Nairo Quintana al Tour de France 2020 © ASO/Pauline Ballet
Nairo Quintana al Tour de France 2020 © ASO/Pauline Ballet

Aperta un’inchiesta antidoping attorno a Quintana? L’Arkéa-Samsic si smarca

Le indagini relative al mondo dell’antidoping sono tornare a toccare il Tour de France: la scorsa settimana, con la Grande Boucle in pieno svolgimento, l’Ufficio Centrale di Lotta contro gli Attacchi alla Salute Pubblica e all’Ambiente (OCLAESP) ha effettuato perquisizioni in alcune camere di albergo dove alloggiavano alcuni membri dell’Arkéa-Samsic, ed in particolare i tre corridori colombiani Nairo Quintana, Dayer Quintana e Winner Anacona. Durante le perquisizioni sarebbero stati trovati alcuni medicinali ed “un metodo che potrebbe essere considerato dopante” secondo quanto dichiarato da Dominique Laurens, procurato di Marsigli e titolare dell’inchiesta.

Nella giornata di lunedì due persone al centro delle indagini sono state messe in stato di fermo: si tratterebbe di un medico ed un kinesiterapeuta legati proprio all’entourage dei colombiani. Attraverso un comunicato stampa emesso nella serata di ieri, l’Arkéa-Samsic ha confermato la perquisizione, ma ha specificato che è coinvolto solo un numero molto limitato di corridori ed alcune persone a loro vicine non stipendiate dalla squadra. «Ovviamente sosteniamo i nostri corridori – ha dichiarato il general manager Emmanuel Hubert – ma se si scopre che alla fine dell’attuale indagine arrivano elementi a confermare la veridicità delle pratiche doping, la squadra si dissocerà immediatamente da tali atti e prenderà immediatamente misure necessarie per porre fine ai legami che potrebbero associarla a metodi inaccettabili e sempre combattuti».

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