Xandro Meurisse vince il Giro del Veneto 2021 © Alpecin-Fenix - PhotoNews
Xandro Meurisse vince il Giro del Veneto 2021 © Alpecin-Fenix - PhotoNews

A Trentin proprio non va giù il dessert di stagione

Xandro Meurisse conquista il rinato Giro del Veneto battendo Matteo in una volata ristretta. Terzo posto per Alberto Dainese su Consonni, Covi e Albanese

Ha chiuso al secondo posto la Coppa Agostoni lunedì, chiude al secondo posto il rinato Giro del Veneto oggi: un periodo di grande protagonismo ma di secchezza del palmarès, quello che sta vivendo Matteo Trentin nell’ultimissima fase ciclistica del 2021. Non che sia un male assoluto, il protagonismo per il trentino non manca mai e questo è già positivo, del resto meno di un mese fa il corridore della UAE-Emirates ha conquistato un bel Trofeo Matteotti. In queste ultime corse invece sta pagando le volate ristrette. Domenica ha ancora una chance per sorridere, poi vacanze.

Se Trentin ha perso qualcun altro avrà vinto: oggi è toccato a Xandro Meurisse, 29 anni da Kortrijk, nome da fumetto futuribile, classiche caratteristiche da solido piazzato perenne, nel senso che avrebbe le qualità per vincere belle corse in linea, tiene bene in salita, ha un buono spunto veloce, ma trova sempre qualcuno che tiene meglio o ha uno spunto migliore, e così… si è dedicato talvolta a fare paraclassifica nei GT (due Tour all’attivo, un 21esimo posto nel 2019 e un 29esimo quest’anno) mentre il suo highlight nelle classiche è il 15esimo posto del Fiandre 2020. Quest’anno però è nella squadra giusta, la Alpecin delle meraviglie in cui praticamente pure massaggiatori e meccanici hanno conquistato allori, e non poteva mancare una sua zampata, proprio in dirittura d’arrivo, ma meglio tardi che mai avrà pensato il buon Meurisse.

La cronaca della corsa. Ritorna dopo 11 anni il Giro del Veneto, una delle gare più citate quando si parlava della crisi del ciclismo italiano, nel senso di tante corse storiche sparite o andate in crisi. Ma comunque riparte, è ripartito, respira ancora, quindi bene. Da Cittadella a Padova per 168.8 km con il Roccolo a una trentina dalla fine, la gara è partita direttamente con la fuga di sei uomini: Davide Bais (Eolo-Kometa), Luka Pajek (Hrinkow Advarics Cycleang), Simone Bevilacqua (Vini Zabù), Giacomo Garavaglia (Work Service Marchiol), Matteo Zurlo (Zalf Euromobil) e Niccolò Salvietti (Mg.K Vis VPM); in un secondo momento sono riusciti a rientrare pure Marco Grendene (Beltrami TSA-Tre Colli) e Matteo Baseggio (General Store Essegibi). Il vantaggio massimo è stato toccato con 3’48” dopo 25 km, poi in particolare l’Astana-Premier Tech ha inseguito.

Al secondo passaggio dalle salitelle che hanno caratterizzato la fase centrale della corsa (Rovolon e Bivio Fiorine) son rimasti in testa solo Bais, Bevilacqua, Garavaglia e Zurlo, mancavano una cinquantina di chilometri alla fine e la UAE-Emirates è andata a dar man forte all’Astana; già i superstiti della fuga avevano meno di un minuto, ma con l’arrivo del team arabo son definitivamente partiti i titoli di coda sulla loro azione, e ai -43 gli ultimi quattro sono stati ripresi e la corsa è entrata nella fase decisiva.

Un allungo di Francesco Gavazzi (Eolo) a Bivio Fiorine ai -40, Matteo Trentin (UAE) che s’è fatto vedere nella discesa di Castelnuovo, quindi il Roccolo a fungere da spartiacque: qui la UAE si è mossa con Alessandro Covi, uno degli uomini più in vista di quest’ultima parte di stagione, e il gruppo s’è ritrovato ridotto ai minimi (15 uomini, gamba più gamba meno); Alexey Lutsenko (Astana), vincitore dell’Agostoni l’altro giorno, ha risposto bene, tampinato da Davide Formolo (UAE).

La superiorità numerica degli emiratini si è subito manifestata col il contrattacco di Marc Hirschi, e di nuovo Lutsenko ha risposto, e stavolta la coppia ha preso margine ed è scollinata insieme ai -28. Solo che in discesa Hirschi è caduto, per cui sono via via rientrati (sul solo Luts) Formolo e Covi con Lorenzo Rota (Intermarché-Wanty), Ben Tulett e Xandro Meurisse (Alpecin-Fenix), Lorenzo Fortunato (Eolo), Jhonatan Restrepo (Androni-Sidermec), Kevin Colleoni (Nazionale italiana) e Simone Velasco (Gazprom-Rusvelo).

Ai -17 – si era da un po’ tornati sul piano – altri rientri:  Mattia Bais (Androni), Andrea Piccolo e Alberto Dainese (Italia), Cristian Scaroni (Gazprom), Davide Gabburo (Bardiani-CSF) e – occhio! – Matteo Trentin e il suo compagno Diego Ulissi; non era ancora finita: poco più avanti, ai -13, un’altra quindicina di uomini è andata ad accodarsi ai primi, e tra questi ruote molto veloci come Kristian Sbaragli (Alpecin), Andrea Pasqualon (Intermarché) e Simone Consonni (Cofidis, Solutions Crédits). Vedendo la malaparata, Ulissi ha stabilito fosse l’ora di provarci ed è partito, proprio mentre quelli si mettevano in scia al gruppetto di testa. L’hanno seguito Gabburo e Tulett, il terzetto è durato 3-4 km con pochi secondi di vantaggio, poi è stato raggiunto per opera della Nazionale italiana, al lavoro per Dainese.

Ma tenere la corsa chiusa era impresa di un certo rilievo, e infatti non appena hanno preso Ulissi è partito Trentin, ai -9, ma è stato chiuso da Dainese in prima persona. Niente, ci ha provato ancora Covi ai -8, ma pure lui non ha avuto spazio; e allora Trentin ha fatto l’azione del tutto o niente, si è mosso ai -7 e se n’è andato, con Restrepo e Meurisse. Pochi secondi, ma non ne servivano troppi per riuscire ad andare all’arrivo, a patto di trovare subito un buon accordo: e l’hanno trovato, del resto tutti e tre avevano l’interesse di andare.

Dietro ci si son messe pure Eolo e Intermarché a girare per chiudere sui battistrada, ma non c’è stato verso: giusto nei pressi della volata il gruppo ha rimesso i tre nel mirino, ma ormai loro stavano sprintando per cui il solo Restrepo è stato risucchiato da un Dainese scatenato; per gli altri due non c’è stato verso, Trentin stavolta ha deciso di lanciare lui la volata, dopo essere stato uccellato da Lutsenko l’altro giorno a Lissone, ma il risultato, ahilui, è stato il medesimo: Meurisse non ha mollato un centimetro e ha messo la ruota davanti a pochi metri dalla linea d’arrivo.

Vittoria per il 29enne belga, un altro secondo posto per Matteo e gradino più basso del podio per Dainese ha preceduto Consonni, Covi, Vincenzo Albanese (Eolo), il rinculante Restrepo, Pasqualon, Velasco e Davide Orrico (Vini Zabù). Per la Alpecin la 33esima vittoria di una stagione praticamente eccezionale (è mancata giusto una monumento da parte di Mathieu, per il resto che vuoi dire alla più forte delle Professional?). Domenica si replica in Veneto con una nuova corsa, si chiama Veneto Classic e chiuderà la stagione italiana su strada: siamo curiosi quanto malinconici.

Archivio

La vignetta di Pellegrini

Versione stampabile