Matteo Sobrero, Marta Cavalli, Elisa Longo Borghini, Andrea De Marchi, Filippo Ganna ed Elena Cecchini, Campioni Europei 2021 della Mixed Relay © FCI
Matteo Sobrero, Marta Cavalli, Elisa Longo Borghini, Andrea De Marchi, Filippo Ganna ed Elena Cecchini, Campioni Europei 2021 della Mixed Relay © FCI

3+3 italiani andarono a Trento tutti e 3+3 trottando

Successo azzurro nella Mixed Relay, De Marchi-Ganna-Sobrero fanno il tempo, Cavalli-Cecchini-Longo Borghini lo difendono: arriva così il titolo Europeo in Trentino, battute Germania e Olanda. Top ten italiane nelle due crono juniores

Dopo due tentativi andati non a vuoto ma a podio, l’Italia oggi ha conquistato l’ultima invenzione del ciclismo in tema di cronosquadre: la mixed relay, ovvero la staffetta maschile-femminile, tre uomini e tre donne a darsi il cambio in due frazioni della medesima lunghezza. Una gara che “si farà”, nel senso che ha tutto per diventare molto seguita in futuro, per il momento è ai primi vagiti e oggi in quel di Trento, sede dei Campionati Europei su strada 2021, ha regalato una medaglia d’oro alla nazionale azzurra. Coi pezzi grossi che possiamo schierare nella specialità, sia fronte maschile che femminile, era nell’ordine delle cose che l’Italia potesse prima o poi conquistare degli allori in questa fase storica: si parte dall’Europeo, magari si andrà anche oltre.

Oggi sui 44.8 km della prova trentina, giro da 22.4 da ripetere due volte, una per i terzetti maschili e una per quelli femminili, gli azzurri si sono imposti con il tempo finale di 51’59”, precedendo di 21″ i campioni uscenti della Germania e di 26″ i soliti spauracchi dell’Olanda. Quarti a partire tra gli 8 team partecipanti, i Paesi Bassi (Koen Bouwman, Bauke Mollema e Jos Van Emden tra gli uomini, Floortje Mackaij, Amy Pieters e Demi Vollering tra le donne) hanno siglato il primo tempo importante con 52’25”, superando Austria, Russia e Polonia che avevano concluso prima di loro.

Non esaltante la prova dell’Ucraina, la Francia è riuscita ad avvicinare l’Olanda girando a 7″ a metà gara (24’37” per gli oranje, 24’44” per Bruno Armirail, Alexis Gougeard e Benjamin Thomas), ma poi il terzetto femminile (Coralie Demay, Eugénie Duval e Gladys Verhulst) ha perso quasi un minuto sui secondi 22.4 km e per i bleus il ritardo totale è stato di 1’02”. Il meglio sarebbe venuto di lì a poco: l’Italia ha dominato la prima metà gara col tempo di 24’11” firmato da Alessandro De Marchi (che nel finale si è staccato, tanto il tempo viene preso sul secondo), Filippo Ganna e Matteo Sobrero. Quest’ultimo se la sbadigliava della bella mentre attendeva di prendere il via, ma erano sbadigli di fame, non di sonno; e di fame di vittoria, più che altro.

Elisa Longo Borghini, Marta Cavalli ed Elena Cecchini hanno poi tenuto benissimo, fissando un tempo simile a quello delle altre favorite, e quindi conservando sostanzialmente il vantaggio accumulato dagli uomini: 27’48” per loro contro il 27’47” delle olandesi, e la somma (che fa il totale) porta ai citati 51’59”.

Dopo gli azzurri restavano in gara solo i tedeschi. Tra gli uomini Miguel Heidemann, Max Walscheid e Justin Wolf hanno girato con l’identico tempo degli olandesi, 24’37”, quindi anche loro con 26″ di ritardo dall’Italia; le donne, Tanja Erath, Mieke Kröger e Corinna Lechner, sono state addirittura le migliori col loro 27’42” (5″ in meno rispetto alle olandesi, 6″ rispetto alle italiane), ma evidentemente il loro recupero non è stato sufficiente per colmare il gap rispetto alla nazionale di Cassani-Salvoldi-Villa.

Riepilogone: 51’59” per l’Italia, 52’20” per la Germania, 52’25” per l’Olanda, 53’27” per la Francia, a 1’28” da Ganna e soci. Ordine d’arrivo completato dall’Austria a 3’24”, la Russia e l’Ucraina a 3’35” e la Polonia a 3’53”.

Nelle prove Juniores l’Italia colleziona due top ten: il 18enne Samuele Bonetto ha chiuso al quinto posto la prova maschile, completando i 22.4 km previsti con un ritardo di 43″ rispetto al vincitore, il belga Alec Segaert; secondo posto per l’altro belga, il promettentissimo Cian Uijtdebroeks, a soli 5″ dal primo; podio completato dal francese Eddy Le Huitouze a 40″ davanti all’irlandese Darren Rafferty a 42″. Nella top ten anche il norvegese Per Strand Gagenes a 50″, il polacco Kacper Gieryk a 52″, il tedesco Emil Herzog a 55″, il polacco Mateusz Gajdulewicz a 1’05” e il tedesco Moritz Kärsten a 1’08”. 24esimo posto a 2′ per l’altro italiano in gara, Alessandro Romele.

La gara femminile, sempre sui 22.4 km, è stata conquistata dalla russa Alena Ivanchenko che ha preceduto di 32″ la tedesca Antonia Niedermaier, di 53″ e 1’01” le due olandesi Elise Uijen e Anna Van der Meiden; poi un buco, e a 2’08” troviamo la finlandese Anniina Anthosalo e la francese Eglantine Rayer, a 2’11” la tedesca Selma Lantzsch, a 2’24” la ceca Eliska Kvasnickova e l’azzurra Carlotta Cipressi, che segna nel palmarès un nono posto. Al decimo l’altra finlandese Wilma Aintila a 2’45”; 22esima a 3’14” la seconda italiana, Francesca Barale.

Domani si disputeranno quattro cronometro, le due degli Under 23, quella delle donne Élite e quella dei professionisti. Il percorso sarà lo stesso di oggi e uguale per tutte le categorie, che si misureranno dunque sui più volte evocati 22.4 km. Alle 9.15 toccherà alle Under 23 (per l’Italia Vittoria Guazzini ed Elena Pirrone in gara, occhio alla bicampionessa uscente, la tedesca Hannah Ludwig), alle 10.45 vedremo le Élite (Vittoria Bussi ed Elena Cecchini, qui la vincitrice del 2020 – Anna Van der Breggen – non ci sarà, ma in compenso non manca la sua connazionale Ellen Van Dijk, che negli anni precedenti aveva vinto le prime quattro edizioni della prova); poi alle 14.15 spazio agli Under 23 (con gli azzurri Filippo Baroncini – atteso a una buona prova – e Luca Coati e un’attenzione particolare per lo spagnolo Juan Ayuso, in assenza del norvegese Andreas Leknessund, campione uscente), e infine alle 16 ai Professionisti: qui tutti i riflettori saranno su Filippo Ganna, che difenderà i colori azzurri insieme a Edoardo Affini (bronzo 2019), e che inseguirà quel titolo che ancora gli manca: a contenderglielo, la Svizzera (Stefan Küng è il vincitore del 2020, ma Stefan Bissegger lo buttiamo via?), il belga Remco Evenepoel campione nel 2019, il francese Rémi Cavagna che l’anno scorso fu secondo, il danese Kasper Asgreen (anche per lui un argento nel palmarès), il portoghese João Almeida e, noblesse oblige, lo sloveno Tadej Pogacar.

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