
Il biatleta francese Emilien Jacquelin gareggerà ai Giochi con l'orecchino di Marco Pantani
«Il Pirata mi ha dato la forza di dedicarmi allo sport»
Anche se sono trascorsi più di vent'anni dalla sua morte, Marco Pantani continua a essere l'idolo di chi - bambino o adulto che sia - continua a emozionarsi con il Pirata. Questa volta, però, la magia sarà ancora più potente: il biatleta francese Emilien Jacquelin onorerà la memoria del campione romagnolo, indossandone l'orecchino in tutte le gare dei Giochi olimpici di MilanoCortina 2026.
Il biatleta Jacquelin onora il Pirata
Il 30enne francese - vincitore di due medaglie olimpiche (argento nella staffetta mista e nella staffetta maschile a Pechino 2022) e di altrettanti titoli mondiali nell'inseguimento (Anterselva 2020 e Pokljuka 2021) - ha ricevuto il prezioso cimelio dai genitori di Paolo, Marco e Tonina, che gli hanno altresì accordato il permesso di portarlo con sé sulle nevi altoatesine.
«In tutti questi anni, ho sognato questa Olimpiade in Italia, il paese di una parte della mia famiglia, ma soprattutto di Marco Pantani», il pensiero di Jacquelin in un lungo messaggio sul suo profilo Instagram. «Marco è colui che mi ha dato la forza di dedicarmi allo sport, con il suo stile, il suo carattere, i suoi attacchi solitari. Il Galibier, la doppietta Giro-Tour 1998».

Il campione francese - che punta alla prima medaglia olimpica individuale della sua carriera - ha poi raccontato il suo primo “incontro” con le gesta del Pirata: «Quando ero piccolo, mio padre ha acquistato una videocassetta del Tour de France 1998: da allora non ho mai smesso di ammirarlo. Volevo essere come lui: non mi bastava soltanto vincere delle gare, ma vibrare e far vibrare, compiere rimonte spettacolari ed essere audace. Questa visione dello sport mi ha accompagnato fin da quando avevo 5 anni e ancora oggi faccio fatica a non intenderla in questo modo».
«Avrò Marco al mio fianco»
Jacquelin non può non collegare la sua partecipazione ai Giochi con l'ormai imminente anniversario della morte del campione romagnolo, che cadrà sabato 14 febbraio: «In questa giornata non ho mai festeggiato San Valentino, ma una data tragica, che è diventata simbolica per me. Stavolta, però, avrò la possibilità di far vivere il ricordo di Pantani per alcune gare. Durante le prossime due settimane, indosserò l'orecchino di Marco. Me l'ha prestato la sua famiglia, affinché possa correre qui con lui». Il campione originario dell'Isére ha poi spiegato che cosa significhi portare con sé uno dei simboli che identificano lo scalatore di Cesenatico: «Attraverso questo orecchino, questo accessorio che lo ha reso unico, non è soltanto Marco a rivivere in me, ma un'idea di competizione: lo stile, l'audacia, il coraggio di attaccare quando nessuno se la sente di osare. Questo è il mio modo di rendergli omaggio, di dirgli grazie, di dimostrare che la sua eredità è ancora viva, che la sua storia ha regalato ai bambini il piacere di fare sport, di sfidare le avversità. Di gareggiare restando me stesso. Ed è lo stesso per quel bambino di Vercors con gli sci di fondo ai piedi». Infine, il ringraziamento ai genitori di Pantani e al più importante custode della memoria del Pirata, Sergio Piumetto, «per aver consentito al piccolo Émilien di vivere il suo sogno: partecipare ai Giochi olimpici in Italia con Marco al mio fianco».
Anche se gli italiani faranno il tifo per Tommaso Giacomel, protagonista di un inverno fin qui sensazionale, non è difficile pensare che in tanti avranno un sussulto al cuore quando vedranno Jacquelin in pista, con la carabina sulle spalle. E un orecchino per provare a volare. Proprio come faceva quel ragazzo nato in riva al mare.
