Il podio dell'edizione 2025 © Tour de Romandie
Donne Élite

Il Tour de Romandie Féminin non si correrà nel 2026

Continuano le difficoltà economiche della corsa svizzera, che non riesce a trovare sponsor. L'obiettivo è ripartire nel 2027

Dopo un'edizione piuttosto contenuta della gara maschile, con sole quindici squadre presenti, poco più di cento partenti e nessuno sponsor per la maglia gialla, il Tour de Romandie ha annunciato che in questa stagione non si disputerà la corsa femminile. La quinta edizione della gara a tappe svizzera di categoria WWT, prevista in calendario dal 4 al 6 settembre, dovrebbe essere rinviata al 2027 stando al comunicato ufficiale diramato dall'organizzazione. 

Cancellato il Tour de Romandie

L'annullamento dell'edizione 2026, stando alla versione ufficiale, è data da due motivazioni principali. In primo luogo viene evidenziata la concentrazione eccezionale di grandi eventi nella Svizzera romanda durante i prossimi mesi (il mondiale di hockey, il G7, il Grand Départ del Tour de France Femmes), che mobiliterà fortemente le risorse essenziali all'organizzazione di un evento ciclistico internazionale (forze di sicurezza, logistica, volontari". La seconda motivazione, che evidentemente è la prima per importanza, è l'assenza di sponsor che possano sostenere l'organizzazione.

“Questo rinvio mira anche a preservare la stabilità finanziaria della Fondazione e, a lungo termine, a garantire la qualità e la sostenibilità dell'evento. Sulla scia del successo di pubblico e sportivo del Tour de Romandie maschile del 2026, gli organizzatori guardano al futuro con fiducia. Nel corso della settimana si sono tenuti colloqui promettenti con i partner, che lasciano presagire prospettive incoraggianti per il finanziamento dell'edizione femminile", si legge. L'obiettivo è ripartire nel 2027 per l'ottantesima edizione della corsa maschile e la quinta di quella femminile, alla ricerca di una complessa stabilità strutturale.

I problemi dietro casa dell'UCI

Quella che è stata annunciata come una decisione che “mira anche a preservare la stabilità finanziaria della Fondazione e, in ultima analisi, a garantire la qualità e la sostenibilità dell'evento" nasconde, e nemmeno troppo bene, le difficoltà che persistono da tempo per la corsa geograficamente più vicina al quartier generale dell'UCI di Aigle. Lo scorso anno, l'Unione Ciclistica Internazionale era stata al centro di una vicenda molto discussa alla vigilia della corsa, che si era disputata dal 15 al 17 agosto. Cinque squadre erano state squalificate prima della partenza per essersi opposte alle direttive sulla sperimentazione del sistema GPS, lanciata proprio in occasione del Tour de Romandie. Le squadre in questione (Lidl-Trek, Picnic PostNL, Canyon//SRAM, EF e Visma Lease a Bike) si erano rifiutate di selezionare una loro atleta a cui applicare il dispositivo, sostenendo che la stessa UCI avrebbe dovuto decidere in merito.

Paula Blasi in maglia gialla ©UCI WWT
Paula Blasi in maglia gialla nella scorsa edizione ©UCI WWT

La corsa era stata poi vinta da Elise Chabbey, dopo che negli anni precedenti avevano trionfato Ashleigh Moolman, Demi Vollering e Lotte Kopecky. Nel prologo invece era arrivato il primo successo nel World Tour di Paula Blasi, la grande sensazione del momento dopo la sua vittoria alla Vuelta. Per il momento rimarranno questi gli ultimi nomi nell'albo d'oro, e per il 2027 la speranza è che si riesca a intervenire per una trovare una soluzione e permettere a una gara storica di sopravvivere.

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