Fausto Coppi ispirò una celebre canzone di Gino Paoli, pubblicata nel 1988 © Profilo Instagram @ginopaoliofficial/Archivio Istituto LUCE
Ciclismo e Cultura

«Un omino con le ruote/che va su»: in memoria di Gino Paoli

Il cantautore genovese - scomparso nella notte a 91 anni - scrisse nel 1988 Coppi, una delle più belle canzoni ispirate al mondo del ciclismo

24.03.2026 20:45

«Perché mi sono sparato? Pensavo di avere tutto, ma non avevo niente»: Gino Paoli non fece sconti a sé stesso quando raccontò il suo tentato suicidio. Storia di 63 anni fa: da allora e per sempre, quella pallottola gli è rimasta conficcata nel pericardio, a pochi millimetri dal cuore. L'episodio più controverso di una vita inimitabile, nella quale il cantautore originario di Monfalcone (Gorizia) ha ridisegnato il perimetro della musica italiana. Lasciando un segno indelebile anche tra gli appassionati di ciclismo con la sua Coppi, pubblicata nel 1988.

Gino Paoli e Fausto Coppi

Inserita nell'album L'ufficio delle corse perdute, Coppi è un omaggio sentito ed appassionato all'Airone di Castellania, che giunse a quasi un decennio di distanza dalla contiana (nel senso di Paolo Conte) Bartali. Se l'elogio al corridore toscano ha un tono volutamente divertito e giocoso, la canzone di Gino Paoli ha un'andatura decisamente più drammatica: la voce del cantautore genovese di adozione sembra quasi scandire la fatica di Fausto Coppi con quel sussurro («Pedala, pedala») che precede i primi versi, nei quali risalta la straordinaria umanità del Campionissimo Un omino con le ruote/contro tutto il mondo/Un omino con le ruote/contro l'Izoard/E va su/ancora»). Paoli non dimentica le sue umilissime origini e l'ostinazione con cui ha sfidato le montagne («Viene su dalla fatica/e dalle strade bianche/La fatica muta e bianca/che non cambia mai») prima di celebrarne i trionfi nel ritornello («Qui da noi per cinque volte/e poi due volte in Francia/per il mondo quattro volte/e contro il vento due»), dove traccia un ritratto limpidissimo del suo eroe: «Occhi miti e naso/che divide il vento/occhi neri e seri/guardano il pavé».

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Gino Paoli (1934-2026) © Giffoni Film Festival

A questo punto, il ritmo si fa meno serrato: è il momento di osservare il volo dell'Airone in un tempo che sembra sospeso. «Poi/lassù/contro il cielo blu/con la neve che ti canta intorno/E poi giù»: sembra quasi di assistere a una delle tante imprese che lo hanno proiettato nella leggenda. Poi, un'altra pennellata per descrivere la sua storia con Giulia Occhini, la Dama Bianca: «Non c'è tempo per fermarsi/per restare indietro/La signora senza ruote non aspetta più». Quasi un accidente della storia per «un omino che non ha la faccia da campione», ma ha trovato il suo posto nella leggenda: solo lui ha «un cuore grande come l'Izoard». E soltanto un fuoriclasse della canzone poteva farlo rivivere così. 

«Pedala, pedala»

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Carmine Marino

Nato a Battipaglia (Salerno) nel 1986, ha collaborato con giornali, tv e siti web della Campania e della Basilicata. Caporedattore del quotidiano online SalernoSport24, è iscritto all'albo dei giornalisti pubblicisti della Campania dal 4 dicembre '23.