Vuelta a Burgos, sorpresa Planckaert sul Castillo. Terzo Albanese, caduti Bernal e Adam Yates

Una prima tappa pazza alla Vuelta a Burgos: è successo di tutto nei 161 km terminati su El Castillo della città, abituale scenario della frazione di apertura. Ventagli, cadute, persino incendi a bordostrada dovuti al gran caldo e al forte vento, in quello che è per molti un importante avvicinamento verso la Vuelta a España.

A circa metà gara, in una fase di forte vento, il gruppo si spezza: davanti restano solo in dieci, ossia Matteo Trentin (UAE Team Emirates), Sep Vanmarcke e Mads Würtz Schmidt (Israel Start-Up Nation), Jhonatan Narvaez e Pavel Sivakov (Ineos Grenadiers), Daniel Oss (Bora-Hansgrohe), Alexys Brunel (Groupama-FDJ), Johan Jacobs (Movistar Team), Tobias Bayer (Alpecin-Fenix) e Sergio García (Eolo-Kometa).

Mentre prima Vanmarcke e poi García si staccano, dietro provano a lavorare diverse formazioni per ricucire la situazione. Il distacco, però, rimane aperto. A 19 km dal termine il patatrac: una caduta coinvolge, tra gli altri, Alexander Vlasov (Astana-Premier Tech), Sacha Modolo (Alpecin-Fenix) e mezza Ineos-Grenadiers. Vanno giù tanto Egan Bernal quanto Adam Yates e Daniel Martínez. Tutti ripartiti, ma la Bahrain Victorious ha continuato ad imporre un’andatura elevata al gruppo. Tanto Bernal quanto Yates abbandonano subito le velleità di curare la classifica, giungendo al traguardo con un elevato distacco rispetto al vincitore. Da capire le eventuali conseguenze, anche in vista dei prossimi appuntamenti dell’anno.

I fuggitivi vengono riassorbiti solo a 3600 metri dal termine, prima del secondo e conclusivo transito sullo strappo di arrivo. Il Team DSM, che lavora per Romain Bardet, trascina il ristretto plotone di testa nell’ultimo km, lì dove inizia la salita detta di San Miguel che porta al castello della città di Burgos. Sono in cinque a giocarsi la vittoria: sembra potercela fare Gonzalo Serrano ma a sorpresa lo spagnolo del Movistar Team viene rimontato e superato negli ultimi metri, anche con un spalla a spalla nei limiti del regolamento, da Edward Planckaert.

Il belga della Alpecin-Fenix conquista a sorpresa la prima affermazione della carriera, in un arrivo “nobile” del ciclismo iberico – tra i vincitori degli ultimi dieci anni figurano Joaquim Rodríguez, Mikel Landa e Giacomo Nizzolo. Detto del secondo posto di Serrano, c’è da segnalare l’ottima terza piazza a 1″ di Vincenzo Albanese: per il campano della Eolo-Kometa una delle migliori prove da quando è passato professionista.

Stesso ritardo dell’azzurro anche per il colombiano Santiago Buitrago (Bahrain Victorious), quindi a 3″ è giunto Romain Bardet (Team DSM), a 9″ Robert Stannard (BikeExchange), Miguel Eduardo Flórez (Team Arkéa Samsic), Jetse Bol (Burgos-BH), Mikel Landa (Bahrain Victorious) e Kévin Ledanois (Team Arkéa Samsic).

Ritardo di 13″, fra gli altri, per Fabio Aru e Simon Yates, di 18″ per Mark Padun, di 20″ per Pavel Sivakov, di 22″ per Domenico Pozzovivo e di 46″ per Hugh Carthy. Domani tappa ondulata da Tardajos a Briviesca di 175 km, con l’ultimo strappo di circa 2 km al 5% a 8 km dall’arrivo.

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