Alex Dowsett non ci crede: ha vinto a Vieste © Bettiniphoto
Alex Dowsett non ci crede: ha vinto a Vieste © Bettiniphoto

Israel Shabbat, è proprio un giorno di festa

Gruppo in vacanza, giornata da fuga al Giro: Alex Dowsett regala alla Israel Start-Up Nation la più importante vittoria della sua storia a Vieste

È una tradizione ormai consolidata: tappa nel Gargano uguale tappa da fughe. Quest’anno qualche dubbio c’era, visto che il percorso non era quello solito con attraversamento della Foresta Umbra ma una lunga cavalcata costiera verso Vieste, comunque nervosa ma con meno salite lunghe. E invece il gruppo ha trovato opportuno anche oggi prendersi una giornata di vacanza e lasciare che il britannico Alex Dowsett, cronoman di 32 anni, andasse a prendersi la sua terza vittoria in linea in carriera, grazie a un ottima gamba e gioco di squadra che gli ha permesso di trascendere rivali più forti in salita, come Salvatore Puccio. Calma apparente (anche se la tappa, come vedremo, avrebbe potuto concedere battaglia), in vista della frazione di domani verso Roccaraso, che tra maltempo e il pesante clima di incertezza che aleggia sul Giro d’Italia, rischia di essere ben più di una tappa di media montagna.

Fuga a 6 con più di 10′ di vantaggio
La partenza, turbata dalla notizia della positività al covid-19 di Simon Yates con relativo ritiro, vede ulteriori defezioni, causate sempre dalle pesanti cadute di ieri: oltre a quelle di Tony Gallopin ed Edoardo Affini annunciate già ieri, oggi si sono aggiunti Sean Bennett (EF Pro Cycling) e Patrick Gamper (Bora Hansgrohe).

Dopo 25 km costieri, la fuga di giornata prende forma: dentro ci sono Simone Ravanelli (Androni Giocattoli-Sidermec), Matthew Holmes (Lotto Soudal), Salvatore Puccio (Ineos Grenadiers), Joey Rosskopf (CCC Team), Matthias Brändle e Alex Dowsett (Israel Start-Up Nation). Il vantaggio dei fuggitivi decolla in pianura, fino a raggiungere e superare i 10′ al traguardo volante di Manfredonia, ai piedi della salita più impegnativa di giornata, quella di Monte Sant’Angelo.

Fuglsang fora in discesa, la Trek lo grazia
Più della salita, di danni ne fa la discesa, mai fatta in tempi recenti: il primo a pagarne le conseguenze è Ben Gastauer (AG2R La Mondiale), il quale scivola per conto suo, trascinando per terra anche Filippo Fiorelli (Bardiani CSF Faizanè): il lussemburghese è costretto al ritiro per le conseguenze della caduta con una la frattura della clavicola.

Scivola anche il canadese Alexander Cataford (Israel Start-Up Nation), mentre Jakob Fuglsang (Astana Pro Team) fora e resta dietro, anche perché la Trek-Segafredo affronta tutta la discesa con andatura impegnativa, arrivando a spezzare il gruppo: quando rientra, il danese è nel secondo troncone ed il suo gruppo ha più di 40″: tuttavia la Trek decide di rialzarsi, evitando così un’interessante dinamica che avrebbe messo in seria difficoltà il danese. A 60 km dal termine si registra un’altra caduta in un tratto di discesa, con coinvolti principalmente. Gianluca Brambilla (Trek-Segafredo) e Giovanni Carboni (Bardiani CSF Faizanè): per entrambi una bella botta, ma per fortuna nessuna conseguenza seria, se non alle bici e al casco di Brambilla da cambiare. Nel frattempo, la fuga mantiene alto il suo vantaggio, di fatto assicurando il suo compimento.

Salvatore Puccio il più brillante in salita, Alex Dowsett il più lesto
Ai meno 30 km, quando ci si sta per immettere nel circuito finale nel circondario di Vieste, cominciano i movimenti tra i fuggitivi con Alex Dowsett che prova ad allungare inseguito da Puccio, e sulla prima ascesa del muro di Saragat, a meno 25 km, Salvatore Puccio attacca deciso: alla sua ruota riesce a mettersi Matthew Holmes, subito dopo lo scollinamento riesce a rientrare anche Joey Rosskopf.

Sembra un’ottima azione, ma i due Israel non si scompongono e grazie alle loro ottime capacità sul passo, specie quelle di Alex Dowsett, riescono a richiudere ai meno 18 km, con il britannico che rilancia subito all’attacco mettendo un po’ in difficoltà organizzative gli altri fuggitivi: tiro io che tiri tu, il vantaggio di Dowsett al primo passaggio sulla linea d’arrivo ai meno 14 kkm diventa di 30″ e continua ad aumentare fino a sfiorare il minuto.

Vittoria storica per la Israel Start-Up Nation
Per gli altri fuggitivi non c’è scelta: bisogna dare tutto sulla rampa di Via Saragat, e sono anche stavolta Puccio e Holmes quelli più brillanti, con Rosskopf che tiene botta, e il vantaggio di Dowsett, dopo lo scollinamento, torna a essere intorno ai 25″. Comunque troppi, a vantaggio di un passista di tale levatura: Dowsett torna dunque a vincere al Giro d’Italia, a 7 anni di distanza dalla vittoria che ottenne un po’ a sorpresa nella crono di Saltara, e regala la Israel Start Up Nation la prima vittoria in un grande giro e anche la prima in tutto il World Tour.

Complice un po’ di melina nella volata per il secondo posto, gli inseguitori arrivano addirittura ad 1’15”, ed è proprio Salvatore Puccio a vincere la volata per il secondo posto di un pelo su Holmes, e nel contempo a mangiarsi le mani, quarto ovviamente Rosskopf. A 2’10” arrivano anche Brändle e Ravanelli. Per il gruppo bisognerà aspettare ben 14 minuti: la volata per il settimo posto va a Michael Matthews (Team Sunweb), su Fernando Gaviria, Mikkel Bjerg (UAE Team Emirates) e Andrea Vendrame (AG2R La Mondiale).

Archivio

La vignetta di Pellegrini

Versione stampabile