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Once upon a Tim in the Flanders...

23.03.2022 18:01

Merlier conquista una moscia Brugge-De Panne con una volata al fotofinish: piegato Dylan Groenewegen, terzo Nacer Bouhanni, un posticino nei 10 per Simone Consonni. Lunga fuga per Enrico Battaglin


Una volata decisa dal fotofinish e vinta da Tim Merlier alla terza stagionale (sesta per la Alpecin-Fenix) su Dylan Groenewegen: più di questo, a livello emozioni, la Brugge-De Panne di oggi non ha proprio potuto offrire. Del resto, se non c'è vento, questa corsa sembra una tappa di trasferimento del Giro o del Tour, e come tale si conclude in volata dopo una lunga fuga di comprimari.

Esattamente questo lo svolgimento dei 208 km della fu Tre Giorni, con l'immancabile contorno di qualche caduta, tutte praticamente senza conseguenze per i corridori, mentre un po' peggio è andata a un motociclista addetto a segnalare una curva a 23 km dalla fine, abbattuto da Johan Jacobs (Movistar) mentre era (più o meno) a bordo strada.

La fuga del giorno, partita al km 1, era composta al 33% da italiani, ovvero c'era Enrico Battaglin (Bardiani-CSF) insieme ai due uomini di casa Dimitri Peyskens (Bingoal Pauwels Sauces WB) e Jens Reynders (Sport Vlaanderen-Baloise), vantaggio massimo di 7'10" ai -190 (ovvero dopo nemmeno 20 km di gara), poi inevitabilmente il terzetto è stato riavvicinato e infine ripreso, un po' alla volta, prima Battaglin (staccatosi ai -34 dai due colleghi) e poi gli altri ai -31. De Moeren, il temibile drittone (da ripetere tre volte) esposto a tutti i venti dell'apposita rosa, oggi era... esposto a correnti tra 0 e 5 km orari, per cui che fossero contro, a favore o trasversali, non avrebbero minimamente inciso sullo svolgimento della corsa.

Volando per una trentina di chilometri direttamente al finale, va annotata la caduta di Pascal Ackermann (UAE Emirates) ai 1500, uno scivolone in una curva a destra. Il tedesco aveva appena ritrovato la vittoria, venerdì alla Bredene Classic, e riecco l'intoppo maligno prima di un traguardo particolarmente ambito; se lo sono giocato altri. Per esempio la Quick-Step Alpha Vinyl, ma male: il man of the day era Marc Cavendish, che però s'è perso come un bimbetto nella folla della festa patronale. Il suo treno tirava ma lui era chissà dove; allora papà Michael Mørkøv, santa pazienza, si è sfilato, è andato a ripescare il capitano e l'ha riportato su come solo lui sa fare; ma l'intera trafila avveniva che già si era nell'ultimo chilometro, per cui Mark è arrivato più o meno a disputare lo sprint, ma ha sfiatato subito rimbalzando indietro.

Al centro della strada è uscito forte forte Dylan Groenewegen (BikeExchange-Jayco), s'è bevuto Olav Kooij (Jumbo-Visma) che aveva lanciato per primo ed è sembrato sul punto di mandare in archivio la pratica; ma mancava ancora il meglio della vicenda: a destra di Dylan è arrivato ancor più forte Tim Merlier (Alpecin-Fenix), che usciva proprio dalla ruota di Groene, ma giungeva al fotofinish dopo aver dribblato pure lui Kooij. A sinistra invece emergeva Nacer Bouhanni (Arkéa Samsic), ma restando un passo indietro rispetto ai due contendenti, separati di due centimetri o qualcosa del genere. Due centimetri in favore di Merlier, alla terza vittoria stagionale dopo Sovicille alla Tirreno e la Nokere Koerse la settimana scorsa (stavamo per cedere alla tentazione di scrivere "la settimana sKoersa"). C'è da dire che non ha nemmeno esultato, l'ex driekleur, data l'incertezza sull'esito della volata: si è guardato con Groenewegen ma nemmeno l'altro si è sbilanciato.

I cronometristi hanno messo tutti d'accordo: Tim primo, Dylan secondo ma solido, lui che due tappe le ha vinte al Saudi Tour all'alba della stagione, e che senz'altro coglierà varie soddisfazioni nel prosieguo; per Bouhanni un terzo posto che fa morale, nell'attesa di un successo che interromperebbe un anno e mezzo di digiuno. Giù dal podio: Max Walscheid (Cofidis), Kooij, Arnaud Démare (Groupama-FDJ), Simone Consonni (Cofidis), Arnaud De Lie (Lotto Soudal), Jasper Stuyven (Trek-Segafredo) e Heinrich Haussler (Bahrain-Victorious).

Una giornata un po' così, è stata: interlocutoria, un aperitivo moscio di quel che sarà a breve. Ma tranquilli tutti, andrà senz'altro meglio dopodomani nella E3 di Harelbeke: coi muri si entrerà per forza in quel pieno clima da Fiandre che oggi, tra sole primaverile e calma piatta, è totalmente mancato.
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