Rohan Dennis impegnato nella crono del Tour de Romandie © Getty Images
Rohan Dennis impegnato nella crono del Tour de Romandie © Getty Images

Un, due, tre, Dennis!

Tripletta della Ineos nel prologo a cronometro del Tour de Romandie: Rohan stravince davanti ai compagni di squadra Geraint Thomas e Richie Porte

L’edizione numero 74 del Tour de Romandie si è aperta oggi nel piccolo paesino di Oron con una prestazione straordinaria di Rohan Dennis: il fortissimo passista australiano del Team Ineos Grenadiers ha infatti dominato il prologo a cronometro della gara a tappe elvetica trovando così il secondo successo stagionale a poco più di un mese di distanza da quello ottenuto alla Volta a Catalunya. Con il passaggio alla Ineos avvenuto l’anno scorso, Dennis sembra aver finalmente ritrovato un ambiente in grado di dargli la serenità che gli era mancata nella travagliata annata alla Bahrain: i distacchi rifilati oggi a tutti i rivali ci fanno pensare che il Dennis attuale sia all’altezza di quello dei suoi giorni migliori in cui vinse per due volte il Campionato del Mondo, oltre a tappe a Giro, Tour e Vuelta.

Questo prologo del Giro di Romandia 2021 si è disputato su un percorso di 4050 metri, pianeggiante e abbastanza veloce nella prima parte, ma caratterizzato nel finale da una salita di 850 metri con una pendenza media di poco inferiore all’8% e massima del 9.5%: era quindi una cronometro in cui, sulla carta, nonostante la brevissima distanza i favoriti erano chiamati a dosare un minimo lo sforzo per non ritrovarsi senza gambe nei tratti più ripidi. Ed è stato proprio lo strappo finale a fare la differenza. All’intermedio posto dopo 2400 metri, infatti, il miglior tempo era stato fatto segnare dal campione francese Rémi Cavagna (Deceuninck-QuickStep) con 2’45”, 3″ meglio rispetto a Rohan Dennis e 4″ meglio di Stefan Bissegger e Wilco Kelderman: l’australiano stato assolutamente strepitoso nell’ultimo settore della cronometro ribaltando la situazione e andando a prendersi la prima maglia di leader. Per Cavagna invece è arrivato solo un quarto posto a 11″ di distanza.

Rohan Dennis ha fermato il cronometro in 5’26”, ma la giornata di gloria della Ineos Grenadiers non si è fermata lì: secondo e terzo a 9″ sono infatti arrivati Geraint Thomas e Richie Porte, entrambi partiti relativamente piano nella prima parte per poi scatenarsi nel tratto di salita; notevole in particolar modo la prestazione di Porte che ha fatto segnare il miglior tempo assoluto negli ultimi 1600 metri, una manciata di centesimi meglio del compagno di squadra Rohan Dennis. Adesso è evidente che con un terzetto in simili condizioni di forma, e con un’altra cronometro in programma all’ultimo giorno, la Ineos potrà gestire a piacimento la corsa: gli altri dovranno fare una vera e propria impresa per strappare il successo finale ai britannici. Restando in casa Brailsford, si registra la prova discreta ma comunque inferiore alle aspettative di Filippo Ganna: per il campione del mondo è arrivato un nono posto a 15″, in cui probabilmente hanno pesato i carichi di lavoro diversi rispetto ai compagni in vista del Giro d’Italia.

Nelle prime 10 posizioni della cronometro si sono piazzati anche Stefan Bissegger quinto a 11″, Jan Tratnik sesto a 13″, Jesus Herrada settimo a 14″, Marc Hirsch ottavo a 15″ ed un bravissimo Mattia Cattaneo nono a 15″ con lo stesso tempo al centesimo di Filippo Ganna. In ottica classifica generale, come detto, gli Ineos partono già in pole position e con i favori del pronostico: tutti e tre, Dennis incluso, hanno la condizione e le potenzialità per giocarsi la vittoria finale, sarà però interessante vedere come i direttori sportivi gestiranno la cosa. E gli altri? Oggi il migliore è stato Wilco Kelderman (Bora) che ha chiuso undicesimo a 16″, stesso ritardo accusato da Sepp Kuss, mentre un applauso va fatto al colombiano Miguel Angel Lopez che alla prima gara in assoluto in maglia Movistar, e dopo aver contratto il Covid-19, ha concluso con il ventesimo tempo (a 19″) in un formato di gara a lui poco congeniale. Segnaliamo anche Ion Izagirre a 21″, Diego Ulissi a 22″, Steven Kruijswijk a 24″, Michael Woods a 25″ e Damiano Caruso a 27″.

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