Per Stefan Küng secondo titolo europeo a cronometro di fila © SwissCycles.com
Per Stefan Küng secondo titolo europeo a cronometro di fila © SwissCycles.com

Ganna, l’oro scappa via sulle ruote di Stefan Küng

Lo svizzero si conferma campione europeo contro il tempo, 8″ il vantaggio su Filippo. Remco Evenepoel si prende il terzo gradino del podio, sesto posto per il bravo Edoardo Affini. Tra gli U23 oro al danese Price-Pejtersen

Non arriva il successo che mancava a Filippo Ganna (e all’intera nazionale italiana), quello nella cronometro degli Europei. E sì che Pippo ci è andato vicino, ma ha sbattuto contro uno Stefan Küng di troppo, capace di precedere di 8″ il verbanese e di confermarsi quindi capofila delle crono continentali: nel 2020 aveva battuto Rémi Cavagna e Victor Campenaerts, oggi fa accomodare ai suoi lati sul podio Ganna appunto e Remco Evenepoel, altro pezzo da 90 di una prova che è stata davvero di alto livello. Ganna riproverà magari l’anno prossimo a vincere la crono degli Europei, quanto all’Italia nel complesso si porta a casa oggi un oro, un argento e un bronzo: Vittoria Guazzini ed Elena Pirrone (prima e terza nella crono Under 23) e Ganna rimpinguano un medagliere nel quale già da ieri la nazionale azzurra spiccava grazie al successo nella Mixed Relay.

Il primo big a prendere il via da Trento è stato il danese Kasper Asgreen, partito per secondo nella prova di 22.4 km (come tutte le altre crono individuali di questo Europeo trentino) e autore di un tempo di 25’21” al traguardo. Un crono buono ma non ottimo, destinato a essere superato diverse volte. La prima è toccata a Edoardo Affini: nonostante sia stato un po’ ostacolato nel finale dal tedesco Miguel Heidemann che gli era davanti, il “secondo uomo” dell’Italia ha migliorato di 13″ il tempo di Asgreen, ma il suo 25’08” è durato al primo posto meno di un attimo, dato che Stefan Bissegger, partito tre minuti dopo il mantovano, l’ha superato di 16″: 24’52” per l’elvetico, che così si candidava a una medaglia.

L’olandese Jos Van Emden si è infilato al quarto posto provvisorio (a 55″ da Bissegger), superato poi dal polacco Maciej Bodnar (a 42″), mentre trascurabile è stata la prestazione di un altro uomo molto atteso come il portoghese João Almeida; con la partenza del tedesco Max Walscheid si è entrati nel sestetto finale, destinato a giocarsi più di una medaglia, in rapida sequenza hanno preso il via lo sloveno Tadej Pogacar, l’italiano Filippo Ganna, il belga Remco Evenepoel, il francese Rémi Cavagna e il campione uscente, lo svizzero Stefan Küng.

La brevità della prova ci suggerisce di andare direttamente a riportare i tempi del rilevamento intermedio posto dopo 10.5 km: qui Ganna ha stampato il miglior tempo in 12’21”, avvicinat(issim)o da Remco (12’23”), con Küng al terzo posto con 12’25” e Bissegger quarto a 13″ da Filippo. Cavagna e Walscheid, sesto e settimo (alle spalle anche di Affini quinto), pagavano 26″, Pogacar addirittura 34″, e questo fatto poneva le premesse affinché nel finale della prova Ganna riuscisse a raggiungere il vincitore degli ultimi due Tour de France. Detto fatto, il verbanese ha superato Tadej a 5 km dalla fine, dopo averlo “usato” per un po’ come utile punto di riferimento.

Walscheid ha chiuso la sua prova al secondo posto provvisorio, scalzando di pochi centesimi di secondo Affini; ma tutti erano in attesa dell’arrivo di Ganna, che ha chiuso al primo posto come previsto: 24’37” il suo tempo, 15″ il vantaggio su Bissegger. Pogacar ha ottenuto solo un nono posto provvisorio a 1’13” da Pippo, e subito dopo è arrivato Evenepoel, che era il principale spauracchio dell’azzurro: il giovane fiammingo ha pagato qualche secondo nella seconda parte della crono, e per lui si sono contati 7″ di ritardo rispetto all’italiano.

Ma restava l’ultimo ostacolo: quello destinato a rivelarsi il peggiore per Ganna, Stefan Küng. Il rossocrociato è stato autore di dieci chilometri finali da urlo, ha guadagnato su tutti e ovviamente anche su Filippo, ed è andato a terminare la prova con 8″ di vantaggio sull’italiano, relegato al secondo posto in una gara che continua così a sfuggire ai nostri colori.

Küng si conferma campione europeo col tempo di 24’30” con 8″ su Ganna, 15″ su Evenepoel, 23″ su Bissegger, 38″ su Walscheid, 39″ su Affini (sesto), 52″ su Asgreen, 1’04” su Bodnar, 1’06” su Cavagna e 1’17” su Almeida. Pogacar ha chiuso al 12esimo posto a 1’21” dallo svizzero.

In precedenza si era svolta la prova degli Under 23 (sempre sui consueti 22.4 km) e a vincere era statoil danese Johan Price-Pejtersen con 33″ sul norvegese Søren Wærenskjold, 34″ sull’olandese Daan Hoole, 38″ sul tedesco Michel Hessmann, 41″ sul russo Lev Gonov, 44″ sullo spagnolo Raúl García Pierna, 49″ su Filippo Baroncini (settimo e migliore degli italiani), 55″ sullo svizzero Alexandre Balmer, 59″ sul belga Lennert Van Eetvelt e 1’03” sul tedesco Maurice Ballerstedt. 20esimo posto a 1’48” per l’altro azzurro Luca Coati.

Domani comincia il programma delle gare in linea, si parte alle 9 con la prova degli Juniores (Ludovico Crescioli, Manuel Oioli, Giulio Pellizzari, Alessandro Pinarello, Alessandro Romele ed Edoardo Zamperini i sei azzurri impegnati), si prosegue alle 13.50 con le Juniores (per l’Italia in gara Francesca Barale, Monica Castagna, Matilde Ceriello, Eleonora Ciabocco, Carlotta Cipressi e Francesca Pellegrini) e si completa l’opera alle 16.30 con le Under 23 (il sestetto azzurro sarà composto da Camilla Alessio, Giorgia Bariani, Vittoria Guazzini, Barbara Malcotti, Gaia Realini e Silvia Zanardi). Il percorso consta di un circuito di 14.8 km con partenza e arrivo a Piazza del Duomo a Trento: 8 giri per gli Juniores (totale 118.4 km), 5 per le Juniores (74 km) e 6 per le Under (88.8 km).

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