Filippo Ganna parte nella crono di Milano © LaPresse
Filippo Ganna parte nella crono di Milano © LaPresse

Il regno infinito di Filippo il Bellissimo

Giro d’Italia, l’epilogo di Milano va ancora a Ganna. Tao Geoghegan Hart conquista la maglia rosa

Non è stato semplice portarlo a casa, fra covid-19, meteo, decisioni delle autorità francesi e anche ammutinamenti. Il Giro d’Italia 2020 è comunque giunto al suo ultimo episodio, con qualcosa di mai visto in precedenza: due contendenti partono alla pari, separati solo da centesimi. E con una cronometro individuale da disputare, la pianeggiante Cernusco sul Naviglio-Milano di 15.7 km, il pathos è al massimo.

Campenaerts va forte, Bjerg sottotono
Il primo a partire alle 13.40, come accaduto a Conegliano, è il britannico Jonathan Dibben (Lotto Soudal) che conclude in 19’29”. Il primo tempo valido è quello dell’austriaco Matthias Brändle (Israel Start-Up Nation) in 18’27”, superato poco dopo dal compagno di squadra, il britannico Alex Dowsett in 18’22”. Dopo un Giro da gregario, Miles Scotson si gode una giornata libera: l’australiano della Groupama-FDJ viaggia forte in 17’57”, tempo di tutto rispetto.

Il polacco Kamil Gradek (CCC Team) mette paura al leader in 18’03”, uno che invece è giunto alla conclusione con il fiato lungo è il danese Mikkel Bjerg (UAE Team Emirates), distante in 18’35”. Ben più forte va, invece, Victor Campenaerts: protagonista di un bel Giro, il belga della NTT Pro Cycling balza in testa in 17’48”. Niente da fare per il vincitore di Asti, il ceco Josef Cerny (CCC Team), ma comunque il 18′ netto lo pone provvisoriamente al terzo posto.

Ganna strabordante, Dennis non può nulla
Matteo Sobrero va meno bene delle ultime crono, ma per il piemontese della NTT Pro Cycling il primo Giro termina con un 18’24” comunque valido. 18′ netto per lo statunitense Chad Haga (Team Sunweb), vincitore nella chiusura veronese del 2019, 18’03” per lo sloveno Jan Tratnik (Bahrain McLaren), uno che si è fatto valere quest’anno. La stella più fulgida dell’edizione 103 risponde al nome di Filippo Ganna: vincitore a Palermo e a Valdobbiadene a crono nonché a Camigliatello Silano con un attacco da lontano, il piemontese della Ineos Grenadiers distrugge la concorrenza. Con 21″ all’intermedio di vantaggio dopo 10.7 km su Campenaerts, il verbanese prosegue nella sua sublime marcia. All’ombra del Duomo il suo 17’16” a 54.556 km/h di media appare impareggiabile per chiunque e per l’iridato della prova individuale è il quarto centro in ventuno, indimenticabili giornate.

Primo nel premio della combattività – e in buona posizione in quella delle polemiche, il belga Thomas De Gendt (Lotto Soudal) non ruba l’occhio e conclude in 18’19”. L’ultima, seria minaccia per Ganna arriva da Rohan Dennis, ma già dai primi km si capisce che oggi non è cosa: l’australiano della Ineos Grenadiers, mvp della settimana conclusiva, va forte ma il 17’48” gli vale, per questione di 79 centesimi, la terza piazza. Ad inserirsi nella provvisoria top ten sono prima il neerlandese Martijn Tusveld (Team Sunweb) in 18’14” e poi lo statunitense Brandon McNulty (UAE Team Emirates) in 18’02”.

Almeida va fortissimo, super crono di Geoghegan Hart
Per quanto riguarda gli uomini di classifica, il polacco Rafal Majka (Bora Hansgrohe) prosegue ad avere problemi di stomaco e il 19’28” lo testimonia. Conclude bene in 18’28” il suo stoico Giro il buon Domenico Pozzovivo (NTT Pro Cycling), si difende un altro minuto scalatore come l’austriaco Herman Pernsteiner (Bahrain McLaren) in 19’11”. È stata una bella Corsa Rosa anche per Fausto Masnada (Deceuninck-Quick Step) e il 18’47” dimostra che la forma ancora lo sostiene, facendo di poco meglio rispetto all’austriaco Patrick Konrad (Bora Hansgrohe) che si esprime in 18’51”.

Giro sottotono per Vincenzo Nibali (Trek-Segafredo), oggi autore di un 18’43”, giusto attaccato a Jakob Fuglsang (Astana Pro Team) e al suo 18’44”. Dimostra tutte le sue doti nelle prove individuali João Almeida: il portoghese della Deceuninck-Quick Step se la gioca con i migliori e il 17’57” è stratosferico, come tutta la sua Corsa Rosa. Pello Bilbao prova a difendersi nel testa a testa, ma lo spagnolo della Bahrain McLaren in 18’32” è un tempo troppo elevato.

Wilco Kelderman ha pagato oltremodo l’ultima settimana: il 18’11” di oggi del neerlandese del Team Sunweb lo lascia con qualche rimpianto, ma le difficoltà sulle salite finali sono rimaste un ostacolo insormontabile. Il testa a testa tra i due giovani e sorprendenti contendenti, di fatto, termina già dopo un paio di km: va troppo forte Tao Geoghegan Hart, mostrando ancora la sua maggior predisposizione nel tic tac. Guadagna metro dopo metro il londinese della Ineos Grenadiers e il 18’14” lo incorona già anticipo.

Questo perché la maglia rosa Jai Hindley paga già 22″ nell’intermedio, di fatto quasi raddoppiando il distacco all’arrivo. L’australiano della Ineos Grenadiers finisce in 18’53”, tempo troppo alto e che lo lascia in lacrime.

Tappa a Ganna davanti a Campenaerts e Dennis
Vince, dunque, in 17’16” Filippo Ganna (Ineos Grenadiers). Lo seguono Victor Campenaerts (NTT Pro Cycling) e Rohan Dennis (Ineos Grenadiers) a 32″, João Almeida (Deceuninck-Quick Step) e Miles Scotson (Groupama-FDJ) a 41″, Josef Cerny (CCC Team) e Chad Haga (Team Sunweb) a 44″, Brandon McNulty (UAE Team Emirates) a 46″, Kamil Gradek (CCC Team) e Jan Tratnik (Bahrain McLaren) a 47″.

Tao Geoghegan Hart conquista il Giro d’Italia! Doppio podio per la Sunweb
La classifica generale vede dunque il successo di Tao Geoghegan Hart, che diventa il secondo britannico a riuscirvi dopo Chris Froome, che aprì il conteggio nel 2018. E per la Ineos Grenadiers si conclude un Giro leggendario, che va persino oltre a quanto ottenuto al Tour de France 2012, edizione che aprì di fatto l’epopea dei ragazzi di Brailsford sulle tre settimane. Classifica generale, classifica di miglior giovane, classifica di miglior squadra e ben sette vittorie di tappa con tre atleti diversi. Meglio di così è francamente impossibile

Sul podio assieme a TGH salgono i due alfieri di un Team Sunweb che paga le scelte tattiche adottate in questi giorni: Jai Hindley, secondo a 39″, è il secondo australiano di sempre a concludere tra i migliori tre, dopo Cadel Evans terzo nel 2013. Il neerlandese Wilco Kelderman è terzo a 1’29”, e per i Paesi Bassi si tratta solamente del terzo atleta capace di concludere così tra i migliori tre – il ventinovenne si aggiunger a Breukink e Dumoulin.

Almeida diventa quarto, Nibali settimo e miglior italiano
Quarta posizione a 2’57” per il portoghese João Almeida (Deceuninck-Quick Step), la grande sorpresa di questa edizione e capace di indossare, da debuttante, per due settimane la maglia rosa, nonché di migliorare il piazzamento con la prova odierna. Quinto a 3’09” lo spagnolo Pello Bilbao (Bahrain McLaren), unico in grado di bissare con profitto il Tour – dove si era disimpegnato da gregario. Sesto a 7’02” Jakob Fuglsang (Astana Pro Team): per il danese è stato l’ultimo serio tentativo di lottare per il podio in un grande giro.

Il miglior italiano italiano è Vincenzo Nibali: inutile nascondersi, il siciliano puntava a ben altro risultato e il settimo posto a 8’15” dal vincitore è un grande delusione, in quello che rischia di essere il canto del cigno del messinese della Trek-Segafredo nei grandi giri. Ottavo a 8’42” è l’austriaco Patrick Konrad (Bora Hansgrohe), nono a 9’57” il bergamasco Fausto Masnada (Deceuninck-Quick Step) e decimo a 11’05” l’austriaco Herman Pernsteiner (Bahrain McLaren).

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