©Getty Images
Professionisti

Il bouquet della Roubaix di Van Aert è arrivato: i genitori di Goolaerts ringraziano

Il mazzo di fiori della Parigi-Roubaix è nella casa di Marianne e Staf. Il messaggio è arrivato alle 4 di notte, tanto Van Aert non riusciva a dormire...

Marianne e Staf Goolaerts, i genitori di Michael, hanno ricevuto il bouquet che Wout van Aert aveva promesso loro dopo aver vinto la Parigi-Roubaix 2026, battendo Tadej Pogačar in volata nel velodromo di Roubaix. I fiori sono arrivati tramite il manager del corridore, Jef Van den Bosch, mentre Van Aert era già partito per le vacanze. Nel mezzo, un messaggio notturno inatteso: alle 4:15 Staf ha visto apparire sul telefono le parole del vincitore. “Non riesco a dormire, Staf. È successo troppo oggi. Ma i fiori sono in arrivo con Jef. Noi partiamo tra poco per le vacanze”.

La promessa era nata al traguardo, subito dopo la volata. Appena tagliato il traguardo davanti al campione del mondo, Van Aert aveva indicato il cielo con le dita e detto a chiare lettere a chi erano dedicati quei fiori: “Questa vittoria è per Michael. E soprattutto per la sua famiglia: Staf, Kristof e Marianne, per tutti i miei compagni di squadra nella mia ex squadra”. Una promessa mantenuta, puntuale, anche se con qualche ora di ritardo dovuta all'insonnia.

Wout van Aert vince la Parigi-Roubaix davanti a Tadej Pogačar © Profilo X @parisroubaix
Wout van Aert vince la Parigi-Roubaix davanti a Tadej Pogačar © Profilo X @parisroubaix

Una vittoria sognata, una dedica attesa

Van Aert non aveva nascosto la dimensione emotiva e biografica di quella vittoria. “Questo è il capolavoro della mia vita. Le persone che mi sono vicine sanno quanto ho dovuto raccogliere i pezzi. Ho smesso di crederci, ma mi sono sempre rialzato”, aveva detto a caldo. E aveva ripercorso il filo che lega la Parigi-Roubaix alla sua storia più profonda: “La prima volta che ho gareggiato qui, ho perso il mio compagno di squadra Michael Goolaerts. Da allora il mio obiettivo era vincere qui e puntare le dita verso il cielo”. Goolaerts morì durante la corsa del 2018 a causa di un arresto cardiaco, a soli 23 anni.

"Michael è nel suo cuore"

A casa Goolaerts, i fiori hanno trovato il loro posto in un vaso. “Wout ha mantenuto la promessa con il bouquet”, riconosce Marianne. “Vedo questo come una vittoria per il nostro Michael. Non che sia sempre in contatto con noi. Ma Michael è nel suo cuore. Tutti quelli della squadra di allora hanno ancora un posto speciale per lui”. Staf sorride ricordando il messaggio notturno: “Ieri sera gli avevo scritto io, ma non potevo certo pretendere che rispondesse subito. Mi sono svegliato e l'ho visto”.

Anche il fratello Kristof Goolaerts ha vissuto un momento carico di emozione. Ex corridore, aveva smesso di seguire le gare da casa, ma la Parigi-Roubaix è rimasta un'eccezione: “Quella corsa ha preso un posto speciale per me, in un doppio senso”. Il gesto di Van Aert, il dito puntato verso il cielo mentre sprintava per il successo lo ha colpito profondamente: Devo essere sincero, non sapevo cosa avrebbe fatto Wout. In fondo sapevo che qualcosa stava per succedere, ma tanto di cappello a lui per aver pensato ancora a Michael in un momento del genere, mentre sprintava per la vittoria in una delle classiche più importanti. Mi ha colpito molto”.

Muri #12: Nel nome di Wout