Wout van Aert la spunta a Heusden-Zolder
Ciclocross

Un Van Aert biturbo respinge Van der Poel a Zolder

Wout resiste agli attacchi di Mathieu e lo batte in volata. Van der Haar (terzo) stacca Sweeck (ottavo) in classifica. Pidcock giù dal podio, Iserbyt fuori dai 10

La lunga serie di cross natalizi prosegue con la gara di Heusden-Zolder, che ha fatto parte del calendario di Coppa del Mondo dal 2008 al 2019 prima di essere integrato nel Superprestige dal 2020. Il percorso si sviluppa nei pressi dell’omonimo circuito dove vent’anni fa Mario Cipollini si laureò campione del mondo. Il percorso ha una buona dose di asfalto e un lungo rettilineo, con un solo tratto molto tecnico - quello del bosco - alla fine del circuito.

Le ultime sette edizioni sono spartite tra Mathieu van der Poel (5) e Wout van Aert (2), presenti anche oggi e pronti a darsi battaglia su un percorso che li vede favoriti assoluti. A recitare il ruolo di terzo incomodo potrebbe essere Tom Pidcock, che ieri a Gavere ha tenuto testa ai due fino alle ultime battute. Non mancheranno i due leader della classifica di Superprestige, Lars van der Haar e Laurens Sweeck, appaiati a 55 punti. Sarà presente anche Eli Iserbyt, ritiratosi in Val di Sole dopo una caduta e intenzionato a ritrovarsi dopo due mesi turbolenti in cui non è più riuscito a vincere; una serie di prestazioni negative che gli hanno impedito di mantenere la testa del ranking UCI, ora guidato da Michael Vanthourenhout. Il campione europeo dovrà provare a difendersi su un percorso che non gli è mai andato a genio – il suo miglior risultato è un quarto posto –, mentre potranno dire la loro Clément Venturini, stradista a tempo pieno con la Ag2r Citroen, e Joris Nieuwenhuis, che è tornato al ciclocross dopo quattro stagioni su strada tra le fila del Team DSM. Da segnalare il ritorno di Zdenek Stybar, alle ultime apparizioni in maglia Quick-Step Alpha Vinyl, e la presenza di Quinten Hermans, rientrato al cross di Mol e apparso in buona condizione dopo lo stop forzato.

Lo start migliore è quello di Thijs Aerts, seguito da un sorprendente Danny van Lierop e da Van der Poel. È buona anche la partenza di Van Aert e Venturini, che completano la top 5 provvisoria, così come quella di Stybar, mentre Iserbyt, dopo uno scatto buono, perde terreno e naviga a vista ai margini della top 20. Alla fine del primo giro, Van der Poel rompe gli indugi e se ne va insieme a Van Aert, staccando di netto tutti gli avversari. Non è della partita il campione del mondo Pidcock, che dopo la partenza si trova in decima posizione. Al primo giro, il vantaggio guadagnato è abissale: ben 20” separano la coppia al comando da Venturini, che guida un folto gruppo di inseguitori dove sono presenti tutti i migliori, incluso Iserbyt che è riuscito a ricucire. Nel corso della seconda tornata, il drappello all’inseguimento si screma e lascia spazio a Hermans, Vanthourenhout e Pidcock, che continuano a perdere dalla coppia di testa e transitano al traguardo con 24” di ritardo. Ai tre si uniscono anche Van der Haar, Sweeck e Vandeputte, pronti ad animare la sfida per il podio.

All’inizio del quarto giro la situazione è stabile: Van der Poel e Van Aert guidano in tandem la corsa con più di 30” sul sestetto formato da Hermans, Pidcock, Vanthourenhout, Van der Haar, Sweeck e Vandeputte. Su di loro si riporta prontamente Nieuwenhuis che dopo una partenza non eccellente ha inanellato una serie di giri molto veloci. Il gruppo inseguitore si scompone all’inizio della quinta tornata: Sweeck allunga, seguito da Vanthourenhout e Pidcock. Non è lucidissimo il rivale diretto di Sweeck, Van der Haar, che fatica a rispondere al corridore della Crelans così come Hermans, Vandeputte e Nieuwenhuis. La corsa si anima anche davanti: Van der Poel, più a suo agio nella discesa, mette a dura prova Van Aert, che sotto al traguardo recupera la manciata di metri persa. Pidcock, Sweeck e Vanthourenhout transitano con 40” di ritardo e devono guardarsi da un redivivo Van der Haar che dopo una serie di curve aggancia Sweeck. Pagano dazio Hermans, Vandeputte e soprattutto Nieuwenhuis, che alza bandiera bianca e saluta la compagnia.

Dopo due terzi di gara emergono le qualità in salita di Pidcock che su uno dei pochi strappi presenti lascia sul posto i tre compagni d'inseguimento. In testa alla gara arriva un altro attacco, stavolta più convinto, di Van der Poel. La risposta di Van Aert non tarda ad arrivare e Van der Poel è costretto ad accodarsi dopo un errore nel bosco. Poco dopo si accende anche la sfida in classifica generale: Van der Haar nota l'affanno di Sweeck e lo stacca appena prima del traguardo, seguito da un Vanthourenhout più a suo agio del previsto. I due riescono a ricucire su Pidcock e transitano al traguardo con un ritardo di 30” dai primi due e un vantaggio prossimo ai 20” su uno Sweeck in crisi nera.

Quando la corsa è giunta ormai al penultimo giro, il nome del vincitore è ancora da scoprire. Van der Poel apre il gas e mette in difficoltà Van Aert, ma anche stavolta il campione nazionale belga ricuce il distacco e prova a sua volta a staccare il neerlandese nel bosco, senza riuscirci. Si arriva così a un’ultima appassionante tornata, che rischia di concludersi con un'insolito sprint: Van der Poel prende la testa a inizio giro e impone la sua linea senza forzare. L’attacco arriva in vista del bosco e Van Aert perde qualche metro, pur mantenendo il neerlandese nel mirino. La sfida è accesissima: Van der Poel dà il tutto per tutto, ma commette lo stesso errore di due giri prima e viene raggiunto da Van Aert, che si porta in testa per lo sprint.

La volata premia il belga, che lancia una volata lunghissima. Van der Poel perde il pedale al momento dello sprint e lascia spazio a Van Aert, che trionfa dopo una gara pazzesca. A 16” giunge Van der Haar, che nell’ultimo giro ha staccato Pidcock, quarto a 20”. Vanthourenhout (1'05") è quinto, seguito da Nieuwenhuis (1'19"), Hermans (1'20"), e Sweeck (1'24"), per nulla brillante nelle ultime battute della gara. Chiudono la top 10, a quasi due minuti, Kevin Kuhn e Vandeputte. Iserbyt è 11° e nel complesso può ritenersi soddisfatto dopo un avvio di gara non semplice.

Van Aert fa suo l’ennesimo scontro con Van der Poel grazie a una gara impeccabile in cui, a differenza del rivale, non ha sbagliato nulla. Van der Poel deve accontentarsi di un’amara seconda piazza, che cercherà di lasciarsi alle spalle già domani nella corsa notturna di Diegem. Van der Haar, dopo un avvio sornione, chiude terzo e può festeggiare dopo l’ottavo posto di Sweeck. Con 68 punti il neerlandese guida in solitaria la classifica generale, seguito da Sweeck a 63 e Vanthourenhout a 60. La sfida è ancora aperta, ma con solamente tre prove da disputare ogni punto è fondamentale.

Il Superprestige torna domani con la sfida in notturna a Diegem che vedrà al via tutti i migliori, pronti ad animare un altro freddo pomeriggio di dicembre.
 

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