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La nobiltà del ciclismo si inchina ancora a Ganna

07.03.2022 17:21

Filippo domina la cronometro d'apertura della Tirreno-Adriatico, battuti Remco Evenepoel e Tadej Pogacar per un podio da urlo che bacia l'avvio della Corsa dei Due Mari


Le prime due crono dell'anno le aveva vinte in Francia un mese fa, tra Étoile de Bessèges e Tour de la Provence; poi l'escursione negli Emirati gli aveva portato un secondo posto nella prova contro il tempo dell'UAE Tour (battuto da Stefan Bissegger), ma oggi Filippo Ganna si è ripreso lo scettro e l'ha fatto al cospetto di tanta nobiltà del ciclismo, quella che come ogni anno popola la Corsa dei Due Mari. Vittoria parziale portata a casa per il piemontese, e ovviamente è sua anche la prima maglia azzurra di leader della classifica, per un primato che ora vedremo quanto e come vorrà e potrà difendere nei prossimi giorni. Non è un problema per Pippo, che ovviamente ha altri obiettivi nel corso di questa stagione, però vedere come il 25enne di Verbania si muove nelle gare a tappe è sempre motivo di interesse per tutti gli appassionati.

Ma riavvolgiamo il nastro all'inizio del pomeriggio toscano. Per l'ottavo anno di fila la Tirreno-Adriatico parte da Lido di Camaiore e stavolta, dopo due edizioni in cui la frazione è stata in linea, si è tornati a misurarsi contro il tempo, non per una cronosquadre che era diventata quasi un must qualche stagione fa, ma per una prova individuale che è stata spostata dall'ultima alla prima tappa. Il chilometraggio, abbastanza in fase con quello delle crono finali di San Benedetto del Tronto che abbiamo commentato fino al 2021, ammontava a 13.9 km. Completamente pianeggianti, ça va sans dire. E con un bel sole a mitigare nettamente una temperatura che altrimenti sarebbe stata rigidina.

A lungo in testa alla classifica provvisoria c'è stato Alex Dowsett (Israel-Premier Tech) con un 15'42" che ha resistito a molti rivali (tra cui un non trascendentale Edoardo Affini: 16'01" per il mantovano della Jumbo-Visma, 15esimo alla fine) ma non a Kasper Asgreen (Quick-Step Alpha Vinyl), capace di abbassare a 15'41" il limite. Nulla in confronto al tempo che pochi minuti dopo avrebbe stampato Filippo Ganna, un 15'17" che ha proiettato il Campione del Mondo di specialità in una posizione che nessuno avrebbe più potuto discutere. 54.527 la media oraria del corridore della INEOS Grenadiers, che ha poi visto transitare dopo di sé Remco Evenepoel (Quick-Step), 15'28" e secondo posto assicurato per il fiamminghetto di ferro.

L'ultimo possibile rivale per Ganna era direttamente Tadej Pogacar, partito per ultimo essendo il campione uscente della Tirreno. Ma lo sloveno della UAE Emirates non era in vena di follie come l'altro giorno e si è "accontentato" di portare a casa un terzo posto col tempo di 15'36". Poi baderà lui a trovare il modo di vincere la corsa nei prossimi giorni...

Ricapitoliamo allora l'ordine d'arrivo e la coincidente generale: Ganna vince con 15'17" e 10" su Evenepoel a 17" su Pogacar. Seguono Asgreen a 23", Dowsett a 25", Thymen Arensman a 27", Tobias Ludvigsson (Groupama-FDJ) a 31", Jos Van Emden (Jumbo) a 33", Mikkel Bjerg (UAE) e il campione italiano Matteo Sobrero (BikeExchange-Jayco) a 38". E ora i distacchi di altri nomi di rilievo in ottica classifica: 41" per Miguel Ángel López (Astana Qazaqstan), 42" per Tao Geoghegan Hart, 47" per Richard Carapaz, 51" per Richie Porte (tutti e tre della INEOS), 52" per Jonas Vingegaard (Jumbo), 57" per Julian Alaphilippe (Quick-Step), 1'01" per Jakob Fuglsang (Israel), 1'02" per Wilco Kelderman (Bora-Hansgrohe) e Rigoberto Urán (EF Education-EasyPost), 1'05" per Jai Hindley (Bora), 1'06" per Damiano Caruso (Bahrain-Victorious), 1'09" per Enric Mas (Movistar), 1'10" per Pello Bilbao (Bahrain), 1'15" per Domenico Pozzovivo (Intermarché-Wanty), 1'21" per Giulio Ciccone (Trek-Segafredo), 1'22" per Mikel Landa (Bahrain), 1'24" per Thibaut Pinot (Groupama), 1'29" per Romain Bardet (DSM).

Domani la seconda tappa porterà il gruppo da Camaiore a Sovicille, 219 km con finale parecchio mosso che però non esclude la possibilità che un velocista resistente piazzi la sua zampata.
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