Le schiene martoriate di Tim Declercq (sx) e Damien Howson (dx) © Instagram
Le schiene martoriate di Tim Declercq (sx) e Damien Howson (dx) © Instagram

Una grandinata impressionante bersaglia i corridori al Delfinato. E la giuria è magnanima

Subito dopo l’arrivo dei primi atleti, negli ultimi km del Col de Porte, ascesa conclusiva dell’odierna tappa del Critérium du Dauphiné, si è abbattuto un fortunale. La pioggia battente ha poi lasciato spazio alla grandine, caduta copiosamente una volta giunto il momento per i componenti del gruppetto di affrontare le battute finali.

A farne le spese, in particolar modo, sono stati Maxime Chevalier, Tim Declercq e Damien Howson. Sia il neopro’ francese della B&B Hotels-Vital Concept che il passistone belga della Deceuninck-Quick Step e lo scalatore australiano della Mitchelton-Scott hanno pubblicato sui social delle foto raffiguranti le rispettive schiene, letteralmente rese a pois dai chicchi di grandine. La foto di copertina, che riporta sulla sinistra la schiena di Declercq e sulla sinistra quella di Howson, ben testimonia l’intensità del rovescio.

Date le condizioni da tregenda la giuria ha deciso eccezionalmente di portare al 50% il tempo massimo per la tappa odierna; non sono mancati i corridori che hanno affrontato a piedi alcuni tratti di salita, per cercare per quanto possibile di resistere al maltempo. Due corridori hanno beneficiato in particolar modo della decisione del collegio giudicante, ossia Tony Martin (Team Jumbo-Visma) e Jérôme Cousin (Total Direct Energie), giunti rispettivamente 33’45” e 47’04” dopo Roglic ed entrambi fermatisi nel corso della salita per cercare riparo dalla grandine. Domani tutti e due, dunque, potranno partire per la terza frazione della corsa transalpina.

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