Bini Girmay batte Arnaud Démare e Wout van Aert al Tour de Suisse © Intermarché-Circus-Wanty
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Girmay riaccende la festa eritrea

Bini batte con una volata d'autorità Arnaud Démare e Wout van Aert nella seconda tappa del Giro di Svizzera. Lo stesso WVA e Remco Evenepoel avvicinano in classifica il leader Stefan Küng; domani si sale parecchio

12.06.2023 17:41

L'ultima immagine di lui che era rimasta stampata nei nostri occhi, risalente al giorno del suo 23esimo compleanno, era tremenda: una caduta occorsa a circa 80 km dalla fine del Giro delle Fiandre, lui che si rotola sull'asfalto fino a finire sul marciapiede, qualcuno che gli passa di sopra. Tutto sommato la commozione con cui se la cavò Biniam Girmay fu pure un danno di lieve entità rispetto a quello che sulle prime avevamo temuto. La stagione delle classiche del talentuoso eritreo finì in quel momento, e per ritrovare in gara il corridore della Intermarché-Circus-Wanty abbiamo dovuto aspettare l'inizio di giugno, col rientro alla Brussels Classic (quarto posto) prima di un anonimo GP Aargau e dell'esordio in questi giorni al Tour de Suisse.

Una cronometro fatta ieri per onor di firma, ma gli occhi di Bini erano puntati in realtà sulla frazione di oggi, molto adatta alle sue caratteristiche e in effetti onorata da una volata sontuosa grazie alla quale l'africano si porta a casa l'11esima vittoria in carriera, seconda stagionale dopo una tappa alla Valenciana, e con essa due-tre scalpi nobilissimi quali quelli di Arnaud Démare, Wout van Aert e Peter Sagan e infine un bagno di folla coi tifosi eritrei che hanno invaso la sede stradale per festeggiarlo come si conviene all'eroe nazionale che è. Non male tutto sommato.

Giro di Svizzera 2023, la cronaca della seconda tappa

La seconda tappa del Giro di Svizzera 2023 si sviluppava sui 173.7 km tra Beromünster e Nottwil su un percorso decisamente non pianeggiante ma certo non comprendente difficoltà tali da escludere l'arrivo in volata. La fuga del giorno è partita subito sulle ruote di due corridori, il ritirando Michael Schär (AG2R Citroën) - che lascerà il ciclismo pedalato a fine stagione - e Nickolas Zukowsky (Q36.5); due soli attaccanti, quindi condizione ideale per i team dei velocisti che hanno potuto tenere facilmente il tutto sotto controllo. 4'40" il vantaggio massimo dopo 30 km per i due che si sono spartiti il lavoro e i traguardi intermedi, visto che i tre Gpm incrociati lungo il cammino della coppia sono stati vinti tutti da Zukowsky, il quale ovviamente ha conquistato la testa della relativa classifica, mentre Schär si è preso i due sprint con abbuoni contenuti all'interno del cosiddetto Chilometro Tissot, che constava di due sprint consecutivi ai -51.

Se il primo sprint ha visto Mauro Schmid (Soudal-Quick Step) prendersi il terzo posto con relativo secondo di abbuono, sul secondo è stato il suo compagno Remco Evenepoel in persona a conquistare il piccolo bonus.

Sull'ultimo Gpm (quello di Oberarig ai -23) il gruppo era lì lì per annullare l'azione ma Zukowsky è riuscito ancora a precedere di un niente Wilco Kelderman (Jumbo-Visma) e Quinn Simmons (Trek-Segafredo), prima che ai -22 tutti tornassero insieme. Ma proprio tutti, anche quelli che poco prima si erano staccati in seguito a un frazionamento conseguente a una maxicaduta occorsa ai -31 e che aveva coinvolto tra gli altri Mattia Cattaneo (Soudal-Quick Step), Fabio Felline (Astana Qazaqstan) e Jay Vine (UAE Emirates).

Prima dello sprint conclusivo c'era ancora tempo per un po' di maretta al traguardo a punti di Ruswil ai -16, preceduto da un paio di velleitari allunghi di Alexander Kamp (Tudor) e poi Alex Aranburu (Movistar); lo sprintino l'ha vinto Wout van Aert (Jumbo) su Kristian Sbaragli (Alpecin-Deceuninck) e Kim Heiduk (INEOS Grenadiers), quindi la Groupama-FDJ - che aveva lavorato per gran parte del tempo all'inseguimento della fuga - ha ripreso il controllo della situazione.

La volata non ha però premiato Arnaud Démare, il quale ha scelto la ruota di Van Aert ai 250 metri proprio mentre il belga si lanciava con un certo anticipo verso il traguardo. Il problema - per l'uno e per l'altro - era che al centro usciva in contemporanea Biniam Girmay (Intermarché-Circus-Wanty) con potenza doppia. Ai 150 Bini ha affiancato WVA mentre Arnaud faceva a spallate con Iván García Cortina (Movistar) - che in quel momento un po' lo chiudeva tra Wout e le transenne - per conquistarsi 20 centimetri che gli permettessero di inserirsi nella lotta tra i primi due.

Il francese è sbucato un po' tardino, mentre Girmay ai 75 metri superava il RollingStone di Herentals risucchiando nella propria scia proprio Démare che è andato a occupare il secondo gradino del podio di giornata proprio davanti a Van Aert. Peter Sagan (TotalEnergies) si è piazzato al quinto posto; fuori dai 10 il primo degli italiani, Alessandro Covi (UAE) 12esimo, subito alle spalle di un deludente Kaden Groves (Alpecin). La classifica vede il riavvicinamento - via abbuoni - di Evenepoel e Van Aert al leader Stefan Küng (Groupama), che ora guida con 5" su Remco e 6" su Wout. Magnus Sheffield (INEOS) sempre quarto a 11", Matteo Sobrero (Jayco AlUla) ottavo a 20".

Domani la terza tappa del Giro di Svizzera 2023 coprirà i 143.8 km fra Tafers e Villars-sul-Ollon, con tanto di arrivo in salita (quasi 11 km di ascesa quasi all'8%) preceduto dalla scalata (più agevole questa) al Col des Mosses. Si prevedono grossi sommovimenti in classifica.

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