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Cicloturismo

Cammino dei briganti, 200 km di bici tra montagne e storia

200 km fra Abruzzo e Lazio in un percorso splendido e sfidante, divisibile in tappe ma adatto a ciclisti esperti ed allenati

07.04.2026 15:32

Rivivere l’epopea dei briganti e ripercorrerne storia e leggende pedalando nei boschi

Le caratteristiche del Cammino dei briganti

Più lungo dell’omonimo percorso da seguire a piedi, l’anello del Cammino dei briganti si estende per circa 200 km tra Abruzzo e Lazio, su un terreno misto fra sterrato e strada bianca, con partenza dal paese di Sante Marie in provincia dell’Aquila. Impegnativo dunque, anche per l’altitudine dato che si snoda completamente fra le montagne. Lungo il percorso vi sono alcune strutture ricettive che offrono ricovero bici, riparazioni ed attrezzature ad uso dei clienti. Si tratta di alloggi turistici, ostelli, piccoli hotel, B&B oppure alloggio in tenda; alcune di queste accettano animali al seguito. Ottima occasione per visitare i borghi che le ospitano e fare i necessari rifornimenti nei piccoli negozi dei paesi. La maggior parte di tali strutture aderisce ad una rete che ha fissato i prezzi in convenzione con il Cammino. Presenti alcuni punti di noleggio e-bike

ferrovie dismesse
ciclovie su vecchie ferrovie©pixabay

Sante Marie

Punto di partenza ed arrivo del Cammino dei briganti, Sante Marie è un borgo ricco di storia, le cui origini paiono risalire all’anno Mille. Interessanti i numerosi palazzi storici e le chiese, ma soprattutto il Museo del brigantaggio. Attraverso i numerosi reperti (documenti, monete, fotografie, armamenti ed abiti dell’epoca) narra l’epopea dei cosiddetti briganti del centro-sud Italia. Il periodo è la seconda metà dell’800, con le lotte fra Savoia e Borboni e le vicende legate all’unità d’Italia. La Marsica, in particolare, vide numerose bande di briganti all’opera, data la particolare conformazione del territorio.

Il Cammino dei briganti di allora

Proprio dalle vicende di allora nasce il nome dell’odierno itinerario, sulla scia dei sentieri battuti dai cosiddetti briganti. Ad un contesto di miseria, malattie e tasse, che già fomentava il malcontento popolare, si aggiunsero le vicende legate a Savoia, Borboni e Stato Pontificio. Sui monti si muovevano dunque molte figure locali (cui fu data valenza storica e leggendaria) sia a scopo di rapimenti e rapine sia a scopo di “resistenza” contro le figure del potere politico.

Interesse naturalistico e storico 

Il tour lungo il Cammino del briganti è occasione anche per visitare alcune riserve naturali, tra cui quella dei monti Navegna e Cervia. Più di 3000 ettari in provincia di Rieti, con caprioli, cervi, scoiattoli, lupi, ghiri e boscheti di tipo montano e submontano. Interessante anche quella del monte Velino, al cui interno è però proibito il transito con le biciclette. I vari paesi attraversati dal Cammino dei briganti, prima del rientro a Sante Marie, come Magliano de’ Marsi, Alba Fucens, Camporotondo, Tagliacozzo consentono di conoscere la civiltà delle originarie popolazioni locali e visitare i resti di antichi edifici romani. Funghi, tartufi e castagne costituiscono poi l’interesse gastronomico della zona. 

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