La Francia porta bene ad Andrea Bagioli: vittoria per distacco alla Drôme Classic

Nel 2019 i primi grandi acuti di Andrea Bagioli fuori dai confini italiani erano stati in Francia alla Ronde de l’Isard, e l’anno scorso proprio in terra francese era arrivato il primo successo da professionista del giovane talento della Deceuninck-QuickStep: oggi il non ancora 22enne valtellinese ha dimostrato un’altra volta di avere un gran feeling con il ciclismo transalpino andando a conquistare per distacco la Drôme Classic e mettendo a segno così il primo successo stagionale.

Nel gruppo principale la corsa si è accesa negli ultimi 45 chilometri con la scalata del Col de la Grande Limite che ha fatto selezione e ha spento le sperante dei fuggitivi della prima ora, Leroux, Muller, Paasschens e Paillot. Davanti è rimasto quindi un plotone di poco più di 40 unità con la Deceuninck-QuickStep in superiorità numerica ed abile a muovere le proprie pedine per marcare gli attacchi dei rivali (Barguil e Gaudu in particolare), o per obbligare le altre squadre ad esporsi e lavorare (con un’azione di Cavagna).

Nonostante questo, il gruppo di testa si è ricompattato a 15 chilometri dall’arrivo, quando mancavano ancora alcuni strappetti prima del traguardo. E proprio sull’ultima di difficoltà di giornata, il Mur d’Eurre, c’è stata la mossa decisiva: quando mancavano circa 4 chilometri Andrea Bagioli ha attaccato, ha superato di slancio il russo Vlasov che ci aveva provato poco prima e s’è involato tutto solo verso la vittoria. In poche pedalate il giovane valtellinese ha preso 15″ di vantaggio sugli inseguitori e nell’ultimo tratto ha gestito un margine che era ormai di assoluta sicurezza: è arrivata così la terza vittoria da professionista, la prima per distacco.

A 11″ la volata per la seconda posizione è stata vinta da Daryl Impey davanti a Mikkel Honoré, Julien Simon, Simon Clarke, Dorian Godon, Biniam Grmay, Cyril Gautier, Warren Barguil e Petr Vakoc. In questo gruppo abbastanza numeroso erano presenti anche gli italiani Lorenzo Rota (12°), Fabio Aru (32°), Nicola Conci (33°) e Alessandro De Marchi (35°).

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