Jasper Philipsen festeggia alla Vuelta 2021 © A.S.O.
Jasper Philipsen festeggia alla Vuelta 2021 © A.S.O.

Philipsen svolazza ancora, Elissonde si colora di rosso

Tappa interlocutoria alla Vuelta, allo sprint il belga batte Jakobsen e Dainese, Minali ottavo. Una caduta toglie a Taaramäe il primato in classifica che viene ereditato dal francese

Un’altra giornata interlocutoria alla Vuelta, un altro finale segnato da una caduta che ha condotto al cambio di maglia rossa, un’altra volata e un’altra vittoria, la seconda nella corsa, per Jasper Philipsen. Il 23enne di Mol (dice niente questa località?) ha battuto nuovamente colui che in queste prime tappe si è imposto come il suo primo rivale, quel Fabio Jakobsen a segno ieri, mentre continua a non marcare risultati Arnaud Démare, che pure sulla carta doveva essere il più forte della categoria. Per Philipsen è la sesta affermazione stagionale, per la sua Alpecin addirittura la 24esima, uno score (destinato a crescere ancora) che la dice lunga sulla bontà della rosa del team caratterizzato da Mathieu Van der Poel ma composto da tanti altri giovani di valore.

In testa alla classifica si è installato Kenny Elissonde, 30enne francese che ha nella Vuelta la corsa d’elezione: qui ottenne otto anni fa una delle due vittorie in una carriera che alle origini prometteva qualcosa di ottimo ma che poi strada facendo si è evoluta in un gregariato di alto livello; anche quest’anno è partito per lavorare per un capitano (Giulio Ciccone nel caso), poi la fuga verso il Picón Blanco l’ha proiettato nei quartieri altissimi della generale, e la caduta che oggi ha coinvolto tra gli altri Rein Taaramäe ha fatto il resto. Un piccolo premio per il piccolo scalatore di Longjumeau, un riconoscimento alla carriera da gustarsi a fondo oggi, prima di rimettersi a lavorare sodo da domani.

Non solo la Tarancón-Albacete, coi suoi 184.4 km di totale piattezza altimetrica, rappresentava una delle frazioni più facili (stavamo per scrivere “insulse”) della Vuelta a España 2021, ma pure lo sviluppo planimetrico concorreva a renderla completamente anonima, coi suoi interminabili rettilinei. Una quinta tappa che aveva un destino già scritto, ovvero fuga di pochi comprimari prima del volatone finale.

Per quanto riguardava il primo aspetto, i timbratori del cartellino oggi sono stati Pelayo Sánchez (Burgos-BH), Oier Laskano (Caja Rural-Seguros RGA) e Xabier Mikel Azparren (Euskaltel-Euskadi), partiti come di prammatica al km 1 in rappresentanza – anche qui prammatica – delle tre formazioni Professional spagnole. Vantaggio arrivato a 7′ al km 50, poi il consueto progressivo lavoro delle formazioni dei velocisti ha cominciato a limare e poi direttamente abbattere quel distacco.

Fino allo sprint intermedio di La Roda, vinto da Lazkano e con Jasper Philipsen (Alpecin-Fenix) a precedere Arnaud Démare (Groupama-FDJ) in gruppo, davvero nulla nulla da segnalare. Superata la località ai -53, e col vantaggio dei tre di testa ridotto ormai a 2′, c’era una netta svolta a destra: per una ventina di chilometri si sarebbe proceduti dritti in direzione sud, e qui il vento – già presente fin lì ma orientativamente in direzione contraria – è stato incrociato di traverso, da sinistra verso destra rispetto alla sede stradale, e pure abbastanza sostenuto. Quindi terreno ideale per piazzare dei ventagli potenzialmente devastanti, di sicuro divertenti. Ma tanta era la placidità introiettata sin lì dalla carovana che nessuno ha continuato a fare nulla e si è giunti alla fine del tratto nella stessa situazione di partenza.

Ripresa la strada principale verso Albacete, non rimaneva, a noi poveri notai, che segnare il chilometro in cui la fuga sarebbe stata annullata. Ai -34 Sánchez si era già staccato dagli altri due, e Laskano e Azparren son rimasti a giocarsi il titolo di combattivo di giornata fino ai -21, quando il corridore della Euskaltel ha finito le gambe per star dietro al connazionale, il quale a sua volta è stato raggiunto dal gruppo a 15 km dalla conclusione.

Ai -12 l’immancabile: caduta a centro gruppo intorno alla ventesima posizione e reazione a catena che ha bloccato di fatto tutto il resto del gruppo, coi primi (a cui son riusciti ad accodarsi un po’ di corridori che avevano dribblato il capitombolone) che a quel punto ovviamente hanno tirato dritto, senza aspettare più nessuno. Pur nell’assenza di gravi conseguenze, tra i peggio conciati è risultato essere Romain Bardet (DSM), rimasto a lungo a terra, soccorso dal suo staff; anche la maglia rossa Rein Taaramäe (Intermarché-Wanty), tra i primi ad andar giù, è rimasta attardata. Un secondo gruppetto di circa 20 uomini, comprendente mezza Movistar, è riuscito a rientrare sui primi ai -8, invece il buon Rein, malgrado ci abbia tentato con tutto se stesso, non ce l’ha fatta a chiudere un gap di oltre un minuto, destinato anzi ad ampliarsi ulteriormente.

La Alpecin ha impostato la volata fino ai -2, quando gli UAE-Emirates hanno preso la testa del gruppo, tenuta fin quasi al triangolo rosso dell’ultimo chilometro, laddove sono stati i Deceuninck-Quick Step a intervenire, per lasciare poi spazio di nuovo agli Alpecin che oggi, a differenza di ieri, hanno ben lanciato Philipsen, facendo di necessità virtù con un solo uomo a lavorare per il velocista belga. Jasper aveva alla ruota Alberto Dainese (DSM), che per un attimo ha sperato di superare l’avversario, partito piuttosto lungo già ai 200 metri. Ma non c’è stato verso di sopravanzare il fiammingo, e anzi l’italiano ha pure subìto il ritorno di Fabio Jakobsen (Deceuninck), andato a prendersi il secondo posto (non sufficiente per difendere la maglia verde dall’assalto dello stesso Philipsen). A Dainese resta comunque il primo podio in un grande giro, risultato certamente non disprezzabile.

Quarto posto per Juan Sebastián Molano (UAE) davanti a Piet Allegaert (Cofidis, Solutions Crédits), Jon Aberasturi (Caja Rural), Jordi Meeus (Bora-Hansgrohe), Riccardo Milani (Intermarché), Reinardt Janse Van Rensburg (Qhubeka NextHash) e, solo decimo, Démare. Taaramäe ha chiuso a 2’21”, Bardet addirittura a 10′.

La classifica generale, che altrimenti sarebbe rimasta identica per il terzo giorno consecutivo, cambia così dopo la caduta: Kenny Elissonde (Trek-Segafredo) precede di 5″ Primoz Roglic (Jumbo-Visma), di 10″ Lilian Calméjane (AG2R Citroën), di 20″ Enric Mas (Movistar); seguono altri due Movistar, a 26″ Miguel Ángel López e a 32″ Alejandro Valverde, e sempre a 32″ troviamo Giulio Ciccone (Trek) ed Egan Bernal (Ineos Grenadiers), con Mikel Landa (Bahrain-Victorious) nono a 44″ e il suo compagno Gino Mäder decimo a 45″; appena fuori dalla top ten Aleksandr Vlasov (Astana-Premier Tech) a 48″, Fabio Aru (Qhubeka NextHash) a 49″, Damiano Caruso (Bahrain) a 55″ e Adam Yates (Ineos) a 56″. Domani le cose cambieranno ulteriormente: la sesta tappa sarà la Requena-Alto de la Montaña de Cullera, 158.3 km che nella quasi interezza saranno pleonastici, se non che gli ultimi due saranno su un muro che ha pendenze anche in doppia cifra, per cui largo all’esplosività e scudi alzati per i corridori con motori più diesel. Non si scriverà la storia della Vuelta 2021 ma gli inevitabili buchi che ci saranno ridisegneranno diverse posizioni.

Archivio

La vignetta di Pellegrini

Versione stampabile