
10 anni di ciclismo dal basso: Coglia Coglia Coglia 2026 celebra la Martesana Van Vlanderen
Iscrizioni aperte per l’evento gravel gratuito targato La Popolare Ciclistica, che quest’anno sconfina lungo l’Adda per invadere i territori viscontei
Mentre il ciclismo e lo sport in generale continuano a inseguire modelli sempre più istituzionali, patinati e costosi, c’è chi continua a rivendicare un’altra idea di pedalare. Domenica 8 marzo torna Coglia, Coglia, Coglia 2026, l’evento gravel totalmente gratuito organizzato da La Popolare Ciclistica di Bergamo.
Con un vero e proprio annuncio-manifesto pubblicato nel giorno dell’inaugurazione delle Olimpiadi Invernali di Milano-Cortina, la Popolare ha aperto le iscrizioni ribadendo con forza il proprio modo di immaginare il ciclismo: rifiuto dell’estetica perfetta, rivendicazione del ciclismo vissuto, ironia esplicita verso gli eventi sportivi “di rappresentanza” e una critica diretta al greenwashing legato alla narrazione olimpica.

Storia, confini e identità nel segno di Colleoni
Il nome della manifestazione si ispira al grido di battaglia del leggendario capitano di ventura Bartolomeo Colleoni, che nel XV secolo difese Bergamo dagli attacchi delle truppe viscontee. Al servizio della Serenissima Repubblica di Venezia, Colleoni è ricordato non solo come uno stratega formidabile, ma anche come figura simbolo nella difesa dei confini bergamaschi.
Non a caso, i due percorsi previsti riprendono direttamente questo immaginario: il lungo, da 105 km e circa 1400 metri di dislivello, si chiama Bartolomeo, mentre il corto, da 70 km e circa 500 metri di ascesa, porta il nome di Medea, figlia del Colleoni. Sempre per rimanere in tema, la partenza sarà fissata a Sforzatica Santa Maria, luogo che storicamente passò sotto il controllo della Serenissima sottraendolo all’orbita sforzesca e che rappresenta uno dei tanti micro-confini storici della Lombardia preunitaria.
Ma se lo spirito resta quello delle origini, l’edizione 2026 della Coglia introduce una variazione geografica e narrativa importante. Il fronte, quest’anno, si sposta lungo l’Adda. Una scelta che da un lato richiama con ironia l’attualità geopolitica, con qualche riferimento satirico alle moderne “mire espansionistiche” trumpiane, e dall’altro diventa occasione per celebrare il decennale di un evento che con la Coglia condivide molto più di una semplice affinità: la Martesana Van Vlanderen, uno dei pilastri storici del ciclismo dal basso nel Nord Italia.

Dieci anni di ciclismo dal basso: un omaggio alla Martesana Van Vlanderen
Uno dei cardini dell’edizione 2026 sarà il decennale della Martesana Van Vlanderen, evento simbolo di un certo modo di andare in bicicletta e riferimento culturale per tutta la scena del ciclismo dal basso del Nord Italia.
La Martesana, con partenza da Inzago in provincia di Milano, insieme alla Muretti Madness di Firenze e alla Coppa Asteria, quest'ultima organizzata anch’essa dal La Popolare Ciclistica, ha rappresentato per anni una sorta di trittico del ciclismo dal basso italiano. Tre “non gare” simili nello spirito: pedalare lungo strade secondarie ai margini delle grandi città, cercando di accumulare quanto più dislivello possibile, fatto di brevi strappi con pendenze micidiali. Un’idea di ciclismo lontana dalle celebrazioni patinate, fatta di sperimentazione, comunità e immaginazione collettiva più che di mercato e format preconfezionati.
Celebrarne i dieci anni all’interno della Coglia significa ribadire una continuità culturale prima ancora che sportiva: un filo diretto tra eventi nati per costruire comunità prima che calendario.
Come da tradizione della manifestazione, le tracce complete saranno rese disponibili solo a ridosso dell’evento, mantenendo quell’aura di scoperta e avventura che è parte integrante della filosofia Coglia. Qualche indizio però c’è già: il tributo alla Martesana Van Vlanderen passerà anche dal percorso, con la presenza di alcuni degli strappi più iconici che avevano caratterizzato il tracciato originale della manifestazione di Inzago.

Ciclismo dal basso, davvero
La Coglia non è solo gravel, ma anche gioco collettivo. I post social degli organizzatori trasformano ogni anno l’evento in un’epopea popolare: pergamene del cerusico, pellegrinaggi simbolici, sfottò viscontei e richiami medievali che tengono insieme ironia e identità territoriale.
La Popolare Ciclistica di Bergamo, con la Coglia Coglia Coglia, ribadisce con forza il proprio impegno nel promuovere il ciclismo dal basso: un modello che mette al centro accessibilità, territorio e convivialità.
Come da tradizione, l’evento è gratuito, ma è prevista un’iscrizione (che può essere effetuata a questo link) necessaria per monitorare il numero dei partecipanti e verificare la regolarità delle adesioni. Per partecipare è infatti obbligatorio essere in possesso di certificato medico agonistico.
All’arrivo, come di consueto, non mancherà il gustoso rancio offerto ai partecipanti, con la possibilità di contribuire attraverso una libera offerta.
