Primoz Roglic scruta l'orizzonte © Instagram
Primoz Roglic scruta l'orizzonte © Instagram

Riparte la stagione ciclistica: Roglic stacca Pogacar e si laurea campione sloveno

98 giorni dopo l’ultima corsa disputata a livello UCI, torna in scena una competizione ciclistica sotto l’egida della federazione. È il Campionato sloveno in linea, con gli organizzatori che hanno ricevuto luce verde dal massimo organo internazionale per lo svolgimento della gara e in deroga rispetto allo stop dell’attività che perdurerà sino a mercoledì 1 luglio.

A Cerklje na Gorenjskem, nella parte nordoccidentale del paese mitteleuropeo, in 58 si sono lanciati nei 146 km del tracciato, tutto pianeggiante e in circuito ad eccezione del finale: a determinare il nuovo campione nazionale è stata l’esigente salita di Ambroz pod Krvavcem, lunga 8.2 km con pendenza media del 7.9% e una fase iniziale particolarmente complessa, con percentuali in doppia cifra.

Pochi km dopo la partenza si è formata la fuga a quattro che ha animato il pomeriggio: il pesce grosso presente nel drappello è Jan Tratnik (Bahrain McLaren), che ha così consentito ai compagni di squadra di rimanere al coperto. Assieme a lui si sono mossi Nik Cemazar (KK Kranj), Matic Groselj (Ljubljana Gusto Santic) e Ziga Horvat (Adria Mobil).

Il margine massimo del drappello è stato di poco inferiore ai 4′, con il gruppo tirato da Jan Polanc (UAE Team Emirates), al servizio di capitan Pogacar, e da Luka Mezgec (Mitchelton-Scott), senza compagni di squadra ma che ha mostrato una particolare affinità con l’altro isolato di lusso Roglic.

È Tratnik a dettare, come da previsioni, il ritmo tra gli attaccanti; prima Horvat e poi Groselj non tengono il passo, con il sorprendente Cemazar che approccia assieme all’atleta World Tour gli ultimi 20 km con circa 1’30” di margine sul plotone. All’imbocco dell’ascesa conclusiva il vantaggio di Cemazar e Tratnik ammonta a una trentina di secondi in un plotone sempre più ristretto; sin dalle prime rampe il gruppo dei big si riduce ai soli Primoz Roglic (Team Jumbo-Visma) Tadej Pogacar (UAE Team Emirates), Janez Brajkovic (Adria Mobil) e la coppia della Bahrain McLaren composta da Matej Mohoric e il campione uscente Domen Novak.

A circa 6.5 km dalla vetta Tratnik riesce a staccare il ventenne Cemazar, ma il quintetto alle sue spalle si fa sempre più prossimo; poco più tardi arriva il momento più atteso, quello dell’attacco di Roglic. Il vincitore dell’ultima Vuelta a España pare involarsi con la sua pedalata en danseuse; non ha fatto i conti, però, con Pogacar, che dopo un momentaneo attimo di difficoltà si riaccoda spingendo un rapporto molto più agile.

I due grandi favoriti prendono e subito staccano l’ammirevole Tratnik, andando così a giocarsi come da previsioni la maglia tricolore. Nel corso dell’ultimo km ecco lo scatto decisivo di Primoz Roglic che scatta in maniera definitiva l’avversario, andando a centrare la prima casacca di campione nazionale in linea della carriera; per l’alfiere del Team Jumbo-Visma è, curiosamente, il primo giorno di gara del 2020, lui che avrebbe dovuto debuttare alla Tirreno-Adriatico.

Secondo a 10″ un Tadej Pogacar che sperava di imporsi in una salita per lui abituale, dato che su queste strade si allena. Completa il podio a 39″ Matej Mohoric, quindi seguono a 53″ il redivivo Janez Brajkovic, a 1’13” il vincitore del 2019 Domen Novak, a 1’34” Jan Polanc, a 1’39” Nik Cemazar, a 2’17” Jan Tratnik, a 2’27” l’esperto Matej Mugerli (SportLand Nordosterreich) e a 2’54” Grega Bole (Bahrain McLaren).

Contemporaneamente si è disputata anche la prova femminile sulla distanza di 86 km, con le 10 atlete iscritte che hanno ricevuto il via in occasione del quartultimo giro del percorso da parte dei colleghi. Nel medesimo arrivo in salita degli uomini a spuntarla è stata Ursa Pintar (Alé BTC Ljubljana) che ha preceduto di 14″ Spela Kern (Lviv Cycling Team). A debita distanza tutte le altre, con Urska Zigart (Alé BTC Ljubljana) terza a 9’15”-

Archivio

La vignetta di Pellegrini

L’angolo della polemica

Versione stampabile