La frana sull'Aurelia, ad Arenzano, del 25 gennaio 2026
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Frana sull'Aurelia, cambia il percorso della Milano-Sanremo?

Viabilità interrotta ad Arenzano, per la caduta sulla sede stradale di circa 2000 metri cubi di roccia nella serata di domenica. Tempi per la riapertura incerti

Il percorso della Milano-Sanremo 2026 potrebbe cambiare. Non per indurire la Classicissima, né per favorire questo o quel corridore: la possibile cause di un'eventuale modifica del tracciato della Primavera è, come già successo in passato, una frana sull'Aurelia. Siamo già, quindi, nella parte ligure del percorso, precisamente ad Arenzano, una decina scarsa di chilometri a est di Genova, ancora lontani da Sanremo. Prima di avventurarci in ipotesi sulle possibili modifiche al tracciato della Milano-Sanremo, uomini e donne, la fredda cronaca.

2000 metri cubi di pietre sull'Aurelia

Il movimento franoso, avvenuto intorno alle 20 di domenica 25 gennaio, ha interessato una parete di roccia prospiciente l'Aurelia, circa 200 metri dopo la galleria del Pizzo, arrivando da Arenzano. Circa 2000 metri cubi di roccia sono caduti, probabilmente per il cedimento di una rete paramassi, sulla sede stradale, che all'apparenza ha retto al movimento franoso. La viabilità è stata interrotta in entrambe le direzioni. Le verifiche effettuate finora hanno escluso la presenza di persone o mezzi sotto la frano frana.

Una volta terminate le verifiche, potranno iniziare le operazioni per rimuovere i massi franati e, parallelamente, per accertare le cause dell'evento franoso. Da sole, queste operazioni richiederanno, nella migliore delle ipotesi, alcuni giorni, che potrebbero diventare settimane. “Non è impossibile pensare a una riapertura in tempi brevi, almeno a una corsia”, ha dichiarato a GenovaToday il sindaco di Arenzano Francesco Silvestrini. Qualora, però, dovessero rendersi necessari lavori più strutturati per la messa in sicurezza della parere, i tempi andrebbero giocoforza a dilantarsi, rendendo impossibile il passaggio delle due Milano-Sanremo il prossimo 21 marzo.

A far prevalere il pessimismo è il precedente del 2016, quando un'altra frana, caduta dal lato opposto dell'Aurelia rispetto alla galleria, aveva costretto alla chiusura della strada per mesi. Fino a che non saranno fatte tutte le valutazioni del caso, è impossibile avventurarsi in previsioni circa i tempi di riapertura della strada. Qualora dovessero protrarsi oltre la metà di marzo, come potrebbero cambiare i percorsi della Milano-Sanremo?

Come cambierebbero i percorsi?

Al momento, l'unica al ternativa per i mezzi è l'autostrada A10, ma per RCS le cose sarebbero diverse rispetto ai normali utenti di questo tratto dell'Aurelia, quantomeno per la corsa maschile: in questo caso, la soluzione più semplice è modificare il percorso a monte, transitando dal Bric Berton, anzichè dal Passo del Turchino, e arrivando così sull'Aurelia più avanti, a Savona e non a Genova. Una soluzione già adoperata, in passato, da RCS, come - solo per fare un esempio - nell'edizione del 2002, che così eviterebbe sia il passaggio in autostrada, sia modifiche sostanziali al percorso della prima delle due classiche monumento italiane in calendario, che rimarrebbe pressocché intatto.

L'altimetria della Milano-Sanremo 2002, con il passaggio dal Bric Berton
L'altimetria della Milano-Sanremo 2002, con il passaggio dal Bric Berton

Più problematica, sempre che non si riesca a riaprire - anche solo parzialmente - l'Aurelia all'altezza della frana, è la gestione del percorso della Milano-Sanremo Donne. Come l'anno scorso, infatti, la sede di partenza è Genova e il passaggio per quel tratto dell'Aurelia è, dunque, obbligato. Le possibili alternative sono tre: 1) cambio della sede di partenza, con spostamento ad Arenzano ed eventuali - ma non obbligatorie modifiche successive al percorso, per mantenerne il chilometraggio; 2) passaggio sulla A10, con impegno dell'unica arteria di comunicazione disponibile; 3) inserimento da Voltri, subito dopo l'uscita da Genova, del Passo del Faiallo (1044 m s.l.m.): una salita pedalabile, ma lunga una ventina di chilometri (i primi corrispondono all'ultimo tratto della discesa del Turchino), la cui discesa - la stessa, da Sassello, dell'eventuale modifica del percorso maschile - terminerebbe a Savona.

Una modifica come quest'ultima finirebbe per modificare pesantemente la logica del percorso femminile, rendendolo molto più duro e selettivo rispetto a quello visto l'anno scorso. Come detto, è ancora presto per fare ipotesi di qualsiasi tipo: nella migliore, infatti, l'Aurelia potrebbe essere riaperta già all'inizio della prossima settimana. L'auspicio di RCS è, chiaramente, che le cose vadano proprio così, ma le opzioni sul tavolo verranno vagliate già a partire dai prossimi giorni.

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Marco Francia
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