Elisa Longo Borghini vince al Giro d'Italia © Getty Images
Elisa Longo Borghini vince al Giro d'Italia © Getty Images

Finalmente Longo Borghini!

A San Marco la Catola arriva la prima vittoria in carriera di Elisa al Giro d’Italia. Battuta Van der Breggen, che si consola con la maglia rosa

Il Giro Rosa arriva in provincia di Foggia per le ultime due tappe che già si sapeva sarebbero state fondamentali in ottica classifica generale e che lo sono diventate ancora di più dopo il ritiro della leader Annemiek van Vleuten. La frazione odierna da Castelnuovo della Daunia a San Marco La Catola era breve, 91.5 chilometri in totale, ma molto impegnativa: attorno a metà percorso c’era infatti la salita di Volturino, non durissima ma abbastanza e seguita tra tratti di falsopiano e contropendenze, ma il clou era tutto nel finale con la micidiale ascesa verso il traguardo di San Marco La Catola caratterizzata dai primi tre chilometri e mezzo a 12% di pendenza media, poi per circa un chilometro la strada diventa in leggera discesa per poi impennarsi nuovamente con pendenze incostanti negli ultimi 1200 metri.

Dal punto di vista altimetrico i primi 43 chilometri di gara erano senza dubbio i più agevoli, ma anche lì non mancavano le insidie: dopo appena un paio di chilometri le cicliste hanno infatti trovato una discesa veloce e tecnica che, con la complicità di un vento oggi molto forte, ha spezzato il gruppo in tre tronconi. La prime parte di gara è stata quindi velocissima perché nessuno dei vari gruppi che si sono formati voleva mollare la presa e per svariati chilometri i distacchi tra i vari drappelli sono stati tra i trenta secondi ed il minuto: solo in vista dell’inizio della salita di Volturino il plotone s’è in parte ricompattato con le migliori della classifica generale tutte assieme nelle prime posizioni.

Con la corsa arrivata alla prima salita di giornata, tra le favorite c’è stato finalmente un attimo di rilassamento che ha portato ad alcuni attacchi da parte di atlete lontane in classifica generale che cercavano visibilità o la possibilità di lottare per la vittoria di tapppa. A 44 chilometri dall’arrivo si è formata una fuga di nove atlete, tutte di ottimo livello. Il gruppetto era formato da Lucy Kennedy (Mitchelton), Amy Pieters (Boels), Pauliena Rooijakkers (CCC Liv), Jelena Eric (Movistar), Coryn Rivera (Sunweb), Ruth Winder (Trek), Lisa Brennauer (Ceratizit), Maria Novolodskaya (Cogeas) e Katia Ragusa come unica italiana: la 23enne vicentina dell’Astana è in ballo per una maglia azzurra ai Mondiali e s’è fatta vedere spesso nelle prime posizioni del gruppo in questo Giro Rosa, e ha lottato anche per il gpm conquistando quello di oggi in località Volturino.

Proprio Ragusa era anche la meglio posizionata in classifica generale tra le battistrada con un ritardo di circa dieci minuti e mezzo a Katarzyna Niewiadoma, ma nonostante l’assenza di una minaccia per la classifica il gruppo non ha lasciato spazio alla fuga: il ritiro di Annemiek van Vleuten non ha solo riaperto la generale ma anche la lotta per le vittorie di tappe, e quindi il vantaggio delle nove battistrada ha oscillato attorno ai 30″ senza mai salire oltre i 40″. In discesa la russa Novolodskaya, all’attacco per il terzo giorno di fila, è stata nuovamente vittima di una caduta ma davanti sono tornate rapidamente ad essere nove con il rientro di Ilaria Sanguineti (Valcar): il distacco è comunque rimasto sui 20″ e in vista della salita finale di San Marco La Catola, esattamente a 6 chilometri dall’arrivo, le battistrada sono state riprese.

Le severissime pendenze dell’ascesa decisiva hanno fatto sì che fin dalle prime rampe restassero davanti solo le scalatrici migliori e più in forma: tra loro c’erano anche tutte le prime sei della classifica generale, Niewiadoma, Van der Breggen, Ludwig, Harvey, Longo Borghini e Moolman. Nel tratto più duro però è stata Anna van der Breggen a fare la differenza motivata dalla possibilità di andare a cogliere il terzo successo finale in carriera al Giro Rosa: assieme alla campionessa della Boels-Dolmans oggi c’era una grande Elisa Longo Borghini che, dopo il cedimento nella tappa di Arcidosso con la maglia rosa, ha saputo riscattarsi attaccando a ripetizione e lottando sempre con le più forti. A 2 chilometri dall’arrivo e due atlete di testa, avevano già 20″ di vantaggio sulla più vicina delle inseguitrici.

Ed alla fine, come spesso e volentieri accade in queste situazione, le due attaccanti hanno trovato un buon accordo e si sono spartite il bottino in palio. La vittoria di tappa è quindi andata ad Elisa Longo Borghini che, dopo la prima maglia rosa, riesce a festeggiare anche il primo successo parziale in carriera nella massima corsa a tappe italiana: fin qui in nove partecipazioni, la piemontese della Trek-Segafredo aveva conquistato quattro secondi posti e ben sei terzi posti nelle varie tappe, ma non era mai riuscita a chiudere sul gradino più alto del podio. Sorride anche Anna van der Breggen che partiva stamattina con soli 15″ di ritardo nei confronti di Katarzyna Niewiadoma ed è riuscita a conquistare quindi la maglia rosa ad una sola tappa dal termine.

Il terzo posto di tappa è stato conquistato dalla neozelandese Mykayla Harvey (Equipe Paule Ka) a 31″, sempre più maglia bianca di miglior giovane di questo Giro d’Italia Femminile, mentre a seguire sono arrivare Katrine Aalerud a 1’06”, Cecilie Uttrup Ludwig, Katarzyna Niewiadoma e Pauliena Rooijakkers a 1’19”, Liane Lippert a 1’31”, Marta Cavalli a 1’52” e Sofia Bertizzolo a 1’58”. In classifica generale ad una sola tappa dal termine Anna van der Breggen è in maglia rosa con 1’10” di vantaggio su Katarzyna Niewiadoma, mentre Elisa Longo Borghini è risalita fino alla terza posizione con 2’23” di ritardo dalla testa e soli 2″ di vantaggio sulla danese Cecilie Uttrup Ludwig, mentre la neozelandese Harvey è quinta a 2’51”: la lotta per il podio è apertissima e la tappa di domani a Motta Montecorvino sarà nuovamente molto impegnativa.

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