Lorenzo Fortunato al Tour de Romandie 2026 (© SprintCycling)
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I primi 30 anni di Lorenzo Fortunato: «Mi regalo il Tour de France!»

Per la prima volta negli ultimi sei anni, lo scalatore bolognese festeggerà il compleanno a casa, anziché al Giro. Il Tour, la Vuelta e la nuova generazione di fenomeni: «Seixas è impressionante, ma tanti rimbalzano»

Dopo cinque anni, Lorenzo Fortunato non festeggerà il compleanno al Giro d’Italia. Il prossimo, per lo scalatore di Castel de' Britti, frazione di San Lazzaro di Savena, in provincia di Bologna, non sarà come tutto gli altri: il 9 maggio, infatti, saranno 30 le candeline da spegnere; non farlo al Giro, per l’ultima maglia verd… pardon, azzurra, farà un po’ strano. Lorenzo è diventato grande e ad accorgersene è stata anche la sua squadra, la XDS-Astana, che quest’anno gli chiederà gli straordinari: ritorno alle corse al Tour Auvergne – Rhône-Alpes (aka Giro del Delfinato), poi, se tutto andrà bene, debutto assoluto al Tour de France, prima di fare rotta sulla Spagna per il secondo GT della stagione, con Giro dell’Emilia e Il Lombardia a chiuedere un 2026 davvero impegnativo.

Anche per questo, la stagione di Fortunato è iniziata a giri bassi, con le prime corse in Spagna e il Tour of Oman disputate per fare la gamba, più che per puntare a qualche risultato. «Fare le corse come preparazione, ormai, non è un’idea geniale», commenta laconico Lorenzo, che poi, dalla Milano-Torino in poi, è tornato a regime: ottavo posto nella classica più antica del calendario italiano, quattordicesimo posto in classifica generale alla Volta a Catalunya, con un’ottava piazza nella tappa del Coll de Pal, due top ten parziali all’Itzulia e poi, in coda alla primavera, due quarti posti di tappa al Tour de Romandie (dove un anno fa si tolse lo sfizio di vincerne una), concluso in nona posizione: «Alla fine sono contento, anche se forse potevo fare un pelo meglio: sono arrivato a pochi secondi dal quinto posto e ne ho persi tanti, come al solito, nel prologo. Il mio livello è stato buono e, dopo aver concluso l’anno scorso non nel migliore dei modi, essere tornato competitivo non può che farmi piacere».

Al Tour con un obiettivo: «Tappe, tappe, tappe!»

Ma la scelta di non partecipare il Giro quando è stata presa?

«A dicembre, in un’intervista, avevo dichiarato che sarei andato al Giro, ma già a gennaio, con la squadra, avevamo pensato a un calendario differente. Non ho pubblicizzato molto la cosa, ma è una decisione che abbiamo preso qualche settimana fa».

Fortunato non è dispiaciuto di godersi qualche giornata di stacco, a ridosso di un genetliaco così impattante, e conta di far parte della selezione per il prossimo Tour de France.

«Probabilmente ci sarò, il programma è quello, ma non abbiamo fatto ancora il planning preciso con la squadra».

Lorenzo Fortunato vince la seconda tappa del Giro di Romandia 2025 (@xds_astana_team, via Instagram)
Lorenzo Fortunato vince la seconda tappa del Giro di Romandia 2025 (@xds_astana_team, via Instagram)

Con quale obiettivo andrai?

«Tappe, tappe, tappe! L’obiettivo sarà quello di essere competitivo nelle frazioni di montagna, entrando nelle fughe e provando a vincerne una. Se ci sarà l’occasione, cercherò di fare punti anche per la maglia a pois, di sicuro non farò classifica. A quella dovrebbe pensare Tejada ma, come detto, non abbiamo ancora definito nulla».

Seixas e la precocità imposta: «In molti credono, sbagliando, di essere pronti subito»

La concorrenza, alla Grande Boucle, sarà serratissima. Pogačar, Vingegaard e pure Seixas saranno della partita, con l’ambizione di conquistare la maglia gialla, o quantomeno, per quel che concerne il giovanissimo Paul, almeno qualche gioia parziale.

«Tra Catalunya, Baschi e Romandia ho avuto modo di correre con tutti e tre. Quello che mi ha impressionato di più è stato Seixas (che Fortunato ha incrociato all’Itzulia, ndr), forse perché non mi aspettavo che potesse essere già a questo livello».

La squadra rischia, portandolo già al Tour?

«Credo di no, nel senso che l’ostacolo più grande lo ha già superato: ha vinto corse importanti, ha dimostrato di essere al livello dei migliori e, in ogni caso, non sarà obbligato a fare classifica. Non credo si brucerà, ecco».

E quanti si bruceranno, per “colpa” sua?

«Quanti se ne sono già bruciati! Ormai, già da juniores, fanno la vita da professionisti e, quando passano, credono di essere già pronti. Non faccio nomi, ma ho visto da vicino qualcuno passare pro’, con l’ambizione di vincere il Tour de France, ed essere rimbalzato in brevissimo tempo. Da certe botte morali non ci si riprende più! In troppi pensano di essere già pronti per la categoria, forse perché qualcuno glielo fa credere, ma non è affatto così».

Chi, come lo stesso Fortunato, o come i suoi compagni di squadra Scaroni e Velasco, hanno avuto modo di crescere senza fretta, certe soddisfazioni se le è potute togliere. La fretta di emergere e la presunzione di essere già pronti, quando è più che normale non esserlo, può giocare brutti scherzi, ancor di più in un ciclismo senza pietà come questo.

Lorenzo Fortunato e Christian Scaroni in parata sul traguardo della sedicesima tappa del Giro d'Italia 2025 © Giro d'Italia / LaPresse via X
Lorenzo Fortunato e Christian Scaroni in parata sul traguardo della sedicesima tappa del Giro d'Italia 2025 © Giro d'Italia / LaPresse via X

Un’ultima battuta al prossimo trentenne la facciamo sulla squadra che, senza di lui, andrà al Giro d’Italia: «L’obiettivo sarà quello di vincere qualche tappa, con Scaroni, Ballerini, Ulissi e Bettiol. Alberto è magro, l’ho visto motivato, penso possa fare bene. Malucelli sarà l’uomo veloce, mentre López proverà a fare classifica, anche se non sarà semplice».

Per la prima volta, negli ultimi sei anni, Fortunato guarderà il Giro da spettatore, con il mirino puntato sul prossimo Tour de France: per dimostrare di essere diventato grande, sì, ma non ancora vecchio.

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Marco Francia
Nonostante tutto, il ciclismo è la mia unica passione.