Wout van Aert trionfa in Piazza del Campo a Siena © RCS Sport
Wout van Aert trionfa in Piazza del Campo a Siena © RCS Sport

Wout Van Aert espande i propri domini: “In futuro punterò alle gare a tappe”

Wout Van Aert è uno dei grandi protagonisti del 2020 ciclistico, essendosi definitivamente affermato su strada dopo essere stato per anni un dio del cross. Ma dopo aver assaporato quest’anno il primo successo in una Monumento (la Milano-Sanremo), il primo Mondiale da numero uno (anzi, numero due: battuto dal solo Alaphilippe), e dopo aver corso un Tour de France scintillante anche in salita, per il RollingStone di Herentals è il momento di allargare i propri orizzonti. Proprio le prestazioni alla Grande Boucle hanno convinto Wout e il suo staff che possa esserci per il 26enne della Jumbo-Visma un bel futuro anche nelle gare a tappe. Non i GT, per il momento, “per quelli ci sarà da lavorare a lungo”, ma per il 2021 si potrà partire dalle corse di una settimana, “magari contenenti anche una cronometro, tipo la Tirreno, il Delfinato, il Suisse”. Anche se ovviamente l’obiettivo primario per WVA è far crescere il palmarès nelle classiche: “Punterò anche a gare come la Liegi e il Lombardia”. Un corridore sempre più a tutto tondo, il nostro Wout.

La sede per tali annunci è stata una bella intervista rilasciata al portale belga Sport-Voetbalmagazine e accuratamente tradotta da Cyclingnews. Naturale per Van Aert parlare anche della sua rivalità con Mathieu Van der Poel: “Quando siamo impegnati nel cross passo tutta la settimana a pensare a lui o a come migliorare negli allenamenti per batterlo”, praticamente un’ossessione. Nel ciclostrada le cose son diverse, ci sono tanti altri avversari e una sconfitta non è un rovescio, come invece nel cross (laddove le distanze tra i due e gli altri sono enormi), e Wout lo riconosce: “Anche arrivare secondo alle sue spalle come accaduto al Fiandre significa comunque aver battuto tanti altri campioni, tutto sommato non è male. Anche se perdere una Ronde è più duro da digerire rispetto a una sconfitta in un cross, specialità che è un po’ meno importante della strada. Però nel calendario stradistico le corse sono tante, e abbiamo anche la possibilità di ottenere ottimi risultati in gare diverse”.

Van Aert è anche tornato sul grave infortunio patito nel 2019 al Tour, laddove si procurò una profonda lacerazione all’altezza del ginocchio dopo un impatto con una transenna: “Durante la riabilitazione ho ritrovato il piacere di andare in bici, rendendomi conto di quanto sia divertente rispetto a tutto il resto. In precedenza era un concetto scontato per me, ma ora quando pedalo ci penso spesso, a quanto è bello il mio lavoro, a quanto sono fortunato”.

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