Andrea Bagioli batte Primoz Roglic al Tour de l'Ain © Getty Images
Andrea Bagioli batte Primoz Roglic al Tour de l'Ain © Getty Images

Bagioli diventa Ba-Jolie! Il giovane Andrea mette in riga la nobiltà del ciclismo al Tour de l’Ain

Si corre tanto in Francia e oggi è partito il Tour de l’Ain, con la prima tappa da Montréal-La-Cluse a Ceyzériat di 139.5 km. E per i tifosi italiani non c’era modo migliore, per bagnare un caldo pomeriggio di inizio agosto, che festeggiare il successo di un giovanissimo corridore proveniente da Sondrio, 21 anni e tutta una carriera davanti, ma capace di partire col piede giusto mettendo a segno un successo di peso davanti a tanta nobiltà del ciclismo: è stato Andrea Bagioli a centrare il colpaccio, confermando che le grandi aspettative su di lui sono ben riposte, e mettendo a segno la prima vittoria da professionista, lui che difende una maglia nobile come quella della Deceuninck-Quick Step.

Passo indietro. La fuga del giorno ha visto protagonisti quattro uomini: Ivan Centrone (Natura4Ever-Roubaix Lille Métropole), Martin Salmon (Sunweb), Michal Paluta (CCC) e Alexys Brunel (Groupama-FDJ); il gruppo non ha però concesso granché, giusto un paio di minuti, e l’azione è stata di fatto sempre tenuta sotto stretta osservazione finché non è di fatto scoppiata ai -18; a quel punto dal gruppo è uscito Georg Zimmermann, compagno di Paluta a cui in effetti il polacco ha provato a dare un’estrema mano tirando per un po’ sul contropiede del coéquipier; anche Salmon ha resistito con Zimmermann, ma l’autonomia era al lumicino sicché ai 10 km il gruppo ha infine annullato l’azione.

Il Team Ineos ha forzato l’andatura nei chilometri finali in vista della rampa in prossimità dell’arrivo (800 metri al 7% posti poco prima dell’ultimo chilometro), ma sulla côte è stato Primoz Roglic (Jumbo-Visma) a tentare la progressione, ben contrato da Egan Bernal (Ineos); un tentativo di contropiede di Joey Rosskopf (CCC) in vista dello scollinamento non ha sortito effetti, non più di quelli dati dalla rimescolata sull’allungo di Roglic, perlomeno. L’ultimo chilometro è stato preso in testa da Valerio Conti (UAE Emirates), ma determinante è stata ancora la Jumbo con una trenata impressionante di Tom Dumoulin che si è trascinato alla ruota ancora Roglic sul rettilineo d’arrivo. In terza ruota c’era Erik Fetter (Kometa Xstra) e subito dietro un corridore della B&B Hotels ha fatto il buco al resto del gruppo. A questo punto però Andrea Bagioli è emerso fortissimo sul lato sinistro ai 150 metri, andando a colmare il gap e sprintando direttamente, imitato sull’altro lato della strada da Stefan Bissegger (Selezione Svizzera).

Roglic, che sentiva già la vittoria in tasca, si è visto superato in dirittura dal piccolo Bagioli, che assapora così il primo successo da professionista; terzo posto per Bissegger, quarto per Dumoulin in rallentamento, quinto per Fetter che non ne ha avuto per sprintare. La top ten è stata completata da Giacomo Garavaglia (Kometa), Guillaume Martin (Cofidis, Solutions Crédits), João Almeida (Deceuninck), Bauke Mollema (Trek-Segafredo) e Valerio Conti.

La classifica rispecchia l’ordine d’arrivo, con l’aggiunta degli abbuoni, per cui Andrea Bagioli ha 4″ su Roglic, 6″ su Bissegger e 10″ su tutti gli altri; attardato da un cambio bici Chris Froome (Ineos). Domani la seconda tappa sarà tutta un saliscendi sui monti del Giura: partenza a Lagnieu, arrivo a Lélex Monts-Jura, 140.5 km comprendenti le scalate di Montgriffon, Cuvillat, Giron e Menthières prima dell’ascesa conclusiva, che va su a gradoni. Non si tratta di montagne che tolgono il fiato (anche se il Menthières è abbastanza impegnativo), ma ce ne sarà a sufficienza per vedere battaglia e generale rimescolamento della classifica.

Archivio

La vignetta di Pellegrini

Versione stampabile