Jermaine Zemke, oltre al cognome ci sono i risultati
Il ventenne della REMBE|rad-net, figlio di Jens, DS della Pinarello Q36.5, è cresciuto moltissimo quest'anno: a due vittorie ha accompagnato tanti bei piazzamenti, anche in corse importanti

Ventiduesimo appuntamento dell’anno con Mondo Continental. In questa puntata: Giochi dell’America Centrale e dei Caraibi, Kreiz Breizh Elites e Jermaine Zemke, una delle rivelazioni del 2026.
Le corse della settimana
Giochi dell’America Centrale e dei Caraibi

In Repubblica Dominicana si sono disputati i Giochi dell’America Centrale e dei Caraibi, delle mini Olimpiadi riservate agli atleti dei paesi dell’America Centrale e dei Caraibi, con l’aggiunta di due nazioni tradizionalmente considerate sudamericane come Colombia e Venezuela. Per il ciclismo su strada erano previste le due gare classiche: la cronometro individuale e la corsa in linea.
Nella prova contro il tempo, lunga 40 km, hanno preso il via venti atleti, in rappresentanza di tredici paesi. Il favorito era Walter Vargas (Team Medellín-EPM), campione uscente e miglior cronoman del panorama Continental delle Americhe. Il trentaquattrenne colombiano ha rispettato pienamente i pronostici, rifilando grandi distacchi a tutti gli avversari. Sul podio con lui sono saliti due messicani: Edgar Cadena (Storck-MRW Bau) si è preso l’argento a 1’46”, mentre Sebastian Ruiz ha centrato il bronzo a 1’54”. L’unico professionista in gara, il panamense Carlos Samudio (Solution Tech NIPPO Rali) ha chiuso quinto a 2’06”, alle spalle del bermudiano Kaden Hopkins (Atom 6-Cycleur de Luxe), che ha pagato 1’57”.
La prova in linea prevedeva undici giri di un circuito completamente pianeggiante di 15,5 km. Carlos Samudio ha provato a far saltare il banco, prima in compagnia del costaricano Sebastian Calderón e poi da solo, ma è stato ripreso nel corso dell’ultimo giro. L’inevitabile volata finale ha premiato il colombiano Nicolas Gomez (GW Erco SportFitness), che si è imposto nettamente, davanti al costaricano Joseph Ramírez e al panamense Roberto González (Solution Tech NIPPO Rali). Il messicano César Macías (Burgos Burpellet BH), grande favorito della vigilia, è stato ostacolato da una caduta nel finale e non è andato oltre il quarto posto, appena davanti all’ex campione colombiano Alejandro Osorio.
Kreiz Breizh Elites

In settimana si è corso anche in Francia, dove è andata in scena la trentunesima edizione del Kreiz Breizh Elites, una corsa a tappe di quattro giorni. Al via si sono schierate ventiquattro squadre: diciannove Continental e cinque formazioni dilettantistiche.
La gara si è aperta con una cronosquadre di 12,8 km dal profilo tutt’altro che pianeggiante, anche se non erano previste salite particolarmente impegnative. A sorpresa, a stabilire il miglior tempo è stato il VC Rouen 76. La formazione francese ha preceduto di 1” la più accreditata CIC Academy e di 4” la Soudal-Quick Step Devo. La prima maglia di leader è andata a Guillaume Adam.
La seconda frazione presentava un profilo abbastanza ondulato, con uno strappo di 1,5 km da ripetere per sette volte negli ultimi 55 km. Dopo tanti attacchi, quattro uomini sono entrati nell’ultimo chilometro con un leggero margine sul gruppo. Marius Dahl (Decathlon CMA CGM Development) ha lanciato la volata la volata da lontano ed è riuscito a tenere dietro l’ex Cofidis Nolann Mahoudo (VC Pays de Laudéac), mentre il suo compagno di squadra Liam van Bylen ha regolato il gruppo, che nello sprint ha ripreso gli altri due fuggitivi. In assenza di abbuoni e con il gruppo che non ha accusato distacco, Guillaume Adam ha conservato la testa della classifica.
La terza tappa presentava un percorso abbastanza ondulato, con il finale in un circuito di dieci chilometri (da ripetere nove volte) caratterizzato da due strappi. I sette superstiti di una fuga più numerosa hanno retto fino al traguardo e si sono giocati il successo allo sprint. Hugo Millet (Mayenne-Monbana) è stato il più veloce e si è imposto davanti a Ludovico Mellano (XDS Astana Development) e Adam Mitchell (Vendée U Primeo Energie). Victor Guernalec (CIC Academy) è passato in testa alla classifica.
Anche l’ultima tappa prevedeva un tracciato molto ondulato, con un circuito finale abbastanza impegnativo e gli ultimi 500 metri che tendevano costantemente a salire. Sette uomini hanno fatto la differenza e, a 2 km dal traguardo, Guillaume Adam ha attaccato. Il ventiquattrenne è riuscito a resistere sullo strappo finale e ha tagliato il traguardo con 1” di vantaggio su Jermaine Zemke (REMBE|rad-net) e Lars Vanden Heede (Soudal-Quick Step Devo).
Jermaine Zemke ha conquistato il successo finale (e il titolo di miglior giovane), con un margine di 10” su Guillaume Adam e 13” sul miglior bretone, Victor Guernalec. Marius Dahl ha vinto la classifica a punti, mentre Marijn Maas (BEAT p/b Saxo) si è preso sia la maglia dei GPM che quella della combinata. Alla Vendée U Primeo Energie, infine, è andata la graduatoria a squadre.
Le Continental tra i big

Le quattro Continental di casa, lo Swatt Club e la svedese Lucky Sport hanno partecipato al Tour of Denmark. A togliersi la più grande soddisfazione è stato il Team Give Steel, che ha vinto la maglia dei GPM con Aksel Bech Skot-Hansen. Il campione finlandese Axel Källberg ha portato la Lucky Sport sul podio di una tappa, chiudendo al terzo posto la quarta frazione. La ColoQuick, invece, ha ottenuto il miglior piazzamento in classifica generale, grazie ad Andreas Stokbro, che ha concluso la corsa in dodicesima posizione.
La filippina Victoria Sports e le statunitensi APS by Cadence Cyclery e Meridian p/b de la Uz hanno preso parte al Circuito de Getxo. Le tre squadre non sono riuscite a recitare un ruolo da protagoniste: la APS by Cadence Cyclery ha fatto meglio delle formazioni di pari livello, ma non è andata oltre il cinquantaduesimo posto di Conn McDunphy. Il miglior rappresentante del ciclismo di terza divisione è stato, quindi, Héctor Álvarez: il portacolori della Lidl-Trek Future, in gara con il ramo WorldTour del team, ha chiuso diciannovesimo.
Erano ben tredici le Continental al via della China Xizang Trans-Himalaya, ma due in particolare hanno dominato la corsa: la Li Ning Star ha vinto due tappe con Aliaksei Shnyrko e si è aggiudicata la classifica finale con Raman Tsishkou, mentre la China Anta-Mentech ha fatto sua una frazione con Alexander Konychev, anche secondo nella generale e vincitore della graduatoria a punti, e una con Willie Smit, che si è preso il quarto posto finale. La Wheeltop Rotor Chengdu ha centrato il terzo gradino del podio con Petr Rikunov.
Nell’ultimo periodo ci sono stati molti movimenti di ciclomercato, con le squadre cinesi che hanno dato spazio a diversi corridori europei. La Huansheng-Vonoa ha ingaggiato il britannico Theodor Obholzer (Anicolor/Campicarn) e il neerlandese Niels Reemeijer, vincitore dell’ultimo Tour of Albania; la China Meitan (ex China Chermin), invece, ha puntato sull’ucraino Anatolii Budiak (Madar) e sul bielorusso Vasili Strokau; la Prowheel Kung Shenzhen, infine, ha scelto lo spagnolo Raúl Rota, rimasto senza squadra dopo l’improvvisa chiusura della Illes Balears Arabay.
Nel continente americano c’è stato il passaggio di Gavin Sherry, rivelazione dell’ultimo Oberösterreich Rundfahrt, alla EF Education Aevolo. Il ventiduenne sarà promosso nel team WorldTour nel 2027. In Europa va segnalato il ritorno di un corridore bulgaro nel mondo Continental: Borislav Palashev si è accasato alla Muğla Büyükşehir, formazione turca. Una novità arriva anche dal Belgio, dove il venticinquenne Clément Horny, vincitore di cinque gare internazionali di ciclocross lo scorso inverno, ha trovato posto alla Color Code-Alu Center, rientrando in una squadra UCI dopo quasi cinque anni di assenza.
Il ritratto della settimana: Jermaine Zemke

Fresco vincitore del Kreiz Breizh Elites, Jermaine Zemke può senza dubbio essere annoverato tra le rivelazioni dell’anno. Già protagonista di una stagione molto solida, il corridore della REMBE|rad-net ha dato spettacolo nella corsa bretone, che era iniziata con una cronosquadre non esaltante. Nella terza tappa ha centrato la fuga buona e, pur non andando oltre il sesto posto in volata, ha recuperato molte posizioni in classifica. Il ventenne ha, poi, compiuto il suo capolavoro nell’ultima frazione: rimasto fuori dall’azione buona, è riuscito a rientrare da solo sui sei corridori che guidavano la corsa e ha mantenuto le energie per dare tutto sullo strappo finale, ottenendo un secondo posto parziale che gli è valso il successo nella generale e la maglia di miglior giovane.
Già prima della corsa francese, comunque, il giovane tedesco si era messo in luce in più occasioni. A febbraio, al Tour du Rwanda, aveva conquistato la prima vittoria in una corsa professionistica e si era piazzato nei primi otto in altre quattro occasioni. In seguito aveva ottenuto diversi risultati interessanti anche in corse professionistiche europee: è stato terzo in una tappa della Vuelta Asturias, ottavo alla Rund um Köln, nono al campionato nazionale e ha centrato due top ten di tappa al Tour of Austria. Ha chiuso anche sesto in un’altra corsa UCI, il GP Vorarlberg, e ha raccolto diversi bei risultati in gare dilettantistiche, come il secondo posto alla Rad am Ring, prova che in passato ha fatto parte del calendario internazionale.
Jermaine Zemke ha sempre avuto a che fare con il ciclismo: suo padre Jens, infatti, è stato professionista negli anni novanta e, da quasi un ventennio, è direttore sportivo in squadre professionistiche (attualmente è alla Pinarello Q36.5). Il giovane Jermaine iniziò a correre all’età di dodici anni, con il VC Darmstadt 1899. Nelle categorie giovanili, alternò all’attività su strada la mountain bike, ottenendo i migliori risultati nel fuoristrada. Nel 2023 chiuse al quarto posto il campionato nazionale junior sulle ruote grasse (XCO), guadagnandosi anche la convocazione per i Campionati del Mondo di categoria, e al settimo quello su strada.
L’anno successivo, il primo tra gli under 23, il tedesco abbandonò la mountain bike e si concentrò quasi totalmente sulla strada, pur disputando anche qualche gara di ciclocross (vinse anche una prova non internazionale). Esordì nel mondo Continental, firmando con la Maloja Pushbikers, e prese parte a diverse corse UCI, quasi tutte nei Balcani: ottenne i migliori risultati alla Belgrade Banjaluka, in cui fu quindicesimo sia nella prima che nella seconda tappa.
Lo scorso anno, anche in seguito alla chiusura della Maloja Pushbikers, ha cambiato squadra e si è accasato alla REMBE|rad-net. In una formazione più ambiziosa, pur senza ottenere risultati roboanti (i migliori piazzamenti sono stati un decimo posto in una tappa del Tour of Japan e il quattordicesimo all’Arno Wallaard Memorial), ha potuto disputare alcune corse professionistiche, come il Tour of Luxembourg e lo Sparkassen Münsterland Giro (entrambe gare del circuito ProSeries), confrontandosi con corridori di livello superiore e acquisendo quell’esperienza che gli è tornata utile per il salto di qualità di quest’anno.
La grande crescita evidenziata quest’anno permette sicuramente a Jermaine Zemke di sognare un approdo tra i professionisti, anche perché può sfruttare a suo vantaggio la carenza di stelle in una Germania che rimane un paese ciclisticamente importante. Al momento non si conosce il suo calendario per l’ultima parte della stagione, ma la sua squadra parteciperà alla corsa di casa, il Deutschland Tour, e sicuramente lui vorrà essere presente.