La vittoria di Phil Bauhaus su Ballerini, Bouhanni e Moschetti a Salon de Provence
La vittoria di Phil Bauhaus su Ballerini, Bouhanni e Moschetti a Salon de Provence

A Bauhaus l’ultima volata del Provence, stavolta Ballerini si arrende. Generale a Sosa

Si è chiuso con la terza volata in quattro tappe il Tour de la Provence 2021, e con la prima stagionale di Phil Bauhaus, che ha preceduto il solito/solido Davide Ballerini, Nacer Bouhanni e Matteo Moschetti. La corsa vede l’affermazione di Iván Ramiro Sosa, a cui è “bastato” vincere ieri sul Mont Ventoux per mettere al sicuro la classifica generale, ma tanta Italia si è vista nella quattro giorni provenzale: a parte le due vittorie di Ballerini, la bella azione di Giulio Ciccone e Gianni Moscon nella prima tappa ci ha lasciato simpatiche impressioni, e citiamo anche il fuggitivo Filippo Conca tra i plus della gara.

Quarta e ultima tappa da Avignone a Salon-de-Provence, 162 km con uno sprint intermedio che nei primi chilometri ha chiamato all’azione Julian Alaphilippe (Deceuninck-Quick Step): il Campione del Mondo è andato a prendersi i 3″ di abbuono disponibili al passaggio da Saint-Michel de Frigolet al km 16, e con quelli ha scavalcato al secondo posto in classifica Egan Bernal (Ineos Grenadiers) che lo precedeva di 2″. Espletato ciò, è potuta partire la fuga con quattro uomini: Andreas Leknessund (DSM), Tony Gallopin (AG2R-Citroën), Jérémy Leveau (Xelliss-Roubaix Lille Métropole) e Lluís Mas (Movistar); Leknessund è transitato in testa ai tre Gpm di giornata e ha così tirato via la maglia di migliore scalatore a Filippo Conca (Lotto Soudal).

Il quartetto ha guadagnato fino a 4′, poi il lavoro dei team dei velocisti (la Arkéa Samsic per Nacer Bouhanni e la Groupama-FDJ per Arnaud Démare) ha rilevato quello della Ineos del leader Iván Ramiro Sosa, andando così ad abbattere il gap dai primi. A 24 dalla fine, subodorando il lento declinare dell’azione, Mas ha voluto giocarsi la carta personale e se n’è andato, ma è stato poi riagguantato dagli altri tre ai 10 km; a quel punto il gruppo era a 40″, e da diversi chilometri anche la Deceuninck (con un treno come Rémi Cavagna) stava contribuendo al lavoro complessivo.

La fuga è stata annullata appena a 2 km dal traguardo, Arnaud Démare a quel punto era già nei guai avendo perso il proprio treno, e le cose per lui non sarebbero migliorate da lì in avanti. La Deceuninck, con anche il solito Alaphilippe a lavorare per la squadra, ha lanciato molto bene Davide Ballerini sul rettilineo finale, e per un attimo l’italiano è sembrato vicino a cogliere il terzo successo in quattro giorni. Ma il lombardo si è ritrovato il sopraggiungente Nacer Bouhanni sulla sinistra, e si è concentrato a respingerne il ritorno (accennando a chiuderlo alle transenne, ma senza la minima scorrettezza, va detto); il problema per Ballerini è che dal centro usciva fortissimo Phil Bauhaus, e il tedesco ha chiuso in bellezza precedendo tutti e regalando alla Bahrain Victorious la prima affermazione stagionale.

Secondo Ballerini, terzo Bouhanni che se l’è presa molto (ma senza motivo) con il corridore della Deceuninck, quarto Matteo Moschetti (Trek-Segafredo), che ha un po’ pagato il fatto di non aver avuto abbastanza pelo sullo stomaco sulle sgomitate dell’ultima curva, quindi a seguire si sono piazzati John Degenkolb (Lotto), Bryan Coquard (B&B Hotels p/b KTM), Matthew Walls (Bora-Hansgrohe), Niccolò Bonifazio (Total Direct Énergie), Eduard Grosu (Delko) e Alexander Kristoff (UAE Emirates).

Classifica in cassazione con Iván Ramiro Sosa che succede al connazionale Nairo Quintana nell’albo d’oro. Il 23enne della Ineos si porta a casa la maglia quadronata à la Mondrian con 18″ su Alaphilippe, 19″ su Bernal, 39″ su Wout Poels (Bahrain), 57″ su Patrick Konrad (Bora) e Bauke Mollema (Trek), 58″ su Jack Haig (Bahrain), Mauri Vansevenant (Deceuninck), Jesús Herrada (Cofidis, Solutions Crédits) e Aleksandr Vlasov (Astana), e 1’11” su Giulio Ciccone (Trek), 11esimo e primo degli italiani.

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