
Sì, viaggiare: tre ciclovie per la primavera tra Nord, Centro e Sud
Tre itinerari di cicloturismo per la primavera: dalla Ciclabile del Ponente Ligure al Tuscany Trail fino alla Ciclovia dell’Acqua in Molise
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La primavera è alle porte. Le giornate si allungano, le temperature smettono di punire chi parte presto al mattino e l’idea di infilare un paio di cambi in una borsa da bikepacking non sembra più un’impresa da ultracyclist.
Con qualche raggio di sole che scalda la schiena e le chiome degli alberi che tornano verdi, anche ai più pigri – e ai meno esperti – ricomincia a venire voglia di pedalare. E in Italia, per fortuna, gli itinerari non mancano.
Abbiamo scelto tre ciclovie particolarmente adatte a questa stagione, quando il grande caldo non è ancora arrivato e il turismo di massa non ha ancora occupato ogni angolo del paesaggio.
Dalla costa ligure alle strade bianche della Toscana, fino alle tracce poco battute del Molise: ecco alcuni spunti per un viaggio a due ruote durante la bella stagione. Carichiamo la bici, accendiamo il GPS e buona strada.
Nord: la Ciclabile del Ponente Ligure

Non solo Festival di Sanremo. Tra le ciclovie più note del Nord Italia c’è sicuramente la Ciclabile del Ponente Ligure, oggi parte del progetto Cycling Riviera – Parco Costiero Riviera dei Fiori. Il percorso si sviluppa per circa 33 chilometri tra Ospedaletti e Imperia, seguendo il tracciato della vecchia ferrovia a binario unico Genova-Ventimiglia, dismessa nei primi anni Duemila.
Pedalare qui significa muoversi su una specie di balconata affacciata sul mare, tra gallerie ferroviarie riconvertite e scorci in cui il Mediterraneo luccica a pochi metri dalla ruota anteriore. Il tracciato attraversa alcune delle località più note della Riviera dei Fiori, come Sanremo, Arma di Taggia, Riva Ligure e Santo Stefano al Mare, alternando tratti sul lungomare, ex stazioni ferroviarie riqualificate e brevi tunnel scavati nella roccia.
La ciclopedonale è gestita per 24 chilometri dalla società Amaie Energia e Servizi Srl, partecipata pubblica che cura in particolare il tratto compreso tra Sanremo e San Lorenzo al Mare. Il tratto di 9 chilometri tra Imperia Porto Maurizio e San Lorenzo al Mare, inaugurato di recente, completa il percorso.
Oltre a essere una delle infrastrutture più frequentate della Liguria, la ciclabile fa parte del progetto più ampio della Ciclovia Tirrenica, una delle dieci ciclovie turistiche di interesse nazionale promosse dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti insieme al Ministero dei Beni Culturali. L’obiettivo è creare una rete di itinerari ciclabili sicuri e collegati lungo la costa tirrenica, valorizzando paesaggi, borghi e percorsi storici in un’ottica di turismo sostenibile.
Il percorso è accessibile praticamente a tutti, grazie al fondo asfaltato, al dislivello minimo e ai servizi frequenti lungo il tragitto. Proprio per questo nei mesi estivi può diventare un po' affollato, mentre la primavera resta probabilmente il momento ideale per percorrerlo, quando il clima è mite e la Riviera non è ancora entrata nel pieno della stagione turistica.
Per pianificare al meglio la pedalata, consigliamo di consultare il sito ufficiale del Parco Costiero: www.parcocostiero.it.
Centro: sulle strade bianche del Tuscany Trail
Se la proposta ligure accontenta i cicloturisti più rilassati, il Tuscany Trail piacerà invece a chi cerca qualcosa di più avventuroso. Si tratta del più grande evento di bikepacking e gravel al mondo, una manifestazione “no race” aperta a gravel e MTB che ogni anno richiama migliaia di appassionati.
La formula è semplice: ognuno affronta il percorso secondo il proprio ritmo, gestendo tappe, soste e pernottamenti in completa autonomia. Per l’edizione 2026, in programma a maggio, le iscrizioni sono già andate sold out. Ma anche senza pettorale può essere interessante pedalare sulle stesse strade, magari per prendere le misure e valutare la partecipazione ufficiale l’anno prossimo.
Il tracciato prevede due percorsi ad anello: la versione lunga, di circa 445 chilometri con 5.300 metri di dislivello positivo, e una versione più breve da 160 chilometri. La traccia cambia ogni anno e viene svelata solo poco prima dell’apertura delle iscrizioni, ma la filosofia resta sempre la stessa: meno asfalto e più strade bianche, sentieri e carrarecce.
Pedalando si attraversa una delle regioni preferite da chi ama la bici: vigneti, colline, boschi e strade sterrate che sembrano fatte apposta per il gravel. Non mancano i passaggi nei centri storici di alcuni dei borghi più belli della Toscana, come Volterra, San Gimignano, Siena, Monteriggioni, Pienza e Castiglione della Pescaia, dove la pedalata diventa l'occasione per fare un tuffo dentro l'arte e la storia.
Con circa 6.000 iscritti a numero chiuso e partecipanti provenienti da oltre 50 Paesi, il Tuscany Trail detiene il record mondiale di partecipazione per un evento bikepacking. I numeri, però, non hanno snaturato lo spirito della manifestazione: partire con la propria bici, seguire una traccia GPS e affrontare il percorso contando solo sulle proprie gambe.
Il sapore avventuroso si deve al fatto che l’evento sia unsupported: non c'è assistenza lungo il percorso, né punti ristoro ufficiali, ma solo quello che si trova strada facendo. Fa parte del gioco anche la possibilità di dormire sotto le stelle, in tenda o in un sacco a pelo, seguendo il ritmo naturale della pedalata.
Per molti ciclisti, partecipare è diventato un rito e un momento di incontro. Ma, anche per chi non prende parte all’evento ufficiale, percorrere le strade bianche in bici resta una delle esperienze da fare almeno una volta nella vita.
Per tutte le informazioni: www.tuscanytrail.it.
Sud: la Ciclovia dell’Acqua in Molise

Quando si parla di cicloturismo in Italia – ma anche di viaggi in generale - il Molise difficilmente è la prima regione che viene in mente. Eppure forse è proprio questo il suo punto di forza. Qui si pedala su strade tranquille, tra piccoli centri e paesaggi che seguono ancora un ritmo lento, lontano dalle rotte più battute.
Un esempio è la Ciclovia dell’Acqua, un itinerario di circa 72 chilometri che ripercorre l’omonimo cammino religioso, poi ripensato anche per i viaggiatori in bici. Il percorso si snoda lungo strade a bassa percorrenza tra le province di Isernia e Campobasso e collega due importanti centri di culto della regione: la Basilica Minore dell’Addolorata di Castelpetroso, patrona del Molise, e il Santuario della Madonna della Libera di Cercemaggiore.
Il santuario di Castelpetroso, punto di partenza per i pellegrini, è un edificio ottocentesco in stile neogotico che ricorda quasi un castello. Fu costruito grazie alle offerte degli emigrati molisani nel luogo in cui, secondo la tradizione, apparve più volte la Madonna alla fine del XIX secolo. Da qui la ciclovia scende verso Santa Maria del Molise, attraversando un territorio ricco di torrenti, piccole cascate e antichi mulini oggi restaurati.
L’itinerario prosegue poi verso Cantalupo del Sannio e Bojano, dove merita una sosta il Museo Civico ospitato nelle sale di Palazzo Colagrosso. Salendo verso San Polo Matese, noto per il suo presepe vivente, il paesaggio cambia: ci si inoltra in una vegetazione sempre più fitta, tra i boschi e i pendii dell’Appennino molisano.
La pedalata prosegue fino a Campochiaro, piccolo borgo immerso nel verde dominato dalla Torre Angioina del XIII secolo. Da qui si entra in uno dei tratti più suggestivi del percorso: la discesa che attraversa la Riserva Naturale Oasi WWF di Guardiaregia-Campochiaro, tra le aree protette più selvagge d’Italia, con oltre 3.000 ettari di boschi e ambienti carsici.
Proseguendo si raggiunge il Parco Archeologico di Sepino, nella località di Altilia, dove sorgono le rovine dell’antica città romana di Saepinum, la “piccola Pompei del Molise”. Gli ultimi chilometri conducono infine a San Giuliano del Sannio e poi a Cercemaggiore, dove il viaggio si conclude sul sagrato del Santuario di Santa Maria della Libera, uno dei complessi religiosi più visitati della regione.
I luoghi che si incontrano lungo il percorso raccontano una sacralità legata a una religiosità rurale antica, in cui pastorizia, agricoltura e fede si intrecciavano profondamente. Non a caso queste sono anche terre di transumanza, l’antica pratica di spostamento stagionale delle greggi lungo i tratturi appenninici, oggi riconosciuta dall’UNESCO come Patrimonio Immateriale dell’Umanità.
Il tracciato alterna strade secondarie e tratti di campagna, con un profilo collinare che richiede un minimo di gamba ma ripaga con traffico quasi inesistente e panorami ampi sull’Appennino.
Per organizzare il viaggio è possibile scaricare la traccia GPX da Komoot e consultare il sito visitmolise.eu: è un buon punto di partenza per scoprire una regione che, anche su due ruote, rimane ancora poco conosciuta.
