Jonas Vingegaard trionfa sul traguardo di Eibar © Sprint Cycling-Itzulia Basque Country
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Vingegaard fa il Pogacar nei Paesi Baschi, ultima tappa dominata e vittoria nella generale

Terzo successo in sei giorni per Jonas Vingegaard nella tappa regina dell'Itzulia Basque Country. Il danese attacca da lontano e fa il vuoto, sul podio finale Mikel Landa e Ion Izagirre

08.04.2023 17:58

Alla vigilia di questo Itzulia Basque Country il pronostico finale si presentava aperto ed incerto. Se, da un lato, c’era chi propendeva per un duello tra Jonas Vingegaard ed Enric Mas, dall’altro qualcuno sosteneva invece che le numerose tappe collinari avrebbero favorito corridori più esplosivi a discapito degli uomini da grandi giri. Ciò a cui abbiamo assistito in questi 6 giorni di gara ha tuttavia dell’inaspettato, non tanto per il risultato finale, ma specialmente per il domino incontrastato espresso dal danese della Jumbo-Visma. Le doti del vincitore dell’ultimo Tour de France non sono certo un mistero, ma le 3 vittorie di tappa e la classifica generale conquistata con apparente facilità non possono non impressionare, soprattutto se confrontate con le prestazioni non proprio esaltanti della Parigi-Nizza del mese scorso. Se solo un paio di settimane fa assistevamo alla equilibratissima lotta in Catalogna tra Roglic ed Evenepoel, i due principali favoriti del prossimo Giro d’Italia, in questi giorni stiamo invece vivendo il duello a distanza tra il fenomenale Tadej Pogacar e appunto Jonas Vingegaard, duelli (perché la netta sensazione è che gli altri competano sempre per il terzo posto) che non vediamo l’ora di ammirare per tutto il resto di questo 2023 ciclistico partito alla grande.

La sesta ed ultima tappa dell’Itzulia Basque Country 2023 è probabilmente la frazione più impegnativa di questa edizione. Il profilo altimetrico di giornata prevede ben 7 GPM nei 137 km che si snodano nei dintorni di Eibar, cittadina in cui sono posti partenza ed arrivo di tappa. Guardando più nel dettaglio la seconda metà di gara spiccano la durissima salita di Krabelin (5 km al 9.6%) seguita dall’ascesa a Trabakua (3.3 km al 7.1%) e poi nel finale le scalate verso Izua (4.1 km al 9.2%), che termina a 27 km dalla conclusione ed infine la più pedalabile difficoltà di Urkaregi (5 km al 4.8%). Il mini-tappone basco si chiude con gli ultimi 6 km dalla fine dell'ultima discesa che tendono leggermente a salire, ma a quel punto i giochi per tappa e classifica generale potrebbero essere già fatti.

Sin dalle prime pedalate di giornata si capisce che la tensione in gruppo è alta, e sono molti i corridori che vogliono attaccare da lontanissimo. Dopo alcuni tentativi annullati, si forma in più momenti quella che poi sarà la fuga di giornata, quest’oggi particolarmente ricca di qualità. All’attacco troviamo infatti 11 corridori di assoluto spessore: Ruben Guerreiro (Movistar), Attila Valter e Steven Kruijswijk (Jumbo-Visma), Esteban Chaves (EF Education-EasyPost), Bruno Armirail (Groupama-FDJ), Valentin Paret-Peintre (AG2R Citroën), Harm Vanhoucke (DSM), Marc Hirschi (UAE), Daniel Martínez (Ineos Grenadiers), Eddie Dunbar (Jayco-AlUla), Emanuel Buchmann (Bora-Hansgrohe) ed infine Rein Taaramäe (Intermarché-Cicrus-Wanty). Come c’era da aspettarsi, questo drappello desta non poca preoccupazione tra gli uomini di classifica, vista la vicinanza di diversi componenti della fuga alle posizioni che contano della generale. 

Si assume la responsabilità dell’inseguimento la Bahrain-Victorious di Mikel Landa, che concede agli 11 un vantaggio massimo di soli 2’, imponendo un ritmo alto sulle salite della prima metà di gara. Sulla terribile rampa di Krabelin il gruppo si avvicina ulteriormente ai battistrada, e Ruben Guerreiro rompe gli indugi allungando e portandosi dietro i soli Chaves, Kruijswijk e Valter. Il plotone, molto selezionato e guidato da Hermann Pernsteiner (Bahrain-Victorious), insegue così con un ritardo di 45” a 60 km dalla conclusione. Nelle fasi successive la situazione si mantiene sostanzialmente invariata, con i 4 in testa che guadagnano qualcosa sul gruppo e vengono raggiunti dal contrattaccante Mauro Schmid (Soudal-Quick Step) prima delle due salite finali, e lo svizzero dimostra di averne di più andandosene in solitaria poco dopo.

A 30 km dal traguardo un primo, vero, scossone: il leader della generale Jonas Vingegaard (Jumbo-Visma) attacca in salita verso Izua sfruttando l’appoggio dei compagni in avanscoperta e si riporta in pochissimo tempo sulla testa della corsa; Enric Mas (Movistar) sembra essere l’unico in grado di seguirlo, ma deve presto desistere. Vingegaard si ritrova così al comando in solitaria e distanzia subito di 30” il gruppetto degli uomini di classifica al suo inseguimento contenente i vari Landa, Mas e Higuita. Dei rimanenti chilometri ben poco da raccontare: Vingegaard prosegue la propria cavalcata solitaria incrementando il vantaggio, dietro i big non trovano mai un accordo. Stravince così Jonas Vingegaard, mentre le continue scaramucce tra gli inseguitori non portano a molto. Secondo a 47” è James Knox (Soudal-Quick Step), terzo e vincitore della volata del gruppetto giunge Ion Izagirre (Cofidis) a 49". In classifica generale trionfa Vingegaard aumentando il proprio margine: sul podio salgono Mikel Landa a 1'12" e lo stesso Ion Izagirre a 1'29".

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