giro d’Italia l’anno scorso, sarà dirottato sulla corsa francese a formare con gli altri un ensemble spaventoso? Un team, la Ineos, in cui corre pure Geraint Thomas, che il Tour l’ha vinto nel 2018 per ottenere poi un secondo posto nell’ultima edizione.

Alla mostruosa Ineos si contrapporrà un’armata di matrice olandese, la Jumbo-Visma, che potrà schierare il pluridecorato Tom Dumoulin, il quale però sarebbe al rientro da una lunga inattività (già precedente alla vicenda Coronavirus), con tutte le incognite del caso; insieme ai compagni Primoz Roglic (vincitore della Vuelta a España 2019) e Steven Kruijswijk (podio proprio al Tour 2019) andrà a formare un terzetto da prendere con le molle.

Fronte francese, Thibaut Pinot cercherà il podio sfuggito per sfortuna l’anno scorso, mentre secondo i programmi invernali non dovrebbe esserci Romain Bardet: ma come abbiamo scritto, detti programmi sono destinati a essere rivisti se non rivoluzionati. Julian Alaphilippe, grande rivelazione del 2019, potrà vestire ancora una volta i panni della variabile impazzita, come mirabilmente fatto nelle ultime due edizioni della Boucle.

Fronte Colombia: di Bernal abbiamo già detto. Nelle prime gare dell’anno, prima dello stop, abbiamo ammirato un Nairo Quintana versione extralusso, ed è un gran peccato per il nuovo capitano dell’Arkéa-Samsic incorrere in un simile blocco proprio nella stagione della rinascita; da qui al Tour il sudamericano dovrà tenere alte le motivazioni. Miguel Ángel López esordirà nella corsa francese dopo i podi a Giro e Vuelta nel 2018, Daniel Martínez e Sergio Higuita proveranno a misurarsi con questa grande avventura con l’intento di far classifica spalleggiando, in casa EF, il più che esperto Rigoberto Urán.

Tra i giovanissimi seguiremo con grande interesse l’esordio di Tadej Pogacar, che farà corsa parallela con Fabio Aru in maglia UAE: per il sardo arriverà finalmente l’ora del riscatto dopo un lunghissimo periodo buio costellato da problemi fisici? L’Italia potrebbe anche ritrovare al via Vincenzo Nibali, un altro dei corridori destinati al Giro e forse obbligati a cambiar programmi. Se ci sarà, lo Squalo sarà come al solito garanzia di spettacolo.

E nello sterminato elenco di possibili protagonisti del Tour de France 2020, vanno menzionati Mikel Landa, Daniel Martin, Emanuel Buchmann, i gemelli Adam e Simon Yates, Jakob Fuglsang, Enric Mas e l’eterno Alejandro Valverde, che a 40 anni proverà a lasciare ancora qualche segno dei suoi.

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