
Bjerg rimprovera Visma e Alpecin: «Hanno corso da dilettanti»
Il danese della UAE, compagno di squadra di Pogačar alla Parigi-Roubaix vinta da Van Aert, non le ha mandate a dire sulle scelte tattiche delle due squadre, in occasione della foratura del campione del mondo
Perdere, quando sei abituato a correre con Tadej Pogačar, non deve essere un'esperienza semplice da affrontare e le parole con cui Mikkel Bjerg, gregario di grande affidabilità della UAE Emirates-XRG, ha commentato la condotta di Visma-Lease a Bike e Alpecin-Premier Tech durante la Parigi-Roubaix 2026 ne sono una fulgida dimostrazione.
Intervistato dalla danese TV2, il 27enne di Copenhagen non ha usato mezzi termini per commentare il comportamento delle due squadre avversarie, in particolare nel momento in cui, pochi chilometri prima dell'ingresso nella Foresta di Arenberg, il campione del mondo è stato vittima di una foratura che lo ha costretto a un lungo inseguimento.
«Tirare dopo la foratura di Pogačar è da dilettanti»
Nel momento del guaio meccanico di cui è stato vittima Pogačar, Bjerg si trovava in testa al gruppo, al servizio del proprio capitano. «In quel momento le comunicazioni via radio erano disturbate, era tutto molto caotico. Non ho fatto in tempo ad accorgermi della situazione, che Visma e Alpecin si sono portate in testa a tirare. Una condotta da dilettanti», ha sentenziato senza mezzi termini Bjerg, tre volte campione del mondo a cronometro tra gli under 23.

«In quella situazione così confusa, è stato Nils Politt a prendere la decisione di fermare la squadra per supportare il nostro capitano. È stata la scelta giusta. Quando indossi la maglia di campione del mondo, non puoi contare sull'aiuto di nessuno». Grazie al supporto dei compagni di squadra e dell'ammiraglia - molto decisa nel muoversi in mezzo al gruppo, per raggiungere il capitano - Pogačar è riuscito a rientrare sulla testa della corsa, appena in tempo per prendere davanti il settore più temuto della corsa. A dirla tutta, a favorire il rientro dello sloveno è stato anche l'atteggiamento tutt'altro che aggressivo delle squadre verso le quali Bjerg ha puntato il dito.
Mikkel “Due Facce” Bjerg
Accortosi, probabilmente, di aver calcato un po' troppo la mano, Bjerg ha subito corretto il tiro: «Odio perdere e, per questo, sono un cattivo perdente. Per loro era una buona situazione, il gruppo era spaccato: aveva senso che proseguissero in quell'azione». Sta di fatto che, alla fine di una giornata epica, tutta la UAE è rimasta con un gusto agrodolce in bocca, ben descritto dalle parole del danese: «Alla fine sono contento che, nonostante tutto, Tadej sia riuscito a centrare almeno il secondo posto, è comunque qualcosa di concreto da portare a casa; ma non era quello per cui eravamo venuti qui».
