Wout Van Aert impegnato nel campionato nazionale di Middelkerke © Team Jumbo-Visma
Wout Van Aert impegnato nel campionato nazionale di Middelkerke © Team Jumbo-Visma

Van Aert e Cant, il Belgio non conosce altri orizzonti

Wout si laurea campione nazionale a Middelkerke su Sweeck e Hermans. Tredicesimo titolo consecutivo per Sanne!

Nel fine settimana dei campionati nazionali di ciclocross spicca sicuramente quello che in patria viene chiamato Belgisch kampioenschap (BK), ovvero il campionato belga. La rassegna che assegna il driekleur, il tricolore nero, giallo e rosso, cioè le tinte della bandiera belga, è da sempre la più prestigiosa, perché si svolge nella patria della disciplina, che attualmente ospita la maggior parte delle più importanti gare stagionali. Mentre in campo maschile il dominio belga è rimasto intatto nel corso degli anni, al femminile il ruolo di nazione faro spetta ai Paesi Bassi, con il Belgio che nell’ultimo decennio si è dovuto affidare quasi esclusivamente al talento di Sanne Cant.

In questo 2022 è la città di Middelkerke ad ospitare il BK (qui nel mese di giugno si svolgeranno anche le prove su strada), più precisamente il dominio militare di Lombardsijde, affacciato sul mare del Nord. Il percorso si snoda tra le colline e le dune della località, dando vita ad un tracciato esigente sia dal punto di vista tecnico che da quello puramente atletico. Nonostante il segmento sulla spiaggia non sia estremamente lungo, la sabbia è presente nella maggior parte del circuito, creando continue difficoltà ai crossisti, i quali si trovano di fronte ad un vero e proprio sand-cross. Non mancano i lunghi rettilinei, molti dei quali in asfalto, a favorire chi fa della potenza la propria arma principale. Poco prima del passaggio ai box posizionato un pezzo in pavé, tanto messo in luce dall’organizzazione quanto inutile ai fini del risultato.

A Van Sinaey e Urkens le gare juniores
Il sabato si parte con le prove junior (femminile e maschile) e le condizioni atmosferiche rendono la conquista del tricolore una lotta ancor più dura del prevedibile: pioggia e vento rallentano e bloccano l’azione delle giovani promesse, appesantendone l’azione. Nonostante ciò, il pronostico viene pienamente rispettato al femminile, con la vittoria della primo anno Xaydee Van Sinaey, speranza belga per un futuro radioso che domina la gara. In campo maschile tutti gli occhi sono puntati sul campione europeo Aaron Dockx, ma le sue ultime prestazioni non del tutto brillanti e la presenza di una concorrenza agguerritissima guidata da De Moyer, Vandenberghe e soprattutto da Corsus e Ceulemans rendono il pronostico molto aperto.

La partenza migliore è dell’atleta targato Tormans (De Moyer), marcato dai due Pauwels (Vandenberghe e Corsus). Dockx è vittima di un piccolo problema allo start che lo costringe ad uno sforzo extra per rientrare sulla testa della corsa appena prima del segmento sulla spiaggia. Le difficoltà del leader con la sabbia vengono a galla, consentendo ad un lesto Corsus di guadagnare una decina di secondi di vantaggio. Vandenberghe prende in mano la situazione e tenta di ricucire sul compagno, la cui cavalcata risulta però semplicemente infermabile. Corsus è il migliore sulla sabbia e rimane in bici in tratti in cui tutti gli altri sono costretti a scendere a piedi, non commette neanche un errore e la sua andatura nei rettilinei asfaltati è sicura e costante.

Nel secondo giro Dockx si produce in un allungo per rientrare sulla testa della corsa, ma lo sforzo non è sufficiente, così viene raggiunto e successivamente staccato da Vandenberghe, meno abile sulla sabbia rispetto al campione europeo ma più potente in pianura. Dietro di loro risalgono pericolosamente due outsider non considerati prima del via: Urkens e Nuyens. Mentre il battistrada continua con il suo ritmo martellante Vandenberghe commette un paio di errori sulla sabbia che gli costano il secondo posto virtuale a vantaggio di Dockx. Urkens è sempre più vicino ai due e a una tornata dal termine si prospetta una lotta a tre per seconda e terza posizione. Il campione d’Europa crea un gap sul portacolori della Pauwels e sull’alfiere del team Hens-Maes sfruttando le dune sabbiose e lo difende con i denti fino al traguardo.

Il duello tra Vandenberghe e Urkens si consuma sulla retta d’arrivo, con una volata che premia quasi al fotofinish il secondo, parziale sorpresa della giornata. La top ten recita quanto segue: campione belga il primo anno Yordi Corsus, medaglia d’argento Aaron Dockx, bronzo Ferre Urkens. Il legno va a Vandenberghe, che precede Nuyens, De Bruyckere e il deludente De Moyer. Ottavo Van der Heyden, nono Daelmans e solo decimo Niels Ceulemans.

Le 13 volte consecutive di Sanne Cant
L’appuntamento principale del sabato è ovviamente la prova élite femminile con Sanne Cant che va in cerca del tredicesimo titolo consecutivo. La principale concorrente è… una francese, Marion Norbert-Riberolle, già campionessa del mondo U23 a Dubendorf nel 2020, la quale ha preso cittadinanza belga durante l’estate. Altre pericolose rivali per Sanne sono Lotte Kopecky, fenomeno a tutto tondo del ciclismo femminile e Alicia Franck, oltre alla mina vagante Laura Verdonschot, atleta che negli ultimi anni si è un po’ persa, ma che in giornata può essere pericolosa. Nonostante scatti in seconda fila la prima a tuffarsi in campo è Kopecky, la quale sfrutta le sue punte di velocità per prendere in testa il passaggio sulla prima collina. Lotte impone da subito un ritmo insostenibile per tutte, solo Riberolle, Franck e Cant (partita male) rimangono molto vicine alla battistrada, con Verdonschot a metà strada tra loro e tutte quelle outsider che nelle prove internazionali vengono spesso doppiate.

Il primo passaggio sulla spiaggia decreta il ricongiungimento fra le prime quattro, con Franck un po’ appesantita nei tratti a piedi e Cant che scalpita per passare. Il primo giro si conclude con tutte le favorite assieme e Verdonschot a soli 7″. Spalla a spalla per prendere davanti la collina che penalizza Franck, costretta a mettere il piede a terra e perdere terreno. Anche Kopecky rimane attardata in questo passaggio, mettendo in mostra grandi difficoltà nell’esprimere tutta la sua potenza, problematica da attribuire, secondo quanto dichiarato dalla stessa campionessa, a dei dolori alla schiena che l’hanno colpita nelle ultime uscite fuoristrada. Nel tratto in pavé Cant prende il comando delle operazioni, ma subisce il controsorpasso di Riberolle prima della spiaggia, dove però la tre volte campionessa del mondo si dimostra nettamente superiore. In questo frangente un problema meccanico rallenta ulteriormente Franck, staccata anche da Verdonschot, crossista molto forte nelle gare sabbiose.

Sanne riesce ad aumentare il piccolo buco che aveva creato tra sé e Riberolle e transita al termine della seconda tornata con 8″ di margine sulla crossista della Starcasino. Da Kopecky in poi pagano tutte oltre 30″. Cant nei giri seguenti mantiene saldamente il comando, dimostrandosi fortissima sia sulla sabbia (non certo una novità) sia nei tratti di sola spinta. Marion, al contrario, tende a perdere costantemente lungo il circuito, senza commettere mai particolari errori, segno che il suo ritmo gara è decisamente inferiore a quello di Cant. Verdonschot prima e Franck poi raggiungono e staccano una Kopecky molto sofferente, in particolare nei segmenti di corsa a piedi, dove perde moltissimo dalle rivali.

Senza particolari difficoltà Cant timbra per la tredicesima volta consecutiva, una serie storica. Una dimostrazione di forza evidente per lei che ci ha abituato a cambiare passo durante il periodo natalizio per lanciarsi con speranza e positività nella rincorsa che la porterà ai Mondiali di Fayetteville, l’obiettivo del 2022, dove ambirà almeno a salire sul podio anche se le rivali neerlandesi sembrano imbattibili. In seconda piazza Riberolle (a 1’08”), terza Verdonschot (a 1’40”). Ai piedi del podio una delusa Franck, la quale non è riuscita a capitalizzare la sua migliore stagione della carriera nell’appuntamento più importante dell’anno. Come detto, quinta Kopecky. Seguono Truyen, sfortunata in partenza, e Verhoeven.

Tra gli Under 23 s’impone Emiel. Clavicola rotta per Nys
Prima della prova regina, domenica si disputa il campionato U23, anch’esso molto atteso proprio per il livello elevatissimo dei partecipanti, su tutti Thibau Nys, il favorito, reduce da tre successi consecutivi a Loenhout, Baal ed Herentals, che hanno messo la parola fine ad un mese e mezzo molto negativo per il fenomeno belga (campione europeo su strada in carica). Numerosissimi gli sfidanti, a partire dalla coppia Pauwels Meeussen-Ferdinande, proseguendo con i due Tormans Verstrynge e Wyseure (secondo a Gullegem dietro a Pidcock e davanti ad Hermans!) e finendo con i singoli, in particolare Michels (del 2003, un vero e proprio fenomeno, anche su strada), Belmans e Kuypers.

Partenza eccezionale per Ferdinande e Verstrynge, buona per Nys, Michels e Wyseure, che ha proprio nell’esplosività il suo tallone d’Achille. Il crossista della Tormans scava un buco tra sé e gli altri già dalle prime battute, riuscendo a rimanere in bici nei tratti più ostici. Thibau sembra in giornata e in grado di chiudere il buco, soprattutto dopo la violenta caduta di Emiel all’entrata in spiaggia, che fortunatamente non lascia scorie al battistrada. In uscita da questo segmento Michels prende il largo grazie alle sue incredibili capacità tecniche sulla sabbia e si avvicina a Verstrynge, mentre Nys e Ferdinande si guardano fra loro perdendo secondi preziosi e venendo sorpassati dal redivivo Wyseure, a suo agio sui lunghi rettilinei che gli permettono di sprigionare tutta la potenza che ha nelle gambe.

Al passaggio sulla linea del traguardo Emiel e Jente sono separati da pochissimi secondi, mentre il gruppo comprendente Wyseure, Nys, Kuypers, Belmans, Ferdinande e Dejonghe è sensibilmente in ritardo. In questa tornata Wyseure semina gli altri inseguitori e si riporta a ruota di Michels e Verstrynge, per poi sorpassarli all’inizio del terzo giro, dando l’impressione di essere in controllo. Un terzetto (con Thibau, Belmans e Kuypers) insegue a distanza quasi irrecuperabile, mentre Witse Meeussen risale posizioni dalle retrovie e si avvicina al quarto posto. Michels insiste e rilancia più volte l’azione con l’intento di staccare di ruota almeno uno dei due Tormans, che insieme potrebbero giocare di squadra e beffarlo.

Sulla spiaggia, nella terza tornata, riesce a distanziare Wyseure, il quale rimane nei giri seguenti a portata di schioppo, costringendo il giovanissimo atleta della Alpecin a mantenere un ritmo alto e costante con Verstrynge a ruota. Emiel infatti sfrutta il fatto di essere compagno di Joran per non dare nemmeno un cambio al rivale, il quale tenta con rilanci e attacchi di staccare Verstrynge, riuscendoci solo nel quarto giro, ma per pochi secondi. Nella penultima tornata si segnala la brutta caduta di Nys, che esclude il figlio d’arte anche dalla lotta per la top five, chiusa da Kuypers e Meeussen, con Belmans a una decina di secondi dal quinto posto. Verstrynge e Michels approcciano insieme l’ultimo giro con 10″ di vantaggio su Wyseure.

Nel segmento in asfalto che precede la spiaggia Michels sferza l’ennesimo, violento attacco. Emiel risponde presente e appena prima di trovare la sabbia sotto le ruote sorpassa Jente e allunga sfruttando le difficoltà di Michels nella corsa a piedi sulla duna. Game, set e match per il portacolori della Tormans che nel prosieguo del giro continua ad ampliare il margine e si laurea campione belga U23 con 12″ su Michels, secondo (ottimo piazzamento in ottica futura) e 28″ sul compagno Wyseure, terzo. Medaglia di legno per la sorpresa (fino a un certo punto) Kuypers, quinta piazza per Meeussen. Sesto Lennert Belmans, dal quale era lecito aspettarsi anche qualcosa di meglio, come nel caso di Ferdinande, ottavo e battuto in volata dal meno quotato De Vet. Qualche minuto dopo la fine della corsa si apprende che Thibau Nys salterà il Mondiale di Fayetteville a causa della caduta che gli ha procurato, probabilmente, una frattura alla clavicola (la stessa già rotta a Waterloo in ottobre).

Van Aert continua col driekleur la campagna di dominio
In conclusione di questa rassegna, a Lombardsijde va in scena il campionato belga élite maschile, la corsa più attesa ma al contempo la più scontata; Van Aert, infatti, ha dominato il mese di dicembre e la prima parte di gennaio e nessuno (tranne la sfortuna), nemmeno il britannico Pidcock, è mai riuscito a metterlo seriamente in difficoltà. In aggiunta trova un percorso a lui favorevole, sul quale può sfruttare il feeling con la sabbia e contemporaneamente sprigionare tutti i watt che ha in corpo per staccare la concorrenza. Concorrenza guidata, secondo le caratteristiche del percorso, dal vincitore del 2019 Aerts e da quello del 2020 Sweeck, uno dalle caratteristiche somiglianti (in parte) a quelle di WVA, l’altro che ha proprio nella sabbia il suo terreno d’elezione. Le speranze di sconfiggere il fenomeno della Jumbo-Visma sono poche e possono essere riposte anche in Hermans, Iserbyt e Vanthourenhout.

Già dal via si capisce che strada possa prendere la corsa, con Van Aert che guida il gruppo lungo le prime curve, seguito da Aerts, Soete ed Hermans. Un po’ attardato Sweeck, molto più indietro gli altri due Pauwels Iserbyt e Vanthourenhout, già tagliati fuori dalla battaglia per la vittoria. Wout non si fa alcun problema e inizia a scremare il drappello sul pezzo in spiaggia, con i soli Toon e Quinten in grado di seguirlo. Sweeck, Adams e Soete rincorrono a una decina di secondi, mentre Iserbyt guida un gruppo di attardati composto da Vanthourenhout, Vermeersch, Merlier, Diether Sweeck, Meeusen e Baestaens.

Una foratura rallenta ulteriormente il vincitore della CDM, che nella tornata successiva si arrende e decide di ritirarsi, per focalizzare le proprie attenzioni sul Mondiale, aperto a varie soluzioni tattiche data l’assenza dei vincitori delle ultime sette edizioni Van der Poel e Van Aert. Proprio quest’ultimo dopo nemmeno dieci minuti stacca tutti, approfittando di un piccolo errore di Aerts, e si lancia verso il quinto titolo belga, continuando nelle tornate successive ad aumentare il proprio margine senza apparente difficoltà e senza commettere alcun errore, altro segnale di estrema brillantezza e controllo della situazione.

Sotto la spinta dello specialista della sabbia Laurens Sweeck, pulitissimo in quasi tutti i passaggi tecnici, lui e un sorpendente Adams si avvicinano alla coppia Hermans-Aerts, mentre un altro duo, formato da Vanthourenhout e Vermeersch stacca il drappello di Merlier e rientra in lotta almeno per una top five. L’inseguimento di Laurens e Jens termina nel quarto giro, con Michael e Gianni sempre più vicini al quartetto che si sta giocando il podio.

In apertura di quinta tornata Toon scivola (ennesimo errore di una prova piena di pasticci), dando il via libera a Sweeck, che si ritrova improvvisamente in solitaria. Solamente Hermans riesce a riportarsi su Laurens, mentre Vanthourenhout, Vermeersch, Adams e Aerts si devono accontentare di lottare per la quarta piazza. L’incoveniente meccanico che colpisce Quinten nel sesto passaggio sulla spiaggia riaccende la speranza del quartetto inseguitore, con un generosissimo Adams che prova il tutto per tutto per riportarsi sul portacolori della Tormans, coadiuvato nella rincorsa da Vanthourenhout.

Ad un giro dalla fine, mentre WVA si gode il trionfo, Hermans è a metà strada tra Sweeck e il terzetto Vermeersch-Adams-Vanthourenhout, che ha perso nuovamente quasi ogni speranza di podio. Un demoralizzato Aerts transita settimo, sconfortato dopo una partenza che sembrava propizia. Van Aert è il campione belga di ciclocross 2022, argento a Sweeck, che paga ben 1’16” nonostante Wout se la sia presa comoda nel finale, e bronzo meritatissimo a Quinten Hermans (1’27”). Adams e Vermeersch concludono una splendida prova al quarto e quinto posto, battendo campioni affermati della disciplina quali Michael e Toon. La volata per l’ottava posizione premia Soete e non Vandebosch, con Tom Meeusen a chiudere la top ten. A soli 27 anni WVA si trova a 5 lunghezze dalla leggenda Liboton (10 tricolori per lui) e a 4 dal quasi contemporaneo Nys (oggi a Rucphen per assistere Brand, Van Anrooij, Ronhaar e Van der Haar, poi vincitore). Chissà…

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