Amstel Gold Race 2021 – Dieci nomi

Partenza: Berg en Terblijt ore 12.08
Arrivo: Berg en Terblijt ore 17.35 circa

Analisi del percorso: 12 giri di questo circuito da 16.9 km con Geulhemmerberg, Bemelerberg e Cauberg, più una tredicesima ronda finale ma più breve, senza il Cauberg: questo il computo dei 216.7 km della 55esima Amstel Gold Race, l’edizione del ritorno della corsa della birra dopo lo sciagurato 2020 in cui la gara saltò senza più essere recuperata. Siamo rimasti alla strepitosa rimonta di Van der Poel nel 2019, quindi, ma Mathieu stavolta non c’è. Quello che c’è è un circuito nuovo e utile per limitare l’impatto della carovana sul territorio, in tempi di restrizioni da covid. Tre le salite che verranno ripetute allo sfinimento, come detto, ma anche ampi spazi di recupero per chi saprà gestirsi sapientemente, e il terreno, nel finale, per provare a ricucire su eventuali attacchi dell’ultim’ora. Di sicuro lo spartito dell’Amstel, da qualche anno, è profondamente cambiato rispetto alle tante edizioni conclusesi sul Cauberg senza che prima ci fosse uno spettacolo all’altezza: almeno un’ora di grande ciclismo ci viene garantita anche domani!

1.Julian Alaphilippe

L’ultimo mese in cui ha corso solamente tre gare ci ha mostrato un Alaphilippe opaco e lontano dai suoi livelli abituali. Il trend può cambiare a partire da domani. Portarselo fresco negli ultimi 20 chilometri rischia di essere fatale, meglio sfinirlo con attacchi dalla media distanza.

2.Primoz Roglic

Dopo la cavalcata trionfale nell’ultima frazione del Giro dei Paesi Baschi lo sloveno arriva a questa settimana delle Ardenne con tutti gli occhi addosso. Aiuterà Van Aert ma non è irrealistico pensare che faccia la sua corsa, seguendo attacchi sui tre berg e avendo dalla sua un buono sprint.

3.Wout Van Aert

Ce lo ritroviamo per l’ennesima, e ultima, volta tra i favoriti. Finalmente avrà al suo fianco una squadra solida, con Vingegaard e Roglic principali aiutanti. Grazie al loro sostegno non sarà lui a dover chiudere su tutti gli attacchi e potrà preservare energie per il finale.

4.Tom Pidcock

Spettacolare e al tempo stesso efficace al Brabante, ama dettare i tempi ed è possibile che sia lui ad accendere la miccia, anche da lontano. La Kuurne e il Brabante insegnano che bisogna temerlo anche in volata.

5.Alejandro Valverde

Il murciano si è ridestato dopo un 2020 opaco e pare prontissimo ad affrontare gli 8 giorni che gli hanno regalato più soddisfazioni in carriera. Eccezionale in salita sia al Catalunya che ai Paesi Baschi, non ha perso lo spunto veloce. Per vincere ha quindi svariate carte da giocarsi.

6.Matteo Trentin

Matteo Trentin e Marc Hirschi, una coppia. Il trentino sta attraversando un periodo particolarmente positivo, il secondo in Spagna ha ritrovato una buona forma appena in tempo per questa corsa. Entrambi molto veloci, potrebbero trarre vantaggio dalla presenza dell’altro.

7.Dylan Teuns

Protagonista sia al Fiandre che al Brabante, dove però ha sbagliato i tempi, trova in questo circuito pane per i suoi denti. Sarà fondamentale per il belga essere accorto tatticamente e sfruttare il marcamento tra i big.

8.Michael Matthews

Rallentato mercoledì dalla caduta non si è capito se stia bene o no, ma vista la grande fiducia che ripone il team in lui è probabile che punti forte alla tre giorni nelle Ardenne. Dovrà soffrire per rimanere con i più forti sul Cauberg, sul Bemelerberg e sul Geulhemmelberg, ma ha una formazione robusta a sostenerlo e pronta a portarlo allo sprint.

9.Warren Barguil

Negli ultimi 6 mesi ha deciso di puntare con decisione alle classiche, comprese quelle che meno gli si adattano, come il Giro delle Fiandre o la Dwars door Vlaanderen e ha dimostrato di essere competitivo anche lì. Preferirà le côte della Liegi ai berg dell’Amstel. Portar via un gruppetto da lontano è il modo migliore per provare a vincere.

10.Alex Aranburu

Forte in salita, forte in discesa, forte in volata. Si è sbloccato al Paesi Baschi e con la complicità di compagni del calibro di Fuglsang, Fraile e Lutsenko forma un gruppo pericolosissimo.

a cura di Pietro Mauriello

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