Donne Élite

Van der Breggen vince alla... Van der Breggen

01.04.2018 15:21

Al Giro delle Fiandre l'ennesima perla della carriera dell'olandese; seconda Pieters, terza Van Vleuten con una spalla lussata


Non erano molte le corse di grande prestigio che mancavano al già lunghissimo palmarès di Anna Van der Breggen e dopo questo inizio di stagione sono diventate ancora meno: la campionessa olimpica olandese, 28 anni il prossimo 18 aprile, ha deciso di cambiare un po' gli obiettivi ed i tempi della sua preparazione e così all'esordio è subito andata ad imporsi con un gran numero alla Strade Bianche e oggi si è ripetuta con un'altra impressionante dimostrazione di forza al Ronde van Vlaanderen, il Giro delle Fiandre. Queste due perle vanno ad aggiungersi ad Amstel Gold Race, Freccia Vallone, Liegi-Bastogne-Liegi, Giro d'Italia, La Course by Le Tour, Campionato Europeo, Giochi Olimpici e tanto altro: un palmarès davvero straordinario a cui adesso resta da aggiungere giusto un Campionato del Mondo e poco altro (il Trofeo Binda ad esempio).

Poco spazio per le prime fughe
Il percorso di questa quindicesima edizione del Giro delle Fiandre femminile misurava complessivamente 151 chilometri con partenza ed arrivo a Oudenaarde: i primi 60 chilometri erano relativamente facili con "solo" tre settori di pavé, poi iniziava il bello con undici muri tra cui il Kruisberg, l'Oude Kwaremont ed il Paterberg a ricalcare il finale della corsa maschile. Dopo 27 chilometri di gara e alcuni tentativi a vuoto, è partita la prima fuga di giornata: a sganciarsi è stato un drappello di otto atlete tra cui la bergamasca Lisa Morzenti (BePink) che però è stato ripreso dopo una decina di chilometri in avanscoperta senza aver mai avuto più di 15" di vantaggio.

Se un gruppo di otto era troppo pericoloso per il plotone, un po' più fortuna l'ha avuta l'olandese Nathalie Van Gogh (Parkhotel) che è partita da sola al chilometro 47 e che è riuscita a prendere un vantaggio anche di 55" sulle inseguitrici: nonostante ciò, anche la sua avventura era destinata a durare poco e infatti il gruppo si è rifatto sotto al chilometro 64 dopo aver affrontato i primi due muri, quello più lungo ma meno ripido di Edelare ed il duro strappo secco del Wolvenberg.

Una brutta caduta prima del Muur
La Canyon-SRAM ha alzato notevolmente il ritmo del gruppo nell'avvicinamento il mitico Muur di Geraardsbergen, ma purtroppo la notizia è stata una brutta caduta che ha visto coinvolte molte atlete e che ha spezzato il gruppo: l'australiana Chloe Hosking (Alé Cipollini) è stata costretta al ritiro così come la francese Roxane Fournier (FDJ) che ha fatto spaventare in tanti finendo diritta contro il palo di un semaforo ma fortunatamente evitando conseguenze gravi; tra coloro che sono finite a terra, ma che fortunatamente sono riuscite a ripartire, c'era anche l'olandese Annemiek Van Vleuten (Mitchelton-Scott), già vincitrice di un Fiandre in carriera.

Dopo questo incidente, solo una ventina di atlete hanno imboccato in testa il Muur e in cima erano rimaste appena in sei: Christine Majerus, Ellen Van Dijk, Ashleigh Moolman, Jolien D'Hoore, Lisa Brennauer e Katarzyna Niewiadoma si sono ritrovate davanti con un certo vantaggio, ma a 57 chilometri dal traguardo non se la sono sentita di spalancare il gas e far esplodere la corsa. A ringraziare sono state quasi tutte coloro che si erano trovate attardate: nel giro di pochi chilometri, infatti, il plotone si è ricompattato e sono ripartite le schermaglie per guadagnare terreno in vista del tratto decisivo della corsa.

Sul Kruisberg l'azione decisiva
Tra il Pottelberg ed il Kanarieberg ci sono stati alcuni scatti in testa al gruppo e un po' di selezione in coda, ma sono stati i 2500 metri al 5% del Kruisberg (pendenza massima del 9%) a lanciare le atlete più forti in gara. In cima al nono muro di giornata si è formato un drappello di dodici atlete con una netta superiorità numerica della Boels-Dolmans che qui aveva la la campionessa del mondo Chantal Blaak, la campionessa olimpica Anna Van der Breggen e altre due cicliste di gran livello come l'olandese Amy Pieters e Megan Guarnier. La situazione era estremamente favorevole alla formazione olandese che ne ha subito approfittato a 28 chilometri dal traguardo: ad attaccare è stata Anna Van der Breggen che se ne è andata via di forza e che addirittura è riuscita a tenere a distanza una formidabile passista come Ellen Van Dijk che in settimana aveva vinto la Dwars door Vlaanderen.

Le undici inseguitrici per qualche chilometro hanno provato a contenere il distacco da una scatenata Van der Breggen, ma una volta capito che non ci sarebbe stato nulla da fare si sono rialzate per far rientrare un gruppo abbastanza numeroso e non potare in carrozza fino al traguardo le altre portacolori della Boels-Dolmans che avrebbero così potuto monopolizzare il podio. Poco prima degli ultimi due muri di giornata, la fuggitiva solitaria aveva poco più di un minuto di vantaggio su un gruppo forte di una quarantina di unità che però non riusciva a recuperare nulla: la situazione non è cambiata, anzi, Anna Van der Breggen li ha addirittura superati portando a 1'25" il proprio vantaggio su un primo quartetto di inseguitrici formato da Annemiek Van Vleuten, Ashleigh Moolman, Katarzyna Niewiadoma e un'Amy Pieters sempre molto attenta a proteggere la compagna di squadra, se mai ne avesse avuto bisogno.

Lotta interessante per il podio
Negli ultimi 13 chilometri pianeggianti Anna Van der Breggen ha gestito la situazione e ha potuto iniziare ad assaporare il successo: sul rettilineo finale l'olandese ha avuto tutto il tempo per godersi appieno il momento dell'arrivo a braccia alzate al traguardo di Oudenaarde. Alle sue spalle, invece, è stata molto interessante la lotta per il podio con Moolman, Niewiadoma, Van Vleuten e Pieters che cercavano di non far rientrare Brennauer, Blaak, Guarnier, Van Dijk e Jasinska: una lotta tra due gruppetti separati da neanche 200 metri e che si è risolta parzialmente a favore delle inseguitrici che sono riuscite a rientrare proprio transitando sotto al triangolo rosso dell'ultimo chilometro.

A questo la Boels-Dolmans ha messo davanti il proprio treno per preparare la volata e lanciare Amy Pieters verso la doppietta di squadra: a 1'08" l'olandese ha vinto la volata per la seconda posizione, ma la corazzata di Danny Stam ha mancato la clamorosa tripletta di squadra visto che l'iridata Chantal Blaak si è piazzata "solamente" al quinto posto. A conquistare il terzo gradino del podio è stata una generosissima Annemiek Van Vleuten che, dopo la caduta prima del Muur, ha concluso la corsa con una spalla lussata; a seguire Ashleigh Moolman ha preso la quarta piazza, ottimo sesto posto per la polacca Malgorzata Jasinska mentre nell'ordine hanno completato la top10 Ellen Van Dijk, Lisa Brennauer, Katarzyna Niewiadoma e Megan Guarnier. Tredicesimo posto per Marta Bastianelli (Alé) che è risultata la migliore delle italiane mentre tra le giovani Sofia Bertizzolo (Astana) è riuscita a difendere la sua maglia azzurra di leader delle Under23 nel Women's World Tour.
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