
Maglia rosa alla fuga. Numero di Haugland alla prima tappa del Giro Next Gen
Il norvegese della Decathlon vince a Vibo Valentia dopo un'azione solitaria di 56 chilometri. Gruppo anticipato, si piazzano Fabbro e Donati
La prima tappa del Giro d'Italia Next Gen arriva a Vibo Valentia, e il vincitore di giornata ne ha avuta parecchia di valentia, intesa sia come abilità e bravura che come coraggio (l'accezione dello spagnolo valentía, termine di derivazione latina ben più in uso rispetto all'italiano). Il coraggio paga e porta in maglia rosa Kasper Haugland, classe 2005 della Decathlon CMA CGM, che si aggiudica la vittoria al termine di una fuga solitaria di 56 chilometri. Dopo aver staccato i due compagni di avventura, il norvegese è riuscito a resistere fino alla fine al rientro del gruppo e al sopraggiungere della fatica dopo un'azione a lungo raggio. Si tratta del primo successo da under 23 in una corsa internazionale per il passista scandinavo, che quest'anno era già stato ottavo alla Roubaix Espoirs.
Giro d'Italia Next Gen 2026, la cronaca della prima tappa
La prima tappa è anche la più lunga di questa edizione, 168 chilometri con partenza da Reggio Calabria e una prima metà interamente piatta lungo la costa, fino allo sprint intermedio di Locri. In questa fase si sgancia una fuga di tre corridori, che riesce a prendere oltre otto minuti e mezzo di vantaggio. All'attacco ci sono i norvegesi Kasper Haugland (Decathlon CMA CGM Development Team) e Håkon Eiksund Øksnes (Team Drali-Repsol) insieme all'italiano Riccardo Fraticelli, in gara con la maglia azzurra della nazionale.

I tre davanti prendono un grande un vantaggio prima che si portino davanti a tirare le prime squadre interessate a contenere il distacco, tra cui Bahrain-Victorious e INEOS Grenadiers. Sul Valico della Limina (4.1 km al 6.7%) se ne va da solo Haugland, che ai -56 riesce a staccare i compagni di fuga e prosegue verso una grande impresa con la maglia rosa come traguardo. Fraticelli e Øksnes vanno subito a più di un minuto, ma anche loro resistono a lungo al rientro da dietro.
Il norvegese scollina da solo anche al gpm di Mileto (15.8 km al 2.1%), un falsopiano che fa piuttosto male alle gambe di un corridore allo scoperto da così tanti chilometri. Dietro si alternano al comando diverse squadre, l'andatura aumenta ma il distacco è ancora superiore ai due minuti e mezzo dentro gli ultimi dieci chilometri. Ai -9 prova in solitaria Nicola Zumsteg (Biesse-Carrera-Premac), subito ripreso, ma è il solo il primo di una serie di allunghi nel finale. Sia Fraticelli che Øksnes vengono ripresi prima degli ultimi chilometri in leggra discesa, in cui le squadre dei velocisti si organizzano ma non riescono a chiudere: Kasper Haugland completa l'impresa e si prende la prima maglia rosa sul traguardo di Vibo Valentia.
Il gruppo arriva a pochissimi metri dal vincitore, e Riccardo Fabbro (UC Trevigiani-Energiapura Marchiol) si aggiudica la volata dei battuti. Terzo posto per Davide Donati (Red Bull-BORA-hansgrohe Rookies), che precede Alessio Delle Vedove (XDS Astana Development Team). Tra i primi dieci altri tre italiani: sesto Alessio Menghini (Team Technipes #inEmiliaRomagna Caffè Borbone), nono Nicolò Arrighetti (General Store-Essegibi-F.lli Curia), decimo Riccardo Lorello (S.C. Padovani Polo Cherry Bank). Domani a Crotone un'altra occasione per gli sprinter, ma bisognerà come sempre fare attenzione a chi parte da lontano.
