Wout Van Aert e Mathieu Van der Poel sul tracciato di Dendermonde © Team Jumbo-Visma
Wout Van Aert e Mathieu Van der Poel sul tracciato di Dendermonde © Team Jumbo-Visma

Wout si aggiudica il primo round con Mathieu

A Dendermonde (Coppa del Mondo) Van der Poel, all’esordio nella stagione del cross, trova in Van Aert un avversario insuperabile: e la sfida riparte! Tra le donne ennesima perla di Lucinda Brand

L’essenza del ciclocross da qualche anno a questa parte non si identifica solo più con il fango, la sabbia e la varietà di percorsi, ma soprattutto nel duello eterno tra Mathieu van der Poel e Wout van Aert. Gli equilibri tra i due nel corso degli anni sono cambiati e non si è mai arrivati ad una situazione stabile, con un rapporto di forza chiaro, vuoi per infortuni vari, sfortune o semplici dinamiche di corsa. Quel che è emerso in queste stagioni però, è che il campione del mondo, a conti fatti, si è dimostrato superiore al belga, unico in grado di batterlo con continuità e anche nelle sconfitte di rendergli la vita difficile (fanno eccezione il 2018-2019, inverno pessimo per Van Aert e il 2019-2020, saltato quasi interamente dal RollingStone di Herentals a causa della terribile caduta del Tour).

Come detto, però, la partita non si è mai chiusa definitivamente e oggi a Dendermonde è iniziato un nuovo capitolo di questa saga oramai centrale nel mondo del ciclismo e dello sport intero. Il contesto natalizio per il primo scontro tra i due dominatori della disciplina è singolare, mai infatti, con l’eccezione del 2019, quando però non ci fu lo spazio per vedere un po’ di battaglia, i duellanti si erano incontrati a stagione così inoltrata. Da adesso in avanti dovremmo abituarci a questa situazione, perché la strada ha assunto un’importanza superiore al cross nelle loro carriere, che tenderanno ad essere sempre più avare di apparizioni invernali, ma speriamo non del tutto orfane.

La località belga, nonostante le difficoltà legate alla pandemia, ha fatto di tutto per ospitare questa prova di Coppa del Mondo, ben consapevole del significato simbolico (e non solo) di quest’ultima. Percorso rinnovato, invertito il senso di marcia e inserite svariate novità tecniche: una contropendenza, qualche discesa (una delle quali sulla sabbia), due scalinate e muri da percorrere a piedi, oltre al washboard, un tratto ondulato su collinette artificiali.

L’intero programma, gare giovanili comprese, è rimasto in piedi e la giornata è iniziata con la prova, terza di Coppa, riservata agli juniores. Un quintetto composto da De Moyer, Vandenberghe, Lesueur, Smith e Haverdings saluta la compagnia già nel primo giro. Alle loro spalle Askey, Ceulemans e tanti altri, tra cui Dockx (il campione europeo sta calando in questo periodo), Corsus e Christen. Nella seconda tornata il leader della generale nonché dominatore incontrastato dell’inverno mantiene il ritmo del primo giro, mentre i quattro che erano con lui rallentano sensibilmente. Haverdings trionfa con 45″ di vantaggio su Smith e il primo anno Vandenberghe, quarto il francese Lesueur e quinto l’altro belga De Moyer. Da segnalare le rimonte di Corsus (ottavo), che anche a Namur era risalito nel finale e Christen (nono). Prestazione che dà fiducia allo svizzero per un gran mese di gennaio.

Tra le donne Zoe Backstedt conferma di essere una fuori categoria, regalando palate di minuti a tutte, partendo dall’eterna seconda Leonie Bentveld. Sul podio anche la 2005 Van Sinaey, già piazzata a Tabor e all’Europeo; forse il Belgio, dopo tanto tempo, ha trovato una ragazza davvero competitiva. Venturelli e Corvi protagoniste nei primi minuti, concludono con un’altra top ten: ottava e nona, rispettivamente. Prova U23 con un favorito netto: il campione del mondo Pim Ronhaar, uno dei crossisti che meglio si trova nei percorsi duri e fangosi. Il neerlandese del team Baloise è consapevole della propria forza e nei primi giri si scatena, con il solo Hendrikx (leader di CDM) a opporre resistenza. Dopo pochi minuti fa capolino davanti Cameron Mason, attardato nelle prime battute di corsa, ma poi risalito ad un ritmo insostenibile per tutti. Anche il britannico, infatti, è uno che predilige i percorsi duri, come questo, Namur, Overijse o il Koppenbergcross, per nominarne alcuni. Nemmeno l’iridato riesce a seguire lo scatenato alfiere della Trinity, che coglie finalmente una vittoria di peso. Terzo, dietro a Ronhaar (37″), è Mees Hendrikx, a 47″, il quale mantiene la leadership nella generale per appena 2 punti sul campione del mondo e 4 su Mason. Ottimo quarto posto per Wyseure, quinto l’onnipresente Verstrynge e sesto il promettente Jente Michels. Solo nono il campione europeo Kamp, al rientro dopo un mese di pausa. Decimo Thibau Nys, che può sfruttare questa buona prova per iniziare a rilanciarsi verso l’importante mese di gennaio.

Tra le donne, dietro alla dominatrice Brand, quasi scontata vincitrice della giornata, ci si attendeva una lotta molto aperta, con svariati nomi a giocarsi secondo e terzo posto: su tutti Van Anrooij, atleta potentissima, Honsinger, seconda nel 2020 e adattissima ai percorsi lenti, la campionissima Vos e la solita Denise Betsema, intenta a non perdere troppo terreno da Lucinda in classifica. Presenti anche Vas, Van Empel, Pieterse, Kastelijn e Alvarado, manca per scelta Annemarie Worst. Ottima la partenza delle due più veloci del gruppo, Van Empel e Vos, tutte le big a ruota, Honsinger indietro ma meno di altre volte.

Nella prima tornata guidano Denise, Ceylin, Shirin e Marianne, accompagnate da Manon Bakker, non ancora tornata ai livelli passati. Nella seconda tornata Betsema tira il collo alle rivali, Brand, Vas e Cant rientrano sulla testa e la campionessa americana si avvicina con il suo solito passo incessante. Sfruttando i tanti tratti da affrontare a piedi, dei quali lei è maestra, Lucinda guadagna il comando prima del secondo passaggio sulla linea d’arrivo, marcata da Pieterse, Bakker, Betsema, Vas, Vos, Van Anrooij e Cant. Poco più dietro transitano Honsinger e Van Empel, che vedono il drappello davanti a loro più vicino che mai. Scioltasi nell’azione di spingere in bici sul fango che inizialmente l’aveva vista un filo in difficoltà, Brand prende e saluta tutte definitivamente.

Provano a resisterle Denise e Puck, con la campionessa ungherese che invece detta il ritmo delle altre, seminandole però dopo pochi minuti. Solo Clara riprende quest’ultima e la sorpassa nel corso del quarto giro e poco dopo Blanka è vittima di un problema meccanico che la spinge fuori dalla top five, alle spalle di Van Anrooij, Cant (finalmente una prestazione degna di nota da parte sua) e Vos. All’ultimo giro le posizioni sono quasi del tutto definite: Honsinger ha ripreso e staccato sia Betsema che Pieterse, accoppiate in terza e quarta piazza, mentre Marianne e Shirin hanno isolato Sanne e Vas. Calate sensibilmente col passare dei minuti Alvarado e Bakker, ora in compagnia di Van Empel.

Brand gestisce magistralmente il margine sulla statunitense e vince per l’undicesima volta in stagione. Honsinger, davvero straordinaria quando i cross si mettono sui binari della potenza pura, è seconda a 4″, completa il podio Betsema (36″) che nella generale ora paga 38 punti all’iridata. Finale al fulmicotone per Van Anrooij, privata del quarto posto solo da una stoica e mai doma Vos; sesta piazza per Pieterse, mai uscita in stagione dalla top ten. Settima posizione che vale oro per la campionessa belga Sanne Cant, la quale precede Vas, non del tutto recuperata dopo la pausa pre-natalizia, Alvarado (buona prova per lei, alla luce della situazione fisica in cui si trova che la costringe ad andare avanti con alti, pochi e bassi, molti) e Bakker. Ancora una volta le migliori italiane sono della Valcar: Lechner sedicesima e Persico diciassettesima.

Arriviamo quindi al piatto prelibato della giornata: la prova maschile élite, condita dall’esordio di Van der Poel e dalla prima sfida tra i big three, come sono stati rinominati, forse con troppa fretta, Pidcock, Van Aert e lo stesso campione del mondo. Favorito è il campione nazionale belga, sempre a suo agio su terreni pesanti, anche se rispetto alla passata stagione la tracciatura ha reso questa tappa un po’ più tecnica e meno basata sulla potenza, che però rimane l’elemento più importante. TP e WVA partono in seconda fila, MVDP in terza. Nonostante ciò il migliore in partenza è proprio quest’ultimo, che dopo il primo rettilineo è subito alle spalle di Aerts, altro specialista di queste condizioni, Hermans, Baestaens, Iserbyt e Vanthourenhout.

Non brillantissimo, probabilmente a causa del training camp appena terminato, Van Aert, mentre Pidcock paga come spesso succede lo start. Toon non si fa problemi di alcun tipo e stacca tutti gli inseguitori, mentre Tom e Wout cercano di rimontare e avvicinarsi al campione del mondo, che appena prima della fine del primo giro si riporta sul battistrada. A guidare gli inseguitori proprio WVA, seguito dal leader di Coppa, da Hermans e dal vincitore di Namur. Il britannico veleggia attorno all’ottavo posto, ammettendo la propria inferiorità sui percorsi fangosi. La seconda tornata è quella del ricongiungimento tra i due davanti e Wout, che nel terzo giro pare avviarsi verso una vittoria solitaria grazie al suo ritmo gara. Vanthourenhout ed Hermans vengono lasciati al loro destino e si giocano le due piazze restanti in top five.

La reazione di Van der Poel non si fa attendere e arriva puntualmente prima di metà gara, quando il neerlandese ha già chiuso il buco sul rivale di sempre. Superata la mezz’ora, nel corso del quinto round, Van Aert tira fuori gli artigli e piazza il giro veloce, distanziando nettamente MVDP ed Aerts. Da lì in avanti Wout continua ad aumentare il proprio vantaggio e Mathieu deve limitarsi a contenere la rimonta di Toon, proprio come nel 2020. Tra tratti a piedi in cui vola e quelli fangosi in cui sguazza, WVA arriva al traguardo con 49″ di vantaggio su Van der Poel, il quale può ugualmente ritenersi soddisfatto visto che alla prima apparizione della stagione e su un percorso che non gli strizza di certo l’occhio, ha limitato i danni. Sul terzo gradino del podio quel Toon Aerts che senza i magnifici due soffre terribilmente e non riesce per questo quasi mai ad affermarsi su un crossista meno potente come Iserbyt, anche quando i percorsi glielo consentirebbero (Besançon docet). Altro piazzamento di rilievo per Vanthourenhout, quarto a 1’52”, Hermans è quinto a più di due minuti dal vincitore. Seguono un altro amante del fango come Van Kessel e la delusione della stagione Laurens Sweeck. Ottavo Pidcock, atteso su tracciati più idonei al suo fisico e nono il leader di Coppa Iserbyt, il quale ha salvato la gamba in vista di domani; a Zolder si giocherà, contro Aerts, una grossa fetta del Superprestige e considerato il vantaggio che ha nella generale (85 punti ora su Vanthourenhout) ha scelto di non sfinirsi. Chiude la top ten Lars van der Haar.

Domani l’appuntamento con la sesta tappa del SP, nel famosissimo circuito di Heusden-Zolder, molto più veloce e filante rispetto a quello odierno, che dovrebbe favorire lo spettacolo di una sfida alla pari tra Van Aert e Van der Poel.

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