Alexander Konychev festeggia al Tour of Lithuania © Tour of Lithuania
Mondo Continental

Alexander Konychev, il figlio d'arte sta finalmente diventando grande

Considerato molto promettente nelle categorie giovanili, il veronese ha sofferto molto negli anni da professionista. Dopo qualche bel segnale lanciato nel 2025, quest'anno ha già vinto quattro corse

10.06.2026 23:25

Diciassettesimo appuntamento dell’anno con Mondo Continental. In questa puntata: Tour de Maurice, Classique of Mauritius, Oberösterreich Rundfahrt, Ronde de l’Oise, Visegrad 4 Bicycle Race – GP Czech Republic e Visegrad 4 Bicycle Race - GP Poland e Alexander Konychev, che sta vivendo la migliore stagione della carriera.

Le corse della settimana

Tour de Maurice e Classique of Mauritius

Il podio del Tour de Maurice
Il podio del Tour de Maurice © Daphney Dupré

Dopo gli annullamenti dello scorso anno, il ciclismo UCI è tornato sull’isola di Mauritius, per disputare due gare: il Tour de Maurice, corsa a tappe già in calendario nel 2024, e la Classique of Mauritius, prova di un giorno che è andata a rimpiazzare la Courts Mamouth Classique de l'ìle Maurice. Al via erano presenti le stesse diciassette squadre: sei Continental, tre nazionali, due selezioni regionali e sei formazioni dilettantistiche.

Il Tour de Maurice si è aperto con una tappa dal profilo abbastanza ondulato, con le principali difficoltà altimetriche situate nella prima metà del percorso. Due corridori si sono giocati il successo in volata: Guillaume Deurweilher (Saint Louisien) ha avuto la meglio su Tom Wijfje (Universe) e ha conquistato la prima maglia di leader. Juan Pedro Lozano (Terengganu) ha completato il podio di giornata, con un ritardo di 10”.

Anche la seconda frazione presentava delle asperità, con l’ultima delle quali (lunga, ma abbastanza pedalabile), che si concludeva a meno di 20 km dal traguardo. Un gruppo piuttosto numeroso si è presentato compatto nel finale e il sudafricano Tiano Da Silva (The Joyrun & Hurricane) è stato il più veloce. Il venticinquenne, registrato come cinese (e con il cognome Da Silver) sul sito UCI, ha superato Juan Pedro Lozano e Guillaume Deurweilher, che ha conservato la testa della classifica.

La terza tappa prevedeva un finale con una salita dura, la cui cima era situata a poco più di 10 km dal traguardo. Quattro corridori hanno fatto la differenza, ma Amanuel Desta è andato in difficoltà in discesa e, così, solo gli altri tre si sono giocati il successo in volata: l’ha spuntata l’ex Soudal-Quick Step Antoine Huby (7Eleven Cliqq), che ha battuto Anatolii Budiak (Madar) e Samuel Niyonkuru (Amani). Con Guillaume Deurweihler che ha perso quasi 2’ e in assenza di abbuoni, Anatolii Budiak ha conquistato la maglia di leader.

L’ultima frazione era probabilmente la più semplice della corsa. Anche se il percorso era ondulato, le salite erano molto brevi e non hanno creato particolari problemi ai corridori. Si è assistito, quindi, a una volata di gruppo e il più rapido è stato nuovamente Tiano Da Silva, che ha costretto nuovamente Juan Pedro Lozano al secondo posto. Sul terzo gradino del podio di giornata è salito Tyler Lange (ASAP).

Anatolii Budiak ha conquistato il successo finale, spuntandola su Antoine Huby solo grazie alla somma dei piazzamenti. Sul terzo gradino del podio è salito Samuel Niyonkuru, con 30” di ritardo. Amanuel Desta (Amani), quarto a 33”, si è preso il titolo di miglior giovane. Juan Pedro Lozano ha vinto la classifica a punti, Bizay Tesfu Redae (Madar) quella dei GPM e Tom Wijfje quella degli sprint intermedi. Il Team Amani, infine, si è aggiudicato la graduatoria a squadre.

Due giorni dopo la fine del Tour de Maurice, si è disputata la Classique of Mauritius, corsa di un giorno che prevedeva cinque giri di un circuito di 25 km e uno strappo che si concludeva all’ultimo km. Un gruppetto ha fatto la differenza e si è poi frazionato nel finale. Due uomini si sono giocati la vittoria allo sprint e a spuntarla è stato il malese Muhammad Nur Aiman Mohd Zariff (Terengganu), che si è messo alle spalle il sudafricano Callum Ormiston (The Joyrun & Hurricane). A 5”, Juan Pedro Lozano ha completato il trionfo della Terengganu, precedendo il professionista della Burgos Burpellet BH Alexandre Mayer (Nazionale Mauritius) e James Jobber (The Joyrun & Hurricane) nella volata per il terzo posto.

Oberösterreich Rundfahrt

Il podio finale dell'Oberösterreich Rundfahrt
Il podio finale dell'Oberösterreich Rundfahrt © Oberösterreich Classics

In Austria si è disputata la diciassettesima edizione dell’Oberösterreich Rundfahrt, corsa a tappe di quattro giorni. Al via si sono schierate ventuno Continental, una formazione dilettantistica e le selezioni nazionali di Stati Uniti e Lussemburgo, per un totale di ventiquattro squadre.

Come lo scorso anno, la corsa si è aperta con una tappa in linea lunga appena 4300 metri, quasi totalmente in salita. Dopo diversi tentativi di attacco andato a vuoto, lo scatto vincente è stato quello del brasiliano Henrique Bravo (Soudal-Quick Step Devo). Il ventenne, primo leader della gara, si è imposto con 5” di margine sul sorprendente Gavin Sherry (Nazionale Stati Uniti) e 9” su un drappello di sei uomini, regolato dal norvegese Jonas Kind Høydahl (Visma|Lease a Bike Development). 

La seconda frazione era la più semplice della corsa e si prestava alle ruote veloci. Il finale era, però, molto tecnico e il posizionamento era molto importante. Henry Hobbs (Visma|Lease a Bike Development) ha lanciato una volata lunga e ha preso in testa gli ultimi 250 metri. Coloro che lo seguivano da vicino sono finiti a terra all’ultima curva e lui si è imposto senza problemi. Reuben Page-Brown (Brennan) ha evitato la caduta e ha ottenuto il secondo posto, davanti a Filippo Fortin (Hrinkow Advarics). In classifica generale non ci sono stati cambiamenti.

La terza tappa non era molto impegnativa, ma nel finale erano previsti due giri di un circuito che comprendeva una salita di 3 km, utile a tagliare fuori i velocisti puri, ma che non faceva paura agli uomini di classifica. Circa cinquanta corridori componevano il gruppo che si è presentato compatto al traguardo. Lo spunto migliore è stato quello di Kilian Feurstein (Vorarlberg), che ha preceduto Valentin Hofer (Bahrain Victorious Development) e Michael Boroš (Kasper crypto4me). Henrique Bravo ha conservato la maglia di leader.

L’ultima tappa presentava diverse salite da non sottovalutare, l’ultima delle quali si concludeva a 9 km dal traguardo. Un drappello di una ventina di uomini è arrivato compatto in cima e Jan Michal Jackowiak (Bahrain Victorious Development) ha provato a far saltare il banco in discesa, attaccando ai -7. Dominik Röber (Vorarlberg) lo ha beffato clamorosamente, lanciando in testa la volata dal gruppo inseguitore e saltandolo a soli 20 metri dall’arrivo. Il diciottenne ha conservato un amaro secondo posto dalla rimonta del compagno di squadra Kasper Borremans (Bahrain Victorious Development).

Henrique Bravo ha conquistato il successo finale (e il titolo di miglior giovane), con 9” su Gavin Sherry e 12” su Kasper Borremans. Kilian Feurstein ha vinto la classifica a punti, mentre Milan Kadlec (Kasper crypto4me) si è preso la maglia dei GPM. La Soudal-Quick Step Devo, infine, si è aggiudicata la graduatoria a squadre.

Ronde de l’Oise

Patrick Eddy festeggia la conquista della Ronde de l'Oise con la sua squadra
Patrick Eddy festeggia la conquista della Ronde de l'Oise con la sua squadra © Patrick Eddy

Dopo l’annullamento dell’edizione 2025, è tornata a disputarsi la Ronde de l’Oise, corsa a tappe francese di quattro giorni, giunta alla settantesima edizione, la diciassettesima nel calendario UCI. Hanno partecipato venti squadre: sedici Continental e quattro formazioni dilettantistiche.

La prima tappa presentava un percorso abbastanza ondulato nella parte centrale, che diventava più semplice nel finale. C’è stata più selezione del previsto e a lottare per la vittoria sono rimasti solo in tre: si è imposto il norvegese Jesper Stiansen (Tudor U23), primo leader della corsa, che ha vinto la concorrenza del francese Florentin Lecamus-Lambert (VC Rouen 76) e del valdostano Filippo Agostinacchio (Biesse-Carrera).

La seconda frazione era più semplice della precedente, con le salite presenti che erano troppo brevi e poco pendenti per fare una vera selezione. Quasi novanta corridori facevano parte del gruppo di testa, ma, a sorpresa, è rimasto staccato Jesper Stiansen, che ha perso 10’ e ha dovuto dire addio ai sogni di gloria. Lo sprint per la vittoria ha premiato Mathis Avondts (Azerion/Villa Valkenburg), bravo a mettersi alle spalle Mathias de Keersmaeker (Lotto-Groupe Wanty) e Valentin Tabellion (AVC Aix Provence Dole). Florentin Lecamus-Lambert è passato in testa alla generale.

La terza tappa prevedeva diverse asperità lungo e il percorso e uno strappo che si concludeva a circa 2 km dal traguardo. Dopo lo scollinamento era prevista una discesa caratterizzata da tre tornanti, che conduceva al rettilineo finale. Quattro corridori si sono avvantaggiati e Alexander Konychev (China Anta-Mentech) si è dimostrato il più veloce. Il ventisettenne, che ha conquistato anche la maglia di leader, ha sconfitto il campione nazionale australiano Patrick Eddy (Team Brennan) e il belga Maxence Place (Aarco). 

L’ultima frazione era più semplice della terza, anche se era caratterizzata da diversi strappi nel finale. Il crossista Keije Solen (Lotto-Groupe Wanty), abbastanza lontano in classifica, è riuscito ad andarsene da solo e a resistere, per 15”, al ritorno di un gruppo di una trentina di uomini, in cui non era presente Alexander Konychev, rimasto staccato per un problema meccanico. La volata per il secondo posto ha visto prevalere Valentin Tabellion su Joshua Huppertz (Lotto-Kern Haus).

Patrick Eddy ha conquistato il successo finale, con 6” di margine sul miglior giovane della corsa, Maxence Place, e 21” sul vincitore della classifica a punti, Alexander Konychev. Silas Koech (Lotto-Kern Haus) è stato il re degli scalatori, mentre la Aarco si è aggiudicata la graduatoria a squadre.

Visegrad 4 Bicycle Race – GP Czech Republic e Visegrad 4 Bicycle Race - GP Poland

Nikiforos Arvanitou vince il GP Poland
Nikiforos Arvanitou vince il Visegrad 4 Bicycle Race - GP Poland © Dariusz Krzywański

Nel weekend si sono disputate le prime due corse del circuito Visegrad 4 Bicycle Race. Si tratta di quattro gare che si svolgono nei paesi dell’Alleanza Visegrad (Polonia, Repubblica Ceca, Slovacchia e Ungheria).

La prima gara è stata il Visegrad 4 Bicycle Race – GP Czech Republic, rientrato in calendario dopo l’annullamento dello scorso anno. Al via erano presenti ventiquattro squadre: un ProTeam (la MBH Bank CSV), nove Continental, dodici formazioni dilettantistiche e due selezioni regionali.

Il percorso era abbastanza impegnativo ed era composto da due giri di un circuito lungo ben 77,5 km, caratterizzato da due salite. L’ultima ascesa, quella di Serlich, lunga 4,5 km, terminava ai -5 e la strada fino al traguardo era interamente in discesa. Circa venticinque uomini hanno fatto parte dell’azione decisiva e, nel finale, Piotr Pękala (ATT Investments), uno dei migliori scalatori al via, è andato via in solitaria.

Il polacco, sfruttando anche la superiorità numerica della sua squadra, è risultato imprendibile per tutti gli è avversari e ha conquistato la quarta vittoria internazionale in carriera. A 27” dal vincitore, un quartetto si è giocato in volata la seconda posizione: il più rapido è stato l’esperto Michael Kukrle (Kasper crypto4me), che ha preceduto il belga Rutger Wouters (K.O.F.M. x Thielemans). Edoardo Cipollini (MBH Bank CSB) si è dovuto accontentare di un piazzamento ai piedi del podio, davanti a Dominik Neuman, compagno di squadra del vincitore.

Il giorno successivo è andato in scena il Visegrad 4 Bicycle Race - GP Poland, che, a differenza della prova ceca, si era regolarmente disputato nel 2025. Le squadre al via erano ventotto: ad accompagnare la MBH Bank CSB, anche in questo caso unico ProTeam ai nastri di partenza, c’erano nove Continental, sedici formazioni dilettantistiche, una selezione regionale norvegese e la nazionale polacca.

Il percorso di gara era più semplice rispetto al GP Czech Republic, ma presentava, comunque, diverse insidie. Era caratterizzato da sei giri di un circuito di circa ventisette chilometri, in cui erano presenti due strappi non lunghi, ma abbastanza duri. La prova è stata resa molto impegnativa dal forte vento, che ha frazionato il gruppo, e si è accesa già sulle asperità del secondo giro. Alla fine un drappello di una quindicina di uomini ha anticipato il plotone principale di una ventina di secondi.

La volata per la vittoria ha premiato il campione nazionale greco Nikiforos Arvanitou, che ha centrato, così, la quinta vittoria stagionale. Il ventitreenne, che secondo alcuni rumors sarà stagista della XDS Astana nel finale di stagione, ha battuto i cechi Dominik Neuman e Matěj Zahálka (Kasper crypto4me). Il pistard polacco Filip Prokopyszyn (Tarnovia) si è dovuto accontentare di un piazzamento ai piedi del podio, appena davanti al connazionale Jakub Kaczmarek (Voster).

Contrariamente al solito, quando erano piazzate in due weekend consecutivi, le altre due prove del circuito Visegrad 4 Bicycle Race (quella ungherese e quella slovacca), si disputeranno fra circa un mese, l’11 e il 12 luglio.

Le Continental tra i big

Il podio del Tour of Estonia
Il podio del Tour of Estonia © Tour of Estonia

Sette Continental hanno preso parte al Tour de Wallonie. La Tarteletto-Isorex ha centrato la top ten in classifica generale con Lennert Teugels, nono, e ha sfiorato la vittoria nella seconda tappa, con Yorben Lauryssen, che ha chiuso in seconda posizione. Anche la Van Rysel Roubaix è andata vicina al successo parziale: Killian Théot si è piazzato al secondo posto nell’ultima frazione. Bene anche la Mg.K Vis Costruzioni e Ambiente, che si è aggiudicata la maglia dei GPM con George Wood.

Ben quattordici formazioni di terza divisione hanno partecipato al Tour of Estonia. La ATT Investments ha fatto il colpo grosso, aggiudicandosi l’ultima tappa e la classifica generale con Marceli Bogusławski. Ha disputato una corsa di alto livello anche la Energus, che ha raccolto il terzo posto finale e un successo parziale con Mārtiņš Pluto. In gara con la nazionale estone, Romet Pajur ha tenuto alto il nome della Red Bull-BORA Rookies, chiudendo la generale in seconda posizione e vincendo il prologo, la classifica a punti e quella dei giovani. La Give Steel, infine, ha conquistato la maglia dei GPM con Aksel Bech Skot-Hansen.

Nove Continental si sono schierate al via della Heistse Pijl, ma non sono riuscite a lasciare il segno. La NSN Development ha centrato il decimo posto, ma lo ha fatto con Floris van Tricht, corridore della formazione WorldTour, in prestito per l’occasione. Il miglior rappresentante del ciclismo di terza divisione è stato, quindi, Jarno Bellens, portacolori della Baloise Verzekeringen-Het Poetsbureau Lions, tredicesimo al traguardo. Alla Brussels Cycling Classic, invece, non erano presenti Continental.

Il ritratto della settimana: Alexander Konychev

La vittoria di Alexander Konychev nella prima tappa del Tour of Lithuania
La vittoria di Alexander Konychev nella prima tappa del Tour of Lithuania © Tour of Lithuania

Un problema meccanico ha impedito ad Alexander Konychev di conquistare la classifica generale della Ronde de l’Oise. Nell’ultima frazione, il veronese, che indossava la maglia di leader dopo aver vinto la tappa regina, si è ritrovato attardato nel finale e non ha avuto modo di rientrare in gruppo, dovendo dire addio ai sogni di gloria, ma riuscendo, comunque, a salvare il podio e la vittoria nella classifica a punti. Nonostante l’occasione persa, non si può negare che il ventisettenne stia vivendo la migliore stagione della carriera.

Corridore molto promettente nelle categorie giovanili, Konychev si era un po’ perso nei primi anni fra i grandi. Dopo il ritorno alla vittoria nel 2025, in questa stagione ha fatto un notevole salto in avanti e ha già conquistato quattro successi. Alla Ronde de l’Oise ha confermato l’ottimo stato di forma mostrato al Tour of Lithuania: nella corsa baltica si era aggiudicato la prima frazione e ha conservato la testa della classifica generale fino alla fine, concludendo tutte e cinque le tappe nei primi quattro. Tale regolarità gli ha permesso di portarsi a casa anche la maglia a punti.

La grande stagione del corridore della China Anta-Mentech non è limitata agli exploit alle ultime due settimane. Già a marzo si era imposto in una frazione del Tour of Rhodes, gara che lo ha visto anche leader della generale per un giorno e in cui ha centrato anche un quinto posto parziale. In seguito, pur non ottenendo altri successi, è stato in grado di ottenere una top five in tutte le corse a tappe disputate: ci è riuscito, infatti, al Tour of Thailand, poi chiuso in settima posizione, al Tour of Hainan e al Grande Prémio Anicolor.

Sebbene sia figlio di Dmitry, che in carriera ha vinto tappe in tutti e tre i GT ed è stato medaglia ai Campionati del Mondo, Alexander Konychev non ha cominciato con il ciclismo da bambino. Per dieci anni, infatti, ha giocato a calcio e iniziò a pedalare soltanto per guarire da problemi di pubalgia. Il primo impatto con la bicicletta fu difficile, ma poi se ne innamorò. Ottenne i primi risultati internazionali di spessore al secondo anno da junior: chiuse al secondo posto il prestigioso Giro di Basilicata e fu convocato in nazionale per disputare la cronometro sia ai Campionati del Mondo che agli Europei.

Per la prima stagione tra gli under 23, firmò con la Viris Maserati-Sisal. Fece il suo esordio internazionale alla Popolarissima, ma non riuscì a centrare piazzamenti di rilievo in gare UCI: si fermò, infatti, al ventiquattresimo posto del G.P. Palio del Recioto. Anche nelle corse dilettantistiche italiane non rubò particolarmente l’occhio, ma si piazzò, comunque, nella top ten in più di un’occasione.

Nel 2018, scelse di cambiare aria e si accasò alla Petroli Firenze Hopplà Maserati. Il figlio d’arte mostrò importanti passi in avanti: nel calendario UCI fu ottavo al Gran Premio della Liberazione, ottenne tre top ten di tappa al Giro d’Italia under 23 e disputò la cronometro dei Campionati del Mondo. A livello dilettantistico, invece, si impose in cinque occasioni: vinse il Trofeo Montelupo, il GP di Porcari e tre frazioni del Tour de la Nouvelle-Calédonie.

Nella stagione successiva passò alla Dimension Data for Qhubeka, formazione di sviluppo del quasi omonimo team WorldTour. Vinse L’Etoile d’Or, corsa di un giorno valida per la Coppa delle Nazioni, e centrò un secondo e un terzo posto di tappa al Tour de Limpopo. A fine stagione gli fu data la possibilità di disputare alcune corse professionistiche come stagista del Team Dimension Data e lui rispose presente, ottenendo risultati molto buoni, come il quarto posto alla Coppa Bernocchi e il sesto al Grand Prix d’Isbergues. Disputò anche la prova in linea dei Campionati del Mondo under 23.

Nel 2020, Konychev passò professionista con la Mitchelton-Scott. In un’annata resa difficile dallo scoppio della pandemia, riuscì comunque a centrare la top ten in due tappe del Tour de Hongrie e al Giro della Toscana. Ebbe la possibilità di disputare diverse corse WorldTour e fece il suo esordio in una classica Monumento, disputando la Milano-Sanremo (e poi prese parte anche al Giro delle Fiandre). A sorpresa, fu anche convocato in nazionale per la cronometro élite dei Campionati Europei.

L’anno seguente, con la squadra che aveva cambiato nome in Team BikeExchange, non riuscì a migliorare i propri risultati. Ottenne il miglior risultato stagionale al campionato italiano, chiuso in quinta posizione, e centrò la top ten anche in una tappa del Tour de Slovaquie e in una frazione della Ruta del Sol. Disputò nuovamente la Milano-Sanremo, ma non riuscì a ritagliarsi ulteriori spazi nelle corse della massima categoria.

Confermato dal Team BikeExchange-Jayco anche per la stagione successiva, il veronese fece dei notevoli passi indietro a livello personale: non andò oltre un anonimo quindicesimo posto, ottenuto nel prologo del Tour of Estonia. Disputò quasi tutta la campagna del pavé, ma non fu selezionato né per il Giro delle Fiandre, né per la Paris-Roubaix. Si tolse le uniche soddisfazioni partecipando nuovamente alla Milano-Sanremo e prendendo parte per la prima volta alla Tirreno-Adriatico.

Nel 2023 scese di una categoria e firmò per una formazione Professional, la Corratec-Selle Italia. Per la prima volta in carriera partecipò al Giro d’Italia, in cui si mise in luce con diversi tentativi di fuga. Con meno concorrenza interna, ebbe qualche occasione in più per mettersi in luce e centrò il secondo posto sia un una tappa dello ZLM Tour che alla Cupa Max Ausnit (vinta da un suo compagno di squadra). Nel corso della stagione raggiunse la top ten in altre quattro occasioni.

Nonostante un’annata in cui aveva mostrato buone cose, Konychev non fu confermato e trovò squadra per il 2024 solo a febbraio inoltrato. Alla fine si accasò in una Continental austriaca, il Team Vorarlberg. Pur non riuscendo mai a lottare davvero per la vittoria, fu spesso nelle parti alte degli ordini d’arrivo: centrò la top ten in sei occasioni, con il quinto posto all’International Raffeisenbank Kirschblütenrennen come miglior risultato.

Lo scorso anno è stato confermato dal Team Vorarlberg e, dopo aver vinto l’International Raffeisenbank Kirschblütenrennen (che nel frattempo, nonostante il nome, era uscita dal calendario internazionale), ha ritrovato la vittoria a livello UCI: si è aggiudicato, infatti, una tappa e la classifica generale del Tour of Małopolska. Ha centrato anche quindici top ten, alcune delle quali in corse professionistiche, e ha vinto un’altra gara dilettantistica, la Mühlviertler Hügelwelt Classic.

Quest’anno, sperando di poter tornare tra i professionisti, Alexander Konychev ha rifiutato il rinnovo con il Team Vorarlberg, ma i contatti che aveva avuto con formazioni di categoria superiore non si sono concretizzati. Ha scelto, quindi, la China Anta-Mentech e la mossa si sta rivelando vincente. Sta andando alla grande e, se continuerà così, tornerà presto al piano superiore. Da domani dovrebbe essere al via del Tour of Małopolska, in cui è chiamato a difendere il titolo.

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