La vittoria di Primoz Roglic a Bilbao © Bettiniphoto
La vittoria di Primoz Roglic a Bilbao © Bettiniphoto

Roglic salta verso la maturità

País Vasco: lo sloveno vince a Bilbao con una sparata da finisseur, Giovanni Visconti è terzo. De La Cruz resta leader

Nel 2016, il suo primo anno nel World Tour, Primoz Roglic si era fatto conoscere al grande pubblico vincendo la cronometro del Chianti al Giro d’Italia e adesso sembra che gli sia bastata una sola stagione per adattarsi al nuovo livello: quest’anno l’ex saltatore con gli sci del Team LottoNL-Jumbo, classe 1989, ha già vinto la Volta ao Algarve e ha fatto quarto alla Tirreno-Adriatico, qui al Giro dei Paesi Baschi si sta mettendo in evidenza come uno dei corridori più in forma e oggi ha impressionato vincendo la quarta tappa con un’irresistibile sparata da finisseur a poco meno di 3 chilometri dall’arrivo. Se domani Roglic saprà difendersi in salita, allora la cronometro potrebbe farlo diventare forse il principale favorito per la vittoria finale.

La fuga parte dopo 50 km
La difficile tappa di ieri ha mandato fuori classifica un gran numero di corridori, e anche per questo motivo oggi sono stati in tanti a cercare la fuga fin dall’inizio: il gruppo tuttavia ci ha messo più di un’ora prima di dare il via libera agli attaccanti. Al chilometro 50 sono scattati per primi Maxim Belkov (Katusha) e Toms Skujins (Cannondale) a cui subito si è aggiunto anche Jonathan Lastra (Caja Rural): dopo alcuni minuti è rientrato sul terzetto anche Amaël Moinard (BMC) ed a quel punto la fuga è andata iniziando a guadagnare minuti.

Il vantaggio massimo dei quattro uomini in testa alla corsa ha sfiorato i cinque minuti quando mancavano circa 75 chilometri all’arrivo, ma una decina di chilometri dopo la situazione è cambiata. Sul gran premio della montagna di seconda categoria di Sollube Belkov, Lastra, Moinard e Skujins sono saliti con regolarità e agilità perdendo qualche decina di secondi su un plotone anch’esso abbastanza tranquillo: inaspettatamente in discesa è stata l’Astana a cambiare repentinamente il ritmo ed il ritardo del gruppo si è quindi dimezzato in un attimo.

Contador finisce ancora a terra
A 45 chilometri dall’arrivo l’azione della squadra kazaka aveva già ridotto il distacco del plotone dai fuggitivi a due minuti ma non ha alzato il piede dall’acceleratore continuando a spingere. In vista del primo passaggio sotto al traguardo di Bilbao in gruppo si sono verificate due cadute: per primo è finito a terra l’australiano Robert Power che si è ritrovato davanti un birillo che era stato già urtato da un altro corridore, a 31 chilometri dall’arrivo in corrispondenza di un restringimento invece sono andati giù almeno sei o sette corridori e tra loro c’era ancora una volta Alberto Contador.

Il madrileno della Trek-Segafredo è subito ripartito e non ha avuto grossi problemi a rientrare in gruppo, anche se sulla maglia erano evidenti i segni dell’impatto con l’asfalto. Peggio invece è andata ad altri corridori: la Vuelta al País Vasco di Daniel Navarro (Cofidis), Stephen Cummings (Dimension Data) e Darwin Atapuma (UAE) è finita in questo frangente, un grosso peccato visto che tutti e tre facevano parte del folto gruppo che in classifica era situato a soli 3″ di distanza dal leader David De La Cruz.

Gruppo compatto ai piedi della salita
Ai meno 30 al passaggio sulla linea d’arrivo Belkov, Lastra, Moinard e Skujins avevano solo più 45″ di vantaggio e così all’uscita dalla città Toms Skujins e Amaël Moinard hanno allungato per provare a resistere per qualche chilometro in più: il lettone della Cannondale ed il francese della BMC sono riuscite nel loro intendo, ma sono stati raggiunti proprio ai piedi dell’Alto El Vivero, ultima salita di giornata. Moinard ha alzato bandiera bianca a 19 chilometri dall’arrivo, 700 metri dopo si è arreso anche Skujins.

In salita grande lavoro di Enric Mas
Sulle prime rampe di salita Alberto Contador è stato di nuovo costretto a mettere il piede a terra a causa di un problema meccanico: il compagno di squadra Bernard gli ha passato la sua bicicletta ed il campione di Pinto ha iniziato la sua rimonta nei confronti della testa del gruppo. La salita di El Vivero è corta ma impegnativa e diversi corridori hanno provato ad attaccare: il primo è stato Serge Pauwels, poi a seguire si sono mossi anche Nicolas Roche e Roman Kreuziger.

Se il gruppo è rimasto compatto nonostante tutti questi allunghi, il merito è tutto del giovanissimo spagnolo Enric Mas che si è messo a piena disposizione del compagno di squadra e connazionale David De La Cruz: i due corridori della Quick-Step Floors non hanno fatto andare via nessuno e nell’ultimo chilometro di salita è stato direttamente il leader della corsa a chiudere in prima persona sugli attacchi di Henao e Yates. Al gran premio della montagna nessuno è riuscito a fare la differenza, ma la prima parte del gruppo era molto allungata e ristretta a non più di una ventina di corridori.

Roglic sorprende tutti nel finale
In discesa sono rientrati sulla testa della corsa altri corridori ed a quel punto è stato il Team Sunweb a mettersi davanti a lavorare visto che, a differenza di ieri, oggi Michael Matthews è riuscito a tenere le ruote dei migliori: Oomen e Ten Dam sono riusciti a tenere il gruppo compatto fino agli ultimi tre chilometri, resistendo anche ad alcuni tentativi di allungo, compreso uno di Sergio Henao. Tra scatti e contropiedi ai 3000 metri finale s’è stato un attimo di rilassamento nel primo gruppo ed è stato lì che Primoz Roglic ha piazzato lo scatto decisivo: al traguardo mancavano 2.8 chilometri.

Lo sloveno del Team LottoNL-Jumbo ha preso 100 metri al resto del gruppo e nessuno è più riuscito a riprenderlo: sentendo la propria maglia gialla in pericolo si è messo a tirare anche David De La Cruz che in primo momento era arrivato praticamente in scia a Roglic, ma quest’ultimo è riuscito a riallungare quando nessuno ha dato cambi al leader. Ad aiutare Roglic nella sua sparata trionfale ci ha pensato anche una caduta nel gruppetto inseguitore avvenuta proprio all’ultima curva a 500 metri dall’arrivo: lo sloveno è entrato nel rettilineo finale con un margine di sicurezza ed è riuscito a tenere un vantaggio proprio di 3″, quello che gli serviva per pareggiare in testa De La Cruz.

A Matthews la volata, De La Cruz resta leader
La volata dei battuti è stata vinta da Michael Matthews davanti a Giovanni Visconti: entrambi avevano perso qualcosa in salita, ma erano subito riusciti a rientrare subito in discesa. Il quarto posto è andato a Michal Kwiatkowski con Simon Yates quinto: nei primi dieci si sono piazzati anche l’altro italiano Diego Ulissi (ottavo) e Alejandro Valverde (decimo). Nella caduta all’ultimo chilometro è stato coinvolto anche Alberto Contador e ha anche forato la ruota anteriore della sua bicicletta: il pistolero ha raggiunto con calma il traguardo grazie alla regola dei tre chilometri che gli annulla il distacco.

Il gioco dei piazzamenti ha consentito a David De La Cruz di mantenere per un altro giorno la leadership in classifica a pari tempo con Primoz Roglic, a 3″ di distanza però ci sono ancora 29 corridori che possono dire la loro per la vittoria finale. Domani in programma c’è la tappa regina con arrivo in salita ad Arrate sopra ad Eibar, un arrivo classico del Giro dei Paesi Baschi: la salita finale riscriverà la classifica generale, ma gli scalatore dovranno attaccare a fondo per riuscire a fare distacchi di una certa entità.

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