Un cicloamatore britannico di 51 anni è morto nel corso della We Ride Flanders © Pagina Facebook We Ride Flanders
Cicloturismo

Ancora una tragedia alla We Ride Flanders: morto un cicloamatore britannico

L'uomo ha avuto un infarto sul tratto che conduce all'Hotond. Altre due persone salvate dal personale medico

05.04.2026 11:20

Una maledizione che non conosce fine: per il secondo anno consecutivo, un tragico destino ha trasformato la We Ride Flanders in un luogo di dolore. La granfondo che anticipa la Ronde dei professionisti è stata fatale a un cicloamatore britannico di 51 anni.

We Ride Flanders, un dolore senza fine

Come riferisce il portale VRT.be, l'uomo è stato colpito da infarto lungo il tratto che conduce dall'Oude Kruisberg all'Hotond. Immediatamente soccorso dal personale medico, l'amatore non ha più ripreso conoscenza ed è morto sul posto. Oltre al ciclista britannico, altre due persone si sono sentite male nel corso della granfondo: un 57enne olandese è stato trasportato in ospedale dopo aver avuto un malore nell'abitato di Ronse. Per la stessa ragione, i medici sono intervenuti sull'Oude Kwaremont per prestare assistenza a un altro ciclista britannico. Al momento attuale, non si conoscono le condizioni di salute dei due amatori. 

La tragedia avvenuta a Kluisbergen ha colpito l'intera famiglia della We Ride Flanders, a nome della quale ha parlato il portavoce Gert Van Goolen: «Questa è l'ultima cosa che vorresti vedere. Noi ci auguriamo soltanto che i 14.000 partecipanti possano vivere una giornata piacevole. Noi siamo sempre impegnati nell'attività di sensibilizzazione: ai partecipanti ricordiamo sempre moltissime cose. Una piccola parte di responsabilità, però, spetta sempre a loro». 

Alla luce di ciò che è accaduto nelle ultime due edizioni, però, è lecito avanzare qualche obiezione sia sulle modalità di rilascio dei certificati di idoneità sportiva, sia sull'effettiva possibilità per un qualsiasi amatore di affrontare sforzi così prolungati su percorsi estremamente impegnativi, a prescindere dal chilometraggio (la We Ride Flanders si disputa sulle distanze di 247, 163, 133 e 79 chilometri) e dal dislivello. Certo: l'imponderabile è sempre dietro l'angolo. Tuttavia, amatori e organizzatori non possono demandare tutto al caso, augurandosi che questi episodi rimangano isolati. In tutta evidenza, tre morti in un anno non sono più una semplice fatalità. Fino a quando sarà possibile accettare tutto questo? Non è solo una questione di immagine, ma di credibilità

Due morti nell'edizione 2025

Com'è noto, la We Ride Flanders era stata già colpita un anno fa da due lutti gravissimi: un cicloamatore olandese morì sul Taaienberg, mentre l'ex professionista francese Stéphane Krafft, 46 anni, perse la vita sull'Oude Kwaremont. Entrambi furono vittime di un arresto cardiaco

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Stéphane Krafft, 1980-2025 © Profilo Facebook Cofidis
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Carmine Marino

Nato a Battipaglia (Salerno) nel 1986, ha collaborato con giornali, tv e siti web della Campania e della Basilicata. Caporedattore del quotidiano online SalernoSport24, è iscritto all'albo dei giornalisti pubblicisti della Campania dal 4 dicembre '23.