Editoriale

Muri #15: Prima del numero 109

Il quindicesimo numero di Muri è nella vostra casella da questa mattina con due pezzi che guardano al Giro d'Italia da angolazioni molto diverse

05.05.2026 18:03

Il quindicesimo numero di Muri è nella vostra casella da questa mattina con due pezzi che guardano al Giro d'Italia da angolazioni opposte: il peso, anche drammatico, della storia e l'attesa del via. Per iscrivervi, basta cliccare qui.

Quando la Corsa Rosa ha vestito il nero del lutto

Il primo pezzo, a cura di Carmine Marino, racconta le quattro morti avvenute sulle strade del Giro. Orfeo Ponsin, ventitré anni, caduto sulla discesa di Borgo Merluzza nel 1952 mentre cercava di scappare dalla fame con la bicicletta come avevano fatto tanti prima di lui. Juan Manuel Santisteban, il clown del gruppo, perso su un tratto in discesa nei dintorni di Catania nel 1976 mentre rallentava per aiutare un compagno che aveva forato. Emilio Ravasio, che batte la testa su un cordolo a Sciacca nel 1986, raggiunge il traguardo, chiede di abbassare la tenda perché c'è troppa luce fuori, ma fuori è quasi buio, e non si rialzerà più. E Wouter Weylandt, che si gira per un attimo a guardare le spalle su una discesa verso Rapallo il 9 maggio 2011, e non riesce più a raddrizzare la bici. Il suo numero, 108, non è mai più stato assegnato. Quattro storie diverse, unite da un filo che il ciclismo conosce bene e fatica sempre a nominare: il destino aspetta le sue vittime dietro a una curva, e non avvisa.

Nove spunti per il Giro d'Italia 109

Il secondo pezzo è di Michele Moretti, ed è un giro d'orizzonte sulla prossima edizione della Corsa Rosa. Tra tutti i nomi al via, spicca Jonas Vingegaard, al debutto al Giro con l'obiettivo dichiarato di completare la collezione dei tre Grandi Giri e anticipare Pogačar nell'ingresso in un club che conta solo sette membri nella storia: Anquetil, Gimondi, Merckx, Hinault, Contador, Nibali, Froome. Ma ci sono anche le speranze azzurre affidate al 22enne Giulio Pellizzari, il debutto assoluto in un Grande Giro del campione del mondo di mountain bike Alan Hatherly, dorsali inediti con Malta e Uruguay al via per la prima volta nella storia, e qualche curiosità statistica (come i cinque corridori che mancano solo del Giro per completare la trilogia di tappe vinte nei tre Grandi Giri) che vale la pena scoprire prima del via di Burgas.

Jonas Vingegaard alla Parigi-Nizza 2026 ©Billy Ceusters / A.S.O.
Jonas Vingegaard alla Parigi-Nizza 2026 ©Billy Ceusters / A.S.O.

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