Santiago Buitrago braccia al cielo sul traguardo di Burgos © Vuelta a Burgos
Santiago Buitrago braccia al cielo sul traguardo di Burgos © Vuelta a Burgos

Santiago Buitrago agita toni a Burgos

Il colombiano della Bahrain si aggiudica la prima tappa della Vuelta a Burgos con un numero di classe sullo strappo del Castello. Battuti Guerreiro e Geoghegan Hart, buon quinto posto per Vincenzo Nibali

L’avvicinamento al terzo grande giro stagionale, la Vuelta a España, passa per delle tappe (quasi) obbligate ed una di queste è senza dubbio la Vuelta a Burgos, corsa che mette a disposizione degli uomini da grandi giri e grandi salite terreno per testarsi e migliorarsi in vista dell’obiettivo principale di fine stagione. In quest’annata poi, data la probabile assenza dei quattro big dei grandi giri (Pogacar, Vingegaard, Roglic e Bernal), la corsa spagnola di tre settimane risulterà un banco di prova per molti ciclisti (su tutti Evenepoel, non presente qui per arrivare più fresco alla partenza di Utrecht) e allo stesso tempo, ovviamente, un prelibato obiettivo alla portata di tanti. Saranno in molti ad arrivare nei Paesi Bassi con molta fame tra due settimane e quindi è meglio non trascurare nemmeno un dettaglio, a partire proprio da oggi.

La quarantaquattresima edizione della Vuelta a Burgos si apre con una tappa di 157 chilometri lievemente ondulata, con partenza e arrivo nel capoluogo di provincia che dà il nome alla corsa. Il via è alla Cattedrale, il traguardo sull’ormai consueto Alto del Castillo (1.1 km al 6.1%); nel mezzo l’Alto de Altotero (8.4 km al 6%) rappresenta l’unica insidia altimetrica di giornata, posizionata però ben distante dall’arrivo così da annacquare ogni possibile velleità di attacco.

Il terreno per gestire una fuga poco numerosa è totalmente favorevole al gruppo e così il plotone concede oltre 8 minuti di vantaggio massimo ai tre battistrada Xabier Mikel Azparren (Euskaltel-Euskadi), Diego Pablo Sevilla (EOLO Kometa – Cycling Team) ed Jesús Ezquerra (Burgos-BH), evasi nei primissimi chilometri. Bahrain Victorious, Quick-Step Alpha Vinyl Team e Movistar sono le compagini che si caricano sulle spalle la maggior parte del lavoro, riducendo a piacimento il gap nei confronti dei fuggitivi. La botta più pesante al vantaggio dei tre viene data tra la scollinamento dell’Alto de Altotero e i-40, complice la resa momentanea di Sevilla ed Ezquerra, i quali, dopo aver sprintato per i GPM, si rialzano per qualche centinaio di metri per poi decidere di proseguire nell’azione insieme ad Azparren.

Al chilometro 120 il loro margine nei confronti del gruppo si è assottigliato fino a toccare i 40″, una distanza risibile quando al traguardo mancano oltre 35 km e i due passaggi sull’Alto del Castillo. Il tentativo viene annullato ai -22 sotto la spinta delle squadre che cercano di approcciare in testa lo strappo decisivo; tra questi team non si annovera la UAE Team Emirates, impegnata a scortare João Almeida, campione nazionale portoghese, nelle prime posizioni dopo la foratura occorsagli appena un paio di chilometri prima. Jumbo-Visma con Robert Gesink e Lennard Hofstede e Ineos Grenadiers grazie a Omar Fraile prendono la curva di inizio muro davanti, ma è Raúl García (Equipo Kern Pharma) a rompere gli indugi, inseguito da Wouter Poels (Bahrain), rimbalzato subito, e da Chris Harper (Jumbo). Tuttavia l’inseguimento non è frenetico e bastano tre tirate della Astana Qazaqstan Team con, nell’ordine, Vadim Pronskiy, Miguel Ángel López e Vincenzo Nibali per chiudere il buco. Il siciliano in particolare si rende protagonista di un allungo che chiama allo scoperto alcuni contendenti alla vittoria finale come Carlos Rodríguez (Ineos) e Juan Pedro López (Trek-Segafredo), il quale a sua volta rilancia marcato da Lilian Calmejane (AG2R Citroën Team), Pieter Serry (Quick-Step), Brandon Rivera (Ineos) e Iván Sosa (Movistar).

Proprio la Trek, tornati in pianura e ripresi tutti i tentativi, mette ordine e inizia a menare col trenino guidato da Simon Pellaud. È poi il turno della UAE che con Joel Suter allunga il plotone prima di entrare negli ultimi tremila metri, dove sono EF Education-EasyPost e Jumbo a prendere le redini della corsa; Edoardo Affini (Jumbo) scorta Harper fino all’imbocco dello strappo in corrispondenza dell’ultimo chilometro. Sulle prime pendenze dell’Alto del Castillo scatta Ruben Guerreiro (EF), stoppato da Orluis Aular (Caja Rural-Seguros RGA) e Santiago Buitrago (Bahrain), che, approfittando del momento d’indecisione e soprattutto disponendo di grandi gambe, parte sulla destra della strada e lascia tutti sul posto. Dietro mancano le forze per ricucire e solo Tao Geoghegan Hart (Ineos) prova a reagire, senza però marcare la differenza rispetto a tutti gli altri.

Buitrago (a proposito: il nostro titolo di oggi lo apprezzeranno gli amanti degli anagrammi…) va così a cogliere il terzo successo stagionale precedendo di 3″ Guerreiro, Hart e un brillante Jai Hindley (Bora Hansgrohe; per lui come per molti avversari il vero test sarà sabato). Quinto a 5″ un ottimo Nibali, apparso sempre attento e sul pezzo durante la tappa. A 6″ chiudono Wilco Kelderman (Bora), Iván García Cortina (Movistar), Ilan Van Wilder (Quick-Step), Pavel Sivakov (Ineos) e Damien Touzé (AG2R), al margine superiore della top ten. La classifica generale ricalca fedelmente quella di tappa causa assenza di abbuoni. Domani si riprende con la tappa numero due: da Vivar del Cid a Villadiego 158 chilometri dedicati molto probabilmente alle ruote veloci.

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