La vittoria di Mischa Bredewold ©La Vuelta Femenina/Cxcling
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Altra doppietta SD Worx alla Vuelta, Kopecky lascia vincere Bredewold. Cade Van der Breggen

Secondo 1-2 consecutivo in volata, la maglia rossa è seconda ad Astorga e si prende anche la maglia verde. Terza Paternoster, caduta anche per Trinca Colonel

Il Team SD Worx-Protime continua a fare il bello e il cattivo tempo nelle volate della Vuelta, ma la quinta tappa rischia di avere effetti indesiderati sulla classifica generale. Mischa Bredewold vince sul traguardo di Astorga davanti a Lotte Kopecky, che oltre a mantenere la maglia rossa e guadagnare la verde si è attivamente impegnata per far vincere la compagna di squadra. Ieri era stata la belga a imporsi in un 1-2 insieme ad Anna van der Breggen, che questa volta però non era davanti insieme alle compagne nell'ultimo chilometro. La caduta nel finale, in cui è andata a terra anche Monica Trinca Colonel (Liv AlUla Jayco), diventa un fattore da tenere in grande considerazione in vista dei due decisivi arrivi in salita di venerdì sabato, che definiranno interamente la classifica finale.

La Vuelta 2026, la cronaca della quinta tappa 

Dalla Galicia ci si sposta in Castilla y León, per la tappa con meno dislivello di questa edizione. Dopo due gran premi della montagna di terza categoria, la Collada de Olleros de Alba (4.6 km al 4%) e l'Alto de la Grandilla (3.3 km al 5.2%), gli ultimi quaranta chilometri tendono sempre a scendere. Il traguardo di Astorga arriva al termine di una rampa di poche centinaia di metri, simile agli arrivi dei giorni precedenti.

La fuga iniziale è composta da cinque atlete. Alle spagnole Sara Martín (Movistar), Idoia Eraso (Laboral Kutxa-Fundación Euskadi) e Marina Garau (Vini Fantini-BePink) si uniscono anche Aniek van Alphen (Fenix-Premier Tech) e Alice Coutinho (Mayenne Monbana My Pie). La francese passa per prima a entrambi i gran premi della montagna, raggiungendo la compagna di squadra Marine Allione al primo posto nella classifica che assegna la maglia a pois.

Alice Coutinho ©La Vuelta Femenina/Cxcling
Alice Coutinho ©La Vuelta Femenina/Cxcling

Martín, Eraso e Van Alphen resistono a lungo al rientro da dietro, ma nemmeno questa volta c'è spazio per le fuggitive. Il gruppo arriva più veloce del temporale minacciato dai nuvoloni all'orizzonte, ma non arriva a chiudere prima dello sprint intermedio di Castrillo de Cepeda. Lotte Kopecky fa la volata per la quarta posizione, batte Franziska Koch e le recupera due punti. Poco prima era rimasta coinvolta in una caduta Letizia Paternoster (Liv AlUla Jayco), che riesce comunque a rientrare in tempo per giocarsi la tappa.

Le tre attaccanti vengono riprese ai -9, e in prossimità del traguardo il gruppo trova anche le prime gocce di pioggia a complicare un finale già abbastanza insidioso. A un chilometro e mezzo dall'arrivo c'è una caduta intorno alla ventesima posizione, in cui rimangono coinvolte anche Anna van der Breggen (Team SD Worx-Protime) e Monica Trinca Colonel. Nessun problema per la classifica grazie alla neutralizzazione, ma le loro condizione saranno da valutare.

In quel momento davanti c'è proprio il treno della Liv, che prende la testa all'ultima rotonda ai -500. Gli ultimi 200 metri sono tutti al 7%, ed è Mischa Bredewold a strappare quando cambia la pendenza. Alla sua ruota c'è ovviamente Kopecky, ma fin da subito si capisce che la maglia rossa ha qualcosa in mente: la belga segue la compagna, poi si sposta dal lato opposto e si volta per controllare la situazione, senza mai raggiungere la massima velocità. Il piano riesce alla perfezione, la SD Worx fa di nuovo doppietta e Bredewold vince la sua prima tappa in carriera alla Vuelta.

La prima delle battute è proprio Paternoster, rimasta sempre a ruota di Kopecky per un terzo posto comunque notevole, considerando le conseguenze della caduta. Shari Bossuyt (AG Insurance-Soudal) esce troppo tardi ed è quinta, preceduta anche da Agnieszka Skalniak-Sójka (Canyon//SRAM zondacrypto). Koch è settima e subisce il sorpasso di Kopecky nella classifica a punti, mentre a completare la top ten c'è Silvia Zanardi (Human Powered Health). Per tutte loro era l'ultima occasione, perché domani c'è il primo dei due decisivi arrivi in salita.

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