Mauro Vegni ai microfoni © LaPresse - Massimo Paolone
Mauro Vegni ai microfoni © LaPresse - Massimo Paolone

Vegni non le manda a dire: «Voglio sanzioni per Jumbo ed EF, altrimenti mi riterrò libero negli inviti»

In un’intervista di bilancio rilasciata a La Gazzetta dello Sport, Mauro Vegni fa il punto su quanto accaduto al Giro d’Italia: dopo aver ringraziato tutte le persone che si sono adoperate per il buon esito della prova, il direttore della Corsa Rosa si concentra in particolar modo sui comportamenti adottati dagli attori di gara.

Sono due le squadre che sono nel mirino del dirigente di RCS Sport, ossia il Team Jumbo-Visma e la EF Pro Cycling. «Ci sarà una seconda parte di Giro, l’ho dichiarato. E andrà discussa nei tavoli che contano per prendere le opportune decisioni, e penso soprattutto all’UCI. Chiederemo a chi di dovere cosa farà. Voglio sanzioni per la Jumbo e la EF. Se chiunque può infrangere i diritti/doveri delle squadre World Tour, allora io mi riterrò libero dagli obblighi verso le squadre negli inviti. Quanto è successo è anche materia per la Commissione Licenze».

Per quanto riguarda lo sciopero di Morbegno, Vegni usa il bastone e la carota nei confronti dei corridori: «Fa ridere che le squadre si siano tirate indietro, nessuno sapeva e poi tutti a dire che volevano correre. Si deve ricostruire il rapporto tra team e ciclisti. I corridori devono avere un sindacato che li aiuti e che non faccia solo battaglie ad oltranza. I ragazzi sono persone intelligenti, c’è bisogno di cambiare idea di sindacato, più attuale. Le lotte si fanno nei palazzi, non nelle strade. E bisogna esporsi: il fatto che abbiano mandato avanti un corridore all’ultima gara (Adam Hansen) la dice tutta. La maglia rosa Kelderman a Sestriere mi ha chiesto scusa».

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