
Milan: "Devo chiedere scusa ai miei compagni". Vingegaard spiega il forcing su Ca' del Poggio
Le dichiarazioni dei protagonisti della 18a tappa del Giro d'Italia 2026: dalle scuse di Milan alle scelte di Zambanini, le condizioni di Eulálio e il perché Vingegaard abbia voluto scollinare per primo il muro
Paul Magnier ha conquistato la sua terza vittoria in questo Giro d'Italia al traguardo di Pieve di Soligo, imponendosi in volata nella diciottesima frazione grazie a un lavoro impeccabile di Jasper Stuyven, che ha rilanciato dopo la curva decisiva posizionando il giovane francese in testa nell'ordine d'arrivo. La Soudal Quick-Step ha dimostrato ancora una volta di saper gestire i finali complessi, con Stuyven che ha di fatto deciso le posizioni prima ancora che la volata iniziasse, relegando Jonathan Milan (Lidl-Trek) al terzo posto dopo una prova ancora poco convincente. Secondo classificato Edoardo Zambanini (Bahrain-Victorious), mentre Milan ha chiuso terzo. Il Muro di Ca' del Poggio non ha selezionato come sperato dai corridori meno veloci: Afonso Eulálio (Bahrain-Victorious) aveva provato ad attaccare a 700 metri dalla cima, seguito da Johannes Kulset (Uno-X Mobility) ma i due sono stati ripresi poco prima dell'ultimo chilometro grazie alla spinta di Derek Gee-West e Matteo Sobrero della Lidl-Trek.
In chiave classifica generale nulla cambia nelle prime dieci posizioni, con Jonas Vingegaard (Visma-Lease a Bike) che ha scollinato per primo sul muro. Da segnalare il momento difficile di Davide Piganzoli (Visma-Lease a Bike), che ha perso contatto sul muro perdendo contatto con il gruppo dei migliori, mentre Jhonatan Narváez (UAE Emirates-XRG) ha pagato a caro prezzo il finale in volata: l'ecuadoriano ha raccolto solo un punto allo sprint intermedio e arriva diciottesimo, permettendo a Magnier di operare il controsorpasso nella classifica a punti portandosi a 195 punti contro i 158 del rivale e rafforzando la maglia ciclamino. Tra gli italiani in evidenza, Francesco Busatto (Alpecin-Premier Tech) ha chiuso quarto, Filippo Magli (Bardiani CSF Saber) ottavo, e Alessandro Pinarello (NSN) si è messo in luce con un'azione di forza prima del finale. Domani il Giro affronta la tappa dolomitica con arrivo ai Piani di Pezzè.

Ecco le dichiarazioni dei protagonisti della diciottesima tappa del Giro d'Italia 2026
Jonas Vingegaard: "Non mi aspettavo questo scenario, ma le squadre dei velocisti meritavano"
“Non mi aspettavo questo scenario. Non so perché, ma non pensavo che le squadre dei velocisti avrebbero preso il controllo, eppure lo hanno fatto davvero bene e si sono meritati la vittoria. È stato molto impressionante come hanno gestito l'intera situazione e l'intera tappa. -ha detto la maglia rosa ai microfoni di Cycling Pro Net- [In cima a Ca'del Poggio] ero lì e ho la maglia dei GPM, quindi perché non prendersi quei nove punti al passaggio? Già dalla partenza hanno provato a controllare la corsa, e devo dire che oggi sono anche andati molto bene in salita. Le squadre dei velocisti hanno tanti ragazzi pesanti che soffrono sulle salite, ma questa volta le hanno superate davvero bene e sono riusciti a tenere qualcosa in serbo per il finale. Domani c'è una tappa con un dislivello enorme, quindi spero di avere buone gambe e vedremo come andrà. È una bella tappa e mi piacerebbe vincerla, ma dobbiamo anche stare attenti con la squadra e con tutto il resto. Ne parleremo e faremo un piano. Nella volata in salita è stato difficile posizionarsi, credo che Piganzoli abbia dovuto cavarsela un po' da solo e si è ritrovato un po' indietro — è quello che succede a volte. Non era davanti in fondo della salita, ma è riuscito a rientrare senza perdere tempo ed è ancora in buona posizione. È pronto per domani e dopodomani. Finora è stato straordinariamente forte, ha dimostrato quello di cui è capace e speriamo che anche negli ultimi due giorni abbia buone gambe.”
Paul Magnier: "Il team ha fatto un lavoro straordinario per portarmi allo sprint"
“Questa mattina non era lo scenario che avevamo in testa. Eravamo sorpresi che Lidl e UAE volessero controllare la tappa. Pensavamo piuttosto che si formasse una fuga nella salita dopo i 20 km. Ma alla fine è stata una giornata abbastanza tranquilla, visto che c'erano solo quattro corridori in fuga e noi non avevamo molto da fare.-ha dichiarato Magnier ai microfoni di Cycling Pro Net- Volevamo solo cercare di sopravvivere al muro di Cà del Poggio. Sapevamo che era molto duro e molto ripido, ed è vero che quando si è pesante come uno sprinter è abbastanza difficile, ma sono riuscito a superare quella salita, anche grazie all'aiuto di tutti i miei compagni di squadra che mi hanno davvero supportato.Gli ultimi due giorni ero molto stanco. Anche stamattina, per essere onesto, sono saltato nella prima salita con una ventina di corridori soltanto. Alla fine sono rientrato e questo era molto importante. I DS e tutti i miei compagni di squadra mi hanno davvero motivato, mi hanno detto di fidarmi di me stesso, ed è quello che ho fatto nella salita. È davvero eccezionale poter vincere, non me l'aspettavo affatto. Sapevamo che Narváez voleva controllare la corsa, mi faceva un po' paura. Pensavo che le mie possibilità di prendere la ciclamino potessero essere finite ma con questa vittoria ho ridato veramente motivaizoni a tutti.
L'anno scorso ho già fatto questa salita, credo fosse alla tappa 14 o 15, e mi sono staccato. Oggi ho cercato di restare fiducioso, mantenere il mio ritmo, e in cima penso di essere stato forse l'ultimo a riuscire a superare quella salita. Poi avevamo tanti compagni perché non avevamo lavorato praticamente per tutta la giornata, e hanno fatto un lavoro straordinario per accompagnarmi negli ultimi 200 metri. In realtà il piano era di entrare in una fuga senza Narváez, per essere sicuri che non prendesse i 50 punti. Alla fine sono saltato nella prima salita, ero davvero poco motivato, ma poi tutta la squadra mi ha ridato motivazione e morale per affrontare quella salita. Penso di aver fatto alcuni dei miei migliori 3-4 minuti di potenza su quella salita e ne sono molto orgoglioso. Quando ho visto che Narváez voleva controllare la tappa mi ha fatto un po' paura, mi sono detto che le mie chances per la maglia ciclamino erano forse finite. Ma penso che con questa vittoria si ridà enorme motivazione a tutti. Questa mattina non ero molto fiducioso quando ho visto la UAE controllare la tappa, ma ora con la vittoria posso essere più fiducioso e spero di fare ancora una bella tappa a Roma. A sei o settecento metri Jasper [Stuyven] mi ha superato e nessuno è riuscito a sorpassarlo. Io ho potuto accelerare negli ultimi 200 metri. Un finale straordinario. Grazie a tutto il team e grazie a Jasper per il lancio incredibile.”
Edoardo Zambanini: "C'era un po' di attendismo, ho cercato di gestire al meglio le posizioni"
“Sì, sicuramente ci tenevamo tanto a fare bene questa corsa ed è stato un giro bellissimo finora, il morale molto molto alto e devo ringraziare tutta la squadra, comunque si sono stati forti e sono davvero davvero contento anche nel secondo posto. -ha dichiarato Zambanini ai microfoni della zona arrivo- C'era un po' di attendismo, però ho cercato di gestire al meglio le posizioni e dopo nel finale ho cercato di stare più possibile davanti, perché sapevo che era molto tecnico e alla fine è andata. Solo Magnier ha battuto e messo dietro quasi tutti i velocisti. Magnier era il velocista più favorito, però sì, erano tanti velocisti lì davanti e ho dato il meglio. Sapevo che era un finale abbastanza tecnico, però ho cercato sempre di stare davanti nelle prime posizioni, anche se prendevo un po' di vento ogni tanto, però sì, è andato tutto bene.”
Johannes Kulset: "Non avremmo mai pensato a uno scenario del genere"
Non avrei mai immaginato qualcosa del genere, -ha dichiarato il corridore della Uno-X Mobility ai microfoni di Cycling Pro Net- ma si sogna sempre e questo non era sicuramente uno scenario a cui avremmo pensato. Il ritmo sull'ascesa era molto duro. Eulálio era straordinariamente forte, è davvero sottovalutato come passista-puncheur e lo ha dimostrato oggi. Poi lui ha attaccato e io ho avuto l'opportunità di contrattaccare. Pensavo che la discesa fosse un po' più insidiosa, e quando ho preso margine credevo davvero che io e Eulálio saremmo andati a vincere insieme. Ma era troppo duro in pianura e il numeroso gruppo dietro ha reso tutto impossibile. Non stavo pianificando nulla di preciso in fondo alla salita: speravamo che forse Sakarias [Koller Løland] riuscisse a tenere e poi andare in volata. Ma quando erano rimasti solo una decina, dodici corridori e io ero lì con buone gambe, ci si prova. Ed è stato davvero divertente. La folla sulla salita era surreale, forse è la cosa più pazzesca che abbia mai visto su quella salita. È stato incredibile. Ho fatto il Tour de France, ma oggi era folle e straordinariamente bello. I tifosi erano presenti in massa”
Corbin Strong: "Non abbastanza lunga per fare distacchi sui più veloci"
“Avevamo sentito qualche voce alla partenza su come avrebbero corso le altre squadre, ma non ci si può mai fidare. Siamo rimasti fedeli al nostro piano di entrare nella fuga e poi, dopo la zona mossa, abbiamo visto che il gruppo era disposto a controllare, il che ci andava bene. La mia squadra ha fatto un lavoro davvero ottimo e, non è per mancanza di tentativi, ci abbiamo davvero provato oggi, ma alla fine non avevo abbastanza gambe. -ha dichiarato Corbin Strong ai microfoni al termine della tappa- Non penso che la salita finale potesse essere molto più dura: se attaccano uno come Eulálio e uno come Vingegaard, non ci sono molti corridori al mondo, se non nessuno, capaci di attaccare su quel ritmo. Penso fosse abbastanza dura, forse non abbastanza lunga per un corridore come me per fare davvero distacchi sui più veloci della corsa.”
Jonathan Milan: "Non è stato facile, devo chiedere scusa ai miei compagni"
“Non è stata una giornata facile. Poteva andarsene una grande fuga, non c'era una certezza di arrivo in volata. Abbiamo cercato di controllare fin dalla fase iniziale -ha raccontato il corridore ai microfoni di Eurosport-. I ragazzi hanno fatto un lavoro fantastico, ma devo chiedere scusa per non aver ottenuto il risultato che cercavamo. Dopo uno sforzo come quello di oggi sarebbe servito solo quello. Abbiamo fatto del nostro meglio. È stato un mio errore prendere l'ultima curva solo in quarta posizione. Avrei dovuto restare dietro a Magnier e da lì iniziare a sprintare.”
Afonso Eulálio “Niente di grave la caduta ma non è l'ideale"
"Non è nulla di grave, ma non è certo la situazione ideale [il corridore è caduto a circa cinquanta chilometri dall'arrivo nel tentativo di prendere un rifornimento da un massaggiatore]. Domani sentirò sicuramente più dolore. La squadra, però, è stata perfetta: siamo rientrati rapidamente in gruppo. Sentivo di avere buone gambe e ho visto un'opportunità [per attaccare]. Anche il finale è andato alla perfezione, dato che il mio compagno di squadra Edoardo Zambanini ha chiuso al secondo posto, battuto solo dal miglior velocista della corsa. Sono felice di come è andata questa giornata. Domani sarà una giornata durissima. Devo semplicemente continuare a lottare. Darò il massimo [per difendere la quinta posizione in classifica generale e la maglia bianca ]."
