Niels Vandeputte ©Alpecin Premier-Tech
Ciclocross

Niels Vandeputte chiude a Oostmalle una stagione da instancabile vincente

Il belga della Alpecin Premier-Tech vince anche lo Sluitingsprijs e chiude una stagione da quaranta gare, sette vittorie e venti podi

La stagione di ciclocross si è chiusa come di consueto con la grande festa dello Sluitingsprijs di Oostmalle, l'ultima gara dell'anno per tutti i grande protagonisti dell'inverno. Per alcuni è stata anche l'ultima in assoluto, tra cui Laura Verdonschot, Tom Meeussen e Lars van der Haar, il più celebrato di tutti per la chiusura di una grande carriera. C'è chi ripartirà con una nuova maglia, da Manon Bakker che lascerà la Crelan-Corendon a Joris Nieuwenhuis, che passerà da Ridley a Heizomat-CUBE. Per tutti gli altri è comunque tempo di tracciare un bilancio, e quello di Niels Vandeputte è particolarmente positivo.

Niels Vandeputte ©Alpecin Premier-Tech
 ©Alpecin Premier-Tech

Niels Vandeputte vince a Oostmalle 

Il belga della Alpecin-Premier Tech taglia per primo il traguardo nell'ultima corsa della stagione, battendo allo sprint il classe 2005 Yordi Corsus, il principale prospetto della Pauwels Sauzen-Altez Industriebouw (curiosamente, suo fratello Lars ha vinto la gara junior). A completare il podio il già citato Nieuwenhuis, mentre Van der Haar ha concluso la carriera con un quattordicesimo posto. 

Results powered by FirstCycling.com

Al femminile vittoria di Inge van der Heijden, che ha approffitato del salto di catena in piena volata di Ceylin Del Carmen Alvarado, che le ha fatto perdere il pedale nel momento decisivo. Sul podio anche Marion Norbert Riberolle, che ha battuto Leonie Bentveld nello sprint per la terza posizione. Assenti sia Aniek van Alphen che Amandine Fouquenet, che insieme alla campionessa europea sono state le più migliorate nel corso della stagione. Particolarmente notevoli le prestazioni della francese, passata alla Pauwels da inizio 2026, che ha chiuso a quota tre vittorie e dodici podi. Un andamento simile a quello di Vandeputte in campo maschile.

Al massimo dall'inizio alla fine

Il classe 2000 ha iniziato a correre prima di tutti i big, vincendo il cross di Dippach del 27 settembre. Dopo l'esordio in Lussemburgo, Vandeputte ha disputato altre trentanove gare, con una costanza che gli ha permesso di vincere la classifica generale del Superprestige e chiudere tra i primi tre anche l'X2O Trofee e la Coppa del mondo.

Il bilancio finale è di sette vittorie, di cui quattro dopo il mondiale, venti podi e trentuno piazzamenti tra i primi cinque, di cui molte durante il Kerstperiode. Tra il quinto posto del 20 dicembre ad Anversa e il quarto del 4 gennaio a Zonhoven, Vandeputte ha disputato undici cross in quindici giorni, vincendo a Gullegem e salendo sul podio a Koksijde, Hofstade e Loenhout. Un rendimento da top assoluto, senza i picchi del suo intoccabile Mathieu van der Poel, del suo altro compagno di squadra Tibor Del Grosso o di Thibau Nys, ma con una costanza notevolissima.

L'anno del ritiro per scelta di Van der Haar e di quello forzato dai problemi fisici di Eli Iserbyt diventa anche quello dell'affermazione definitiva di un nuovo specialista puro, destinato a caratterizzare la stagione da inizio ottobre a fine febbraio. L'unico neo, per coincidenza o l'impostazione della curva di prestazione, sono i risultati nelle due corse per nazionali: ventunesimo all'europeo di Middelkerke, ventisettesimo al mondiale di Hulst. Un aspetto su cui lavorare in vista del 2026/27.

Due ruote, due mondi: la UAE nel ciclismo e una domenica in Lucania nella quinta uscita di Muri