Pavan stappa lo spumante, Cominelli (a sinistra) adesso è in rosa © Billiani
Pavan stappa lo spumante, Cominelli (a sinistra) adesso è in rosa © Billiani

Il GiroCross a Osoppo: sorpresa Pavan tra gli uomini

Per la prima volta dal 2015 non ha piovuto sul parco del Rivellino – fatto salvo un leggero annuvolamento durante la gara delle donne open – ma lo spettacolo non è mancato, perché sul percorso del foliage ricavato su e giù per le fortificazioni ai piedi del forte di Osoppo sono emersi tutti i valori tecnici che rendono esaltante questo sport. Il paesaggio, incastonato dalle prime propaggini delle Alpi Carniche e dipinto dal tripudio fantasioso dei colori autunnali, ha fatto da sfondo a sfide entusiasmanti che, sebbene non abbiano portato in sconvolgimenti in classifica generale – tranne nella gara regina in cui c’è stato un piccolo terremoto – hanno infiammato i cuori del popolo del ciclocross, facendo presto dimenticare gli iniziali – ma necessari – disagi per l’accreditamento e l’ingresso ottemperanti alle norme anti-contagio (consegna delle autocertificazioni, controllo della temperatura, registrazione e consegna dei braccialetti).

É successo di tutto nella gara regina di giornata. Dopo una lunghissima fase di studio, proprio quando ci si aspettava un suo attacco, la maglia rosa Jackob Dorigoni (Selle Italia Guerciotti Elite) è clamorosamente uscito di scena per la rottura della catena in un punto lontano dai box, circostanza che lo ha costretto a una lunghissima corsa a piedi con la bicicletta in spalla. Una sorte simile era capitata il giro prima al laziale Antonio Folcarelli (Folcarelli Race Mountain) che ha contemporaneamente scollato entrambi i tubolari. Privata di due dei principali protagonisti, con l’arrembante ritorno di Cristian Cominelli (Scott), la corsa ha assunto un entusiasmante alone di incertezza che ha accompagnato il pubblico sino alla volata finale, superbamente impostata dalla Maglia Bianca della D’Amico UM Tool Marco Pavan. Il piemontese, alla sua prima vittoria in una tappa del Giro d’Italia Ciclocross ha preceduto di poco il trevigiano Filippo Fontana, alfiere dei Carabinieri alla sua prima comparsa stagionale nel cross e il tenace Cominelli, che con la débâcle di Dorigoni e complice la sua martellante costanza, è la nuova maglia rosa. «Alla prima curva è iniziata subito male, ma poi ho cominciato a recuperare, ho sentito di star bene. Meglio di così non poteva andare, una bellissima volata con Filippo Fontana – spiega un incredulo Pavan – È stata una giornata fantastica. Io e i fratelli Borello, Carlotta e Filippo ci alleniamo insieme, il cross è una grande famiglia. La dedica è alla famiglia, alla squadra e a tutti quelli che mi seguono, in primis il mio preparatore».

Tra le donne, Per lunghi tratti sono state in cinque in testa alla corsa, ma nel finale è emerso il solito copione, con la Gariboldi e la Bulleri che hanno perso le ruote del trio Casasola-Baroni-Realini e si è deciso tutto in volata, con la veloce maglia rosa che ha battuto la compagna di squadra Realini e la beniamina di casa Sara Casasola (campionessa regionale), che su questo percorso così veloce non è riuscita a fare la differenza.
La toscana della Guerciotti fa un’analisi precisa della sua gara: «È andata bene anche oggi, ma prima di vincere è stata dura, non era facile fare la differenza su questo percorso molto veloce, abbiamo provato a fare un gioco di squadra con la compagna Gaia Realini, allo sprint ho dato tutta me stessa ed è andato alla grande – osserva la Baroni – Stiamo andando forti entrambe, ma non siamo solo noi, oggi avere la meglio su Sara Casasola è stata durissima, occorre sempre dare il massimo per ottenere il miglior risultato della gara. La dedica è tutta per la Selle Italia Guerciotti Elite e a una persona particolare che negli ultimi due anni mi ha aiutato molto psicologicamente, standomi sempre vicino».

Vittorio Carrer, alfiere pugliese di Corato (BA) del Team Bike Terenzi, aveva cominciato già domenica scorsa a Ladispoli a sentire il fascino vellutato di una maglia rosa sulla sua pelle: ad Osoppo si è però realizzato il desiderio di una vittoria di tappa al Giro d’Italia Ciclocross, inseguita, sfiorata e mai raggiunta sin dai suoi primi passi da esordiente. È stata la gara più complessa di giornata, la più ricca di parametri tecnici da valutare e densa di protagonisti che fanno ben sperare per il futuro del pedale italiano. Olivo, Cancedda, Dallago, Paletti, Barazzuol, Carrer, cui aggiungere i rientri di Agostinacchio e Siffredi (autori di una lunghissima e incredibile rimonta, partendo dalle retrovie) a dipingere un quadretto ricco di assalti all’arma bianca. Tre giri per capirsi e studiarsi, tre per l’attacco. Ha rotto gli indugi il pugliese facendo leva su una delle sue skill, il salto degli ostacoli in velocità, avendo capito che lì poteva mettere in difficoltà gli avversari e guadagnare quella manciata di metri necessaria a scappar via. Sembrava fatta, quando il rientro poderoso di Enrico Barazzuol, desideroso di riappropriarsi della rosa, ha rimesso tutto in discussione. Arrivo in volata? No di certo, grazie agli ostacoli collocati nella parte finale del percorso Carrer ha nuovamente attaccato, giungendo sul traguardo in una rosa quanto mai luminosa, l’ideale passaggio del testimone per andare giù in Puglia a vivere la quinta tappa, guidati dal più bel testimonial che la regione del sole potesse desiderare. Terzo un bravissimo Luca Paletti, quarto Cancedda, quinto Siffredi per un ordine d’arrivo da incorniciare.

Comunicato Stampa Giro d’Italia Ciclocross

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