Rubén Guerriero si prende la vittoria a Roccaraso © LaPresse - Gian Mattia D'Alberto
Rubén Guerriero si prende la vittoria a Roccaraso © LaPresse - Gian Mattia D'Alberto

Un Guerreiro e un po’ di renitenti

Altra fuga in porto al Giro, a Roccaraso vince il portoghese su Castroviejo; poca lotta tra i big, Kelderman e Fuglsang guadagnano su Nibali, la maglia rosa Almeida perde terreno

Appennini, pioggia, rampe dure, ma anche tanto traccheggio, e la tappa di Roccaraso si trasforma in un nuovo giorno di transizione, qualcuno guadagna qualcosa, qualcuno perde, ma insomma non ci sono differenze sostanziali. Però a livello di forze in campo qualche equilibrio cambia sì. Perché ad esempio Fuglsang guadagna su Nibali, dopo le polemiche di questi ultimissimi giorni tra i due, e ciò rappresenterà forse un turbinio di pensieri in Vincenzo, nel riposo di domani, mentre Jakob se ne starà leggero leggero; guadagna Kelderman, che sale al secondo posto della generale e rafforza le proprie ambizioni, proprio mentre invece la maglia rosa Almeida perde (ancora) colpi, e con essi certezze.

Pochi secondi, ma per ora bastanti a smuovere posizioni, per esempio Bilbao scende dalla seconda alla terza, Pozzovivo sale dalla sesta alla quarta e scavalca addirittura Nibali, che – inutile celarlo – è tra gli sconfitti di giornata. Sconfitto di poco, ovvio, o se preferite “non vincitore”, però dopo aver fatto lavorare la squadra, a tratti, sulla strada verso Roccaraso, ci si sarebbe aspettati un finale diverso dallo Squalo, che invece è rimasto con le polveri bagnate, badando a salvare il salvabile, e pagando 14″ su Kelderman e Fuglsang. Come vedete si parla di un nonnulla. Sono quei nonnulla che, in condizioni di estremo equilibrio, hanno però pesi specifici superiori alla norma.

E un peso specifico grande ce l’ha la vittoria di tappa di Ruben Guerreiro, che centra la fuga buona e la gestisce ottimamente in un finale a due con Jonathan Castroviejo, a cui invece sfugge l’opportunità di vincere la prima corsa in linea in carriera, lui cronoman riconosciuto. In un Giro che parla molto portoghese, questo nuovo successo lusitano porta altra acqua al mulino EF, una squadra che fa dell’approccio naïf una ragione d’esistenza.

 

Anche oggi la fuga va, Visconti cerca Gpm
Pioggia e venticello, partenza rapida e tentativi di fuga in serie, tra i quali quello di un attivo Filippo Ganna (Ineos-Grenadiers), interessato a raccogliere qualche punto Gpm per rafforzare la sua maglia azzurra, e destinato invece a rimanere deluso, perché la fuga, quando è partita, non l’ha contemplato al suo interno; a trovare strada sono stati dapprima in 4 al km 75, in vista dello sprint intermedio di Guardiagrele: Ruben Guerreiro (EF), Ben O’Connor (NTT), Jonathan Castroviejo (Ineos-Grenadiers) e Eduardo Sepúlveda (Movistar), in ordine di passaggio al t.v.; 10 km più avanti sono rientrati pure Lawrence Warbasse (AG2R La Mondiale), Giovanni Visconti (Vini Zabù-KTM) e per ultimo Kilian Frankiny (Groupama-FDJ), e l’azione è andata verso i 5′ di margine.

Ai piedi di Passo Lanciano (km 90) dal gruppo è uscito come una molla Mikkel Bjerg (UAE Emirates), che tra salita e discesa è riuscito a riportarsi sui fuggitivi, completando un’impresa decisamente non trascurabile. Al Gpm posto al km 100 Visconti è scattato a prendersi i 40 punti che gli permettevano di scavalcare Ganna dalla vetta della classifica della montagna: in quel momento c’erano 7′ di vantaggio sul gruppo (il margine massimo toccato  dai fuggitivi), poi la Trek-Segafredo di Vincenzo Nibali ha sensibilmente accelerato fra il tratto finale della scalata e tutta la successiva discesa, abbattendo di circa un minuto e mezzo il gap dai battistrada.

Quando però la Deceuninck-Quick Step della maglia rosa João Almeida ha ripreso il comando delle operazioni, le formichine al comando della corsa hanno ricominciato a immagazzinare granellini di tempo nella casetta, riportandosi a oltre 6’30” lungo la parte iniziale dell’ascesa verso Passo San Leonardo. È stato però Davide Ballerini a segnare un aumento del ritmo del plotone, che ha iniziato a selezionarsi (persi ai -60 i velocisti) e ha ridotto di nuovo, con decisione le distanze: 4′ circa al Gpm posto ai -54, altro traguardo collezionato da un volitivo Visconti.

Dopo un tentativo di fuoristrada in discesa, Mikkel Bjerg (maniche corte non casuali per la sua tempra scandinava) è evaso dal drappello di testa quando mancavano 35 km alla conclusione, sulle prime rampe verso lo scollinamento di Bosco Sant’Antonio. Di lì a poco la Trek ha rilevato la Deceuninck-Quick Step aumentando il ritmo con Nicola Conci, e lì è iniziata un’altra corsa.

 

La battaglia tra i big non vede mai la luce. Vince Guerreiro
Tra gli altri si è staccato Filippo Ganna, e in gruppo son rimasti circa cinquanta uomini. Davanti intanto Bjerg veniva raggiunto da Warbasse, Guerreiro, Frankiny e Castroviejo: out Sepúlveda e O’Connor, ciao proprio Visconti, che contava comunque di aver messo sufficienti punti sull’account Gpm, obiettivo maglia azzurra. Scollinato il Bosco Sant’Antonio (Guerreiro primo), ai -25 la Trek si è però fermata, dato che la selezione in gruppo non era poi stata così consistente, e il gap dai primi restava all’altezza dei 3’30”. Sicché nel giro di poco il vantaggio dei fuggitivi è schizzato nuovamente a quattro minuti.

L’ultimo tratto di discesa su Rivisondoli, il fondo bagnato (era ricominciato a piovere forte), qualche folata e un po’ di strappate hanno sottoposto il plotone a un certo stress, con un mezzo frazionamento e corridori come Jakob Fuglsang (Astana), Domenico Pozzovivo (NTT) e soprattutto la maglia rosa João Almeida (Deceuninck) rimasti attardati di qualche metro. Tutto si è poi ricomposto dietro ai Sunweb, i quali hanno preso in mano le redini del gioco ai piedi della scalata finale, ai -8, e ha ripreso a rosicchiare terreno ai battistrada. Così stimolata, la Trek ha riacquisito padronanza dei propri mezzi e ha dato il cambio al team bianconero al comando del gruppo, che è transitato ai -7 con 3′ di distacco dai cinque di testa.

A quel punto ogni equilibrio s’è rotto: dal plotone sono emersi Lucas Hamilton (Mitchelton) e dietro a lui Tao Geoghegan Hart (Ineos), proprio mentre Castroviejo scattava tra i primi, contrato da Guerreiro. Poco dopo Gianluca Brambilla (Trek) ha fatto un’accelerazione che ha chiamato la reazione di Fabio Felline (Astana), ma tutto è rapidamente rientrato, e nel frattempo prendeva corpo la consapevolezza che i fuggitivi non sarebbero definitivamente stati ripresi.

La questione per la tappa era ridotta alla lotta a due tra Castroviejo e Guerreiro: lo spagnolo ha condotto tutto il finale, al vento, e ai 200 metri ha impostato la volata ma nulla ha potuto contro il 26enne portoghese, che ha centrato il più importante successo in carriera, regalando alla EF il secondo successo di tappa in questa prima parte di Giro. Oltre alla vittoria, Guerreiro si prende pure la maglia azzurra (gli sforzi di Visconti non bastarono…). A 58″ Bjerg ha preceduto gli altri fuggitivi Frankiny e Warbasse, arrivati a 1’16” giusto davanti a Geoghegan Hart, sesto a 1’19”, con Hamilton settimo a 1’32”.

 

Pozzovivo scavalca Nibali, Kruijswijk scende in classifica
E poi quelli del gruppo: per quella che di fatto è stata una volata di un chilometro e mezzo su rampe abbastanza toste, il risultato è tutto sommato un assestamento che cambia poco, in sostanza, anche se va comunque segnalato che c’è chi guadagna e chi perde. A 1’38” sono stati cronometrati Wilco Kelderman (Sunweb), Jakob Fuglsang (Astana) e Jai Hindley (Sunweb); fuori dai 10 la coppia Bora-Hansgrohe formata da Rafal Majka e Patrick Konrad, a 1’41”; a 1’44” Brandon McNulty (UAE Emirates) e Domenico Pozzovivo (NTT); a 1’50” Fausto Masnada (Deceuninck); a 1’52” Vincenzo Nibali con Pello Bilbao (Bahrain-McLaren), a 14″ da Kelderman e Fuglsang. Ancor più indietro, a 1’56”, João Almeida. A 1’59” Harm Vanhoucke (Lotto Soudal) e Steven Kruijswijk (Jumbo-Visma); a 2’08” Ilnur Zakarin (CCC).

La classifica si smuove: Almeida resta al comando ma ora ha solo 30″ sul secondo, che è Kelderman; scavalcato Bilbao, terzo a 39″; a 53″ troviamo Pozzovivo che supera Nibali, ora quinto a 57″ e con Fuglsang in avvicinamento a 1’01”; scende di tre posizioni Vanhoucke, settimo a 1’02”, salgono Konrad (1’11”) e Hindley (1’15”), chiude la top ten Majka a 1’17” davanti a Kruijswijk a 1’24” (tre posizioni perse dall’olandese); Masnada è 12esimo a 1’32”, terzo degli italiani nella generale.

Domani non si gareggia ma tutti si tamponeranno, e quindi martedì mattina tireremo le somme su Covid-19 e altre amenità, prima della ripartenza con la decima tappa, la Lanciano-Tortoreto di 177 km con finale tutto da interpretare sui muri abruzzesi. Dopo questo weekend di mancato spettacolo (al netto delle rispettabili fughe), saremo tutti ansiosi di rivedere un po’ di bel ciclismo.

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