Giro d'Italia

Giro d'Italia 2026, 16a tappa: primo round dell'ultimo scontro

Tappa non terribile, ma resa pericolosa dal giorno di riposo che la precede; la salita finale non perdona. Il percorso, le nostre previsioni, orari e appuntamenti tv

L'ultima settimana del Giro d'Italia 2026, come di consueto, inizia con una frazione di montagna, anche se le divergenze tra RCS e comitato organizzatore hanno portato ad un disegno piuttosto blando. Non si può dire che questa 16a tappa sia un unipuerto, ma certo il circuito in Val di Blenio non basta a cambiare il canovaccio, perciò la salita finale di Carì rimarrà il punto focale. Dopo una quindicina di km pianeggianti fino a Biasca, la strada comincia a salire dolcemente per poi inasprirsi verso il GPM di Torre (ignorando il dato ufficiale 3.8 km al 6.4%, max 10%), di fatto primo troncone della salita verso il Lucomagno; poco dopo però si abbandona la scalata per tornare indietro e imboccare la salita breve ma cattiva verso Leontica (3 km all'8.5%, max 14%). Con una discesa abbastanza tecnica di 5.5 km si torna in fondovalle, per iniziare la seconda tornata e ripetere le due ascese. Al secondo passaggio invece si torna a Biasca in lieve discesa. A questo punto rimangono 30 km tutti in ascesa, inizialmente di facile falsopiano. Già a Giornico si incontra un segmento di salita vera (6 km al 3.9% ma irregolari, max 10%), quindi altri due strappi di circa 1 km (max 10%) prima di arrivare a Faido, dove inizia ufficialmente la salita finale, con le gambe però già molto appesantite: a Carì si arriva con 11.6 km all'8% di media, divisi in un primo troncone abbastanza regolare di 7.8 km all'8.3% e un secondo di 3.4 km all'8.3%, con il tratto più duro (max 12%) proprio nell'ultimo km.

 

Le salite

Dettaglio salite

 

Gli ultimi km

Dettaglio ultimi km

 

Fari puntati su…

Jonas Vingegaard (Team Visma | Lease a Bike) non ha ancora vantaggi siderali sui suoi avversari, ma ormai è a tutti gli effetti il padrone della corsa. Il danese ha già detto di voler vincere una tappa anche con la maglia rosa indosso, ma non è detto che voglia farlo in questa frazione, anche se c'è da dire che è tra le più agevoli da controllare visti i lunghi fondovalle e l'impossibilità di anticipare la salita finale (quantomeno per gli altri uomini di classifica). Non sarebbe del tutto improbabile nemmeno che la Visma tentasse di far vincere una tappa anche a Davide Piganzoli, che al momento è forse il più forte in salita dopo il suo capitano.

Questa situazione sicuramente va a tutto vantaggio di Afonso Eulálio (Bahrain - Victorious) che dovrà difendersi dall'attacco di chi lo segue in classifica solo negli ultimi km. Tra questi Felix Gall (Decathlon CMA CGM Team) continua ad essere quello più solido, ma la coppia Red Bull - BORA - hansgrohe formata da Giulio Pellizzari e Jai Hindley sembra aver superato i problemi fisici di una settimana fa e potrebbero risultare ancor più forti col passare delle tappe, essendo per altre due uomini che hanno mostrato ottime capacità di recupero nel corso dell'ultima settimana dei Grandi Giri. Vista anche l'indole naturale da attaccanti che li contraddistingue non è da escludere che possano essere il fattore più determinante di quest'ultima settimana. Thymen Arensman (Netcompany INEOS) è un altro che resiste molto bene col passare dei giorni e potrebbe migliorare.

Sembrano ormai fuori dalla lotta per il podio Ben O'Connor (Team Jayco AlUla) e Derek Gee-West (Lidl - Trek) i quali potrebbero però avere maggiore libertà di azione in funzione del successo di tappa. Lo stesso vale per Mathys Rondel e Michael Storer (Tudor Pro Cycling Team), ma anche per atleti ancora più attardati ai quali potrebbe anche essere consentito di entrare in una fuga a lunga gittata: menzioniamo Chris Harper e David de la Cruz (Pinarello Q36.5 Pro Cycling Team),  Egan Bernal (Netcompany INEOS), Damiano Caruso (Bahrain - Victorious), Jan Hirt (NSN Cycling Team) e Markel Beloki (EF Education - EasyPost).

Chi rivedremo quasi sicuramente in fuga sarà anche Giulio Ciccone (Lidl - Trek), non solo per provare finalmente a vincere una tappa, ma anche per andare a caccia di punti per la classifica degli scalatori, dove al momento è alle spalle soltanto di Vingegaard e di Jardi Christiaan van der Lee (EF Education - EasyPost). Probabilmente vedremo muoversi anche Jhonatan Narváez (UAE Team Emirates - XRG) per prendere punti al traguardo volante e riavvinare Magnier nella lotta per la maglia ciclamino, anche se non sarà sufficiente per superarlo in classifica già in questa tappa. E poi ci saranno senz'altro ottimi scalatori in cerca di un successo, come Enric Mas (Movistar Team), se avesse una giornata buona, il compagno di squadra Einer Rubio e Wout Poels (Unibet Rose Rockets); ovviamente se ne potrebbero menzionare molti altri.

 

Giro d'Italia 2026, gli orari della sedicesima tappa

Il transito dal km0 è in programma alle 14:00, mentre l'arrivo è previsto tra le 17:00 e le 17:30. La tappa sarà trasmessa in tv sia dai canali in chiaro Rai (su Rai Sport dalle 12:45 alle 14:05, poi su Rai 2 dalle 14:05 alle 17:55), sia su Eurosport e Discovery+ (dalle 13:30 alle 17:45).

Il Giro (del Pipppero) è finito, andiamo a casa
Francesco Dani
Volevo fare lo scalatore ma non mi è riuscito; adesso oscillo tra il volante di un'ammiraglia, la redazione di questa testata, e le aule del Dipartimento di Beni Culturali a Siena, tenendo nel cuore sogni di anarchia.